D:
[Rec] è stato un grande successo di
pubblico e critica e può essere considerato
il film che ha rilanciato il genere
mockumetary, portato al successo 10 anni fa
da The Blair Witch Project. Perché avete
pensato di realizzare un film con questa
tecnica?
R: [Rec] è nato come un esperimento,
l’idea era di raccontare una storia classica di
terrore, completamente dentro i canoni del
genere, però utilizzando il linguaggio della
diretta televisiva e facendolo addirittura in
tempo reale, che era anche più complicato.
L’idea era di trasformare un semplice film in
un’esperienza molto più coinvolgente per lo
spettatore e in questo modo di intensificare la
sensazione di angoscia e tensione.
D:
Lo stile, il ritmo e le tematiche che emergono
dai due [Rec] sono piuttosto differenti dal tuo
precedente modo di fare cinema, che si può
considerare più classico e psicologico. Hai
avuto difficoltà a confrontarti con un così
netto cambiamento?
R: Raccontare una storia di terrore con
questo stile documentaristico e in tempo reale
è stata una sfida per noi. Io ero abituato a
costruire la narrazione con gli elementi propri
del linguaggio cinematografico: la
progettazione, il montaggio, la musica, gli
effetti sonori…Rinunciare a tutto questo e
tenere le redini della narrazione non è affatto
facile. Ogni cosa deve apparire casuale,
iperrealista, immediata, però allo stesso tempo
deve generare suspense, tensione, paura. Una
sfida affascinante!
D:
[Rec] aveva una critica nei confronti del
sistema dei mezzi di comunicazione e nello
specifico verso la tendenza a creare lo scoop
televisivo a tutti i costi. Anche in [Rec] 2
avete puntato il dito verso qualche aspetto
della società moderna?
R: Credo che in [Rec] 2 ci sia,
probabilmente, una riflessione sulla
trasformazione della realtà che si sta
producendo negli ultimi anni; tutto è
suscettibile di essere registrato, la
sensazione è che se una cosa non può essere
registrata in nessun formato allora non esiste.
C’è una crescente ossessione per la
registrazione in tutti i tipi di formato, dalle
videocamere ai telefoni cellulari. Qualcuno mi
ha detto che ormai non si organizzano più le
feste per la pura voglia di divertirsi, ma si
organizzano solo per poterle registrare e
caricare su facebook il giorno dopo. E’
inquietante!
D:
Alcune scene di [Rec] 2 fanno pensare ai
videogames d’azione in prima persona, i
cosiddetti FPS (First Person Shooter).
L’effetto è voluto? Se si, secondo te quanto è
importante l’influenza che negli ultimi anni
stanno avendo i videogames sul mondo del
cinema?
R: Io stesso sono un videogiocatore
abituale. Conosco il “mezzo” videogame e
logicamente una piccola influenza è stata
inevitabile. Sono convinto che tutti i mezzi,
anche i più differenti, tendono a mescolarsi e
influenzarsi. In questo senso intravedo un
futuro appassionante.
D:
[Rec] ha avuto un remake americano, Quarantena,
e si è parlato di un possibile Quarantena 2.
Cosa pensi di questa tendenza americana di
rifare cult del passato e recenti successi di
altri paesi?
R: Posso comprendere le ragioni che
spingono alla realizzazione dei remake di film
stranieri, che sono solitamente di natura
idiomatica. Negli Stati Uniti non esiste il
doppiaggio dei film e il pubblico più giovane,
a cui sono solitamente dirette le pellicole di
genere, non è abituato ad andare nelle sale in
cui si proiettano i film in lingua originale
sottotitolati. Questo rappresenta un problema
nel momento di importare una pellicola come [Rec],
che è in spagnolo, sul mercato nordamericano. I
remake sono una soluzione a questo problema.
Però è senza dubbio una soluzione discutibile.
D:
A proposito, hai visto Quarantena? Ti è
piaciuto?
R: Non ho un’opinione molto chiara di
questa pellicola. La sensazione che ho avuto
vedendola è stata molto strana e inquietante.
D:
[Rec] 3 è già in fase di lavorazione, ma ho
saputo che voi non vi occuperete della regia.
Perché questa scelta? Puoi già anticiparci
qualche cosa sul terzo film?
R: Ancora c’è ben poco di chiaro
riguardo la terza parte. Né è sicura la nostra
partecipazione.
Grazie per la
disponibilità e in bocca al lupo per i prossimi
film.
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