Discussioni AttiveDiscussioni Attive  Mostra la lista degli UtentiLista Utenti  Cerca nel ForumCerca  HelpHelp
  RegistrazioneRegistrazione  LoginLogin
CINEMA
 FORUM - HorrorMovie : CINEMA
Oggetto Discussione: Manhunter Posta RispostaInserisci Nuova Discussione
Autore
Messaggio << Discussione Prec | Discussione Succ >>
deathcross
Moderatore
Moderatore
Avatar

Registrato: 14 January 2013
Residenza: Italy
Stato Connessione: Sconnesso
Messaggi: 1596
Postato: 04 July 2015 alle 12:48pm | IP Salvato Riporta deathcross



Regia: Michael Mann
Sceneggiatura: Michael Mann (trasposizione del romanzo "Red Dragon" di Thomas Harris)
Cast: William Petersen, Kim Greist, Joan Allen, Brian Cox, Dennis Farina, Tom Noonan, Stephen Lang, Michael Talbott, Robin Moseley, Benjamin Hendrickson

L'agente Will Graham (Petersen), ritiratosi dopo essere stato aggredito da Lecktor (Cox) durante l'arresto, viene convinto da Jack Crawford (Farina) a tornare ad indagare sugli omicidi seriali di un killer, detto "tooth fairy", che agisce seguendo il ciclo lunare e che ha già massacrato due famiglie. Seguendo il proprio personale metodo investigativo, grazie al quale riesce ad immedesimarsi nella personalità dei serial killer, e ai consigli del dottor Lecktor, Graham si avvicinerà sempre di più all'identità dell'assassino, ma ciò lo porterà a farsi coinvolgere sempre più personalmente nel caso mettendo a rischio l'incolumità sua e della sua famiglia.

Trailer


__________________
Ora affronterai il mare delle Tenebre, e ciò che in esso v'è d'esplorabile.
Top ^ Letto deathcross's Profilo Cerca per altri Messaggi per deathcross Visite deathcross's Homepage
 
deathcross
Moderatore
Moderatore
Avatar

Registrato: 14 January 2013
Residenza: Italy
Stato Connessione: Sconnesso
Messaggi: 1596
Postato: 04 July 2015 alle 12:53pm | IP Salvato Riporta deathcross

Non sapevo bene cosa aspettarmi da questo "Manhunter", prima trasposizione di "Red
Dragon" di Thomas Harris e, quindi, anche prima pellicola dove troviamo l'Iconico
dottor Lecter (qui Lecktor). Da un lato c'era il legame affettivo ormai consolidato con
il più conosciuto "The Silence of the Lambs", mentre dall'altro c'era la fama di Cult
'nascosto' che attornia il film di Mann.
Devo dire che, pur prediligendo comunque il film di Demme, "Manhunter" gli si avvicina
moltissimo qualitativamente, tanto da poterli considerare allo stesso livello: due
Capolavori del Thriller con due Hannibal Iconici, tanto da farmi sospettare che il
Personaggio in questione sia una specie di Entità Metafisica in grado di ispirare
qualsiasi attore a dare il meglio di sé, come dimostrano le successive ottime
interpretazioni del giovane Ulliel in "Rising" o dell'ultimo televisivo di Mikkelsen.
Tutti europei, ciascun attore ha infuso sfumature differenti e uniche al dottore
psicopatico, rimanendo però fedeli ad alcuni elementi inscindibili, come la pettinatura
rigorosamente all'indietro o la sensibilità Artistica.
Il Lecktor di Cox, rispetto all'imprevedibile Hopkins, presenta uno sguardo più vacuo,
e la compostezza aristocratica lascia il campo ad un'atteggiamento più stravagante,
ironico, sfrontato. Molto forte è il legame con Graham, che anticipa il rapporto di
doppelganger che caratterizza la coppia nella già citata (e straordinaria) serie tv,
riuscendo decisamente più credibile rispetto alla seconda trasposizione del romanzo,
dove il rapporto tra Norton e Hopkins non convince pienamente lo spettatore/la
spettatrice, forse perché ancora troppo forte era il legame tra lo stesso Hopkins e la
Clarice Starling della Foster (il cui personaggio poco funziona quando sostituito dalla
Moore nel sì modesto ma non così brutto "Hannibal" di Scott). Insomma, ogni Lecter può
avere un solo o una sola alter ego, interpretato da un solo attore o da una sola
attrice, altrimenti il Legame non funziona, si sfalda, si distrugge, perde Sostanza.
Come accadeva nel romanzo originale (e, per certi versi, accadrà anche in "Silence"),
il legame tra lo psichiatra nella gabbia color avorio (ma paradossalmente in una
posizione di superiorità rispetto a Graham, che invece si trova costretto a fuggire da
quel Bianco di Morte e Pazzia) e l'ex-investigatore reintrappolato dal sempre ambiguo
Crawford nel ruolo di indagatore delle Menti Malate, anche qui si frappone un terzo
personaggio, un altro serial killer ma in libertà e in azione, ovvero il Dollarhyde
magnificamente interpretato da un Noonan calatissimo nella parte (anche se pure Fiennes
non sarà male, ma qui si vede che il rapporto attore-personaggio è più profondo).
Essendo l'oggetto d'indagine del protagonista, Dollarhyde diventa il secondo alter-ego
di Graham, il 'terzo lato' della medaglia, anche se l'illusione d'Amore e, soprattutto,
di Accettazione con Reba, la ragazza cieca, lo porterà a staccarsi dal ruolo di
assassino che si è costruito per essere finalmente sé stesso, ovvero un ragazzo
sensibile e altruista, come lo definisce la ragazza. E nonostante la cocente sofferenza
che proverà nel vedere la sua Amata tornare a casa accompagnata da un altro (magnifica
la costruzione onirica e surreale, nell'uso dei colori, della scena, quasi a voler
suggerire che il tradimento della ragazza sia in realtà caricato dalla mente instabile
dell'anti-eroe), il 'mostro' non riuscirà più a tornare nei panni del serial killer in
cerca di Potenza, mentre Graham si calerà sempre più nel ruolo, nella maschera
dell'eroe condannato a entrare nella mente e nella pelle degli assassini per doverli
poi uccidere. Infatti, nel finale, Dollarhyde non riuscirà ad uccidere la sua amata,
piangerà, mentre Graham si scontrerà in prima persona con l'assassino per poterlo
uccidere e così placare la sua natura sanguinaria giustificandola con l'esigenza di
fermare una serie di omicidi, rifiutando così di ammettere la propria natura, la
propria somiglianza con l'odiato eppure rispettato dottor Lecktor.
Il duplice tema del doppio e dell'essenza viene sintetizzato concettualmente e
artisticamente da Mann nel motivo del Riflesso: i protagonisti si trovano perennemente
circondati da superfici speculari (specchi, ma anche pareti di vetro), e quindi si
trovano a dover affrontare costantemente la propria immagine riflessa, anche quando
cercano di guardare oltre (come nella scena al bar dove Graham guarda fuori dalla
vetrina). Ma ciò che veramente colpisce è che frequentemente i protagonisti, in
particolare Graham, si rivolgono al proprio avversario parlando al proprio riflesso,
come accade nella sopra citata scena del bar, in cui Graham parla idealmente a
Dollarhyde (che, ignorandone l'identità, identifica con la sua proiezione mentale),
oppure come nel dialogo col dottor Leckter, dove i due personaggi sono divisi ma nel
contempo uniti da una parete di vetro (intuizione questa che verrà approfondita
maestosamente da Demme nel successivo "Silence", dove giocando con i riflessi fa sì che
Starling e Lecter siano entrambi sempre visibili durante i loro dialoghi): in questo
secondo caso, mentre Graham non riesce ad accettare la sua Uguaglianza col dottore e si
trova costretto a fuggire, Lecktor invece accetta rilassato e affascinato questa
condizione. Infine, Dollarhyde cerca di combattere il dolore della non-accettazione che
egli stesso, come descritto anche nel romanzo, si è costruito distruggendo gli specchi
e sostituendoli agli occhi delle proprie vittime.
Il tema del riflesso porta ad un terzo tema, ovvero l'importanza che i tre
protagonisti, e in particolare Dollarhyde, danno alla Vista (e in "Silence" proprio il
concetto di 'vedere' è l'indizzo chiave con cui Hannibal porterà Clarice alla soluzione
del caso): il killer trova le sue vittime guardando i filmati che, per lavoro, deve
visionare e montare; Graham cerca di vedere le prove che gli agenti, troppo razionali,
dell'FBI non riescono a vedere; Lecktor chiede a Graham di fargli vedere le foto dei
delitti per potergli dare una mano (e probabilmente per soddisfare anche la sua
curiosità morbosa); Dollarhyde insiste affinché Lounds lo guardi e lo veda... Per
questo motivo nel film moltissima importanza viene data ai colori e alle luci, in certe
sequenze dominate (in un modo che ricorda moltissimo il Capolavoro Argentiano
"Suspiria") dalle tonalità verdi con cui è scritto il titolo (come nell'angosciante
finale) o dal blu elettrico (che domina nelle scene amorose), annullando praticamente
tutti gli altri colori e stimolando così nello/a spettatore/rice delle sensazioni molto
simili a quelle trasmesse dai film muti (colorati spesso in modo monocromatico per
evidenziare ambientazioni diurne/notturne, esterne/interne). Nell'attenzione rivolto
all'aspetto visivo, il film sembra quasi costruire una riflessione interna sul Cinema,
e la presenza di materiali mockumentaristici potrebbe confermare questa interpretazione
metacinematogrica.
La Vista, però, si dimostrerà essere un senso fortemente ingannatore e fermo alla
superficie della realtà: come spiegato sopra, gli occhi di Dollarhyde gonfiano il
rapporto tra Reba e l'altro uomo (in realtà limitato alla rimozione di un polline); la
vista non basta a Graham per scovare l'assassino, poiché nelle cassette inizialmente
lui cerca di scovare l'assassino osservando ciò che può vedere nei filmati, quando in
realtà la soluzione sta non nell'oggetto ripreso ma nel soggetto che visiona. Non
stupisce, quindi, che Reba, attraverso il tatto e l'udito, riesca a vedere il Lato più
nascosto e quindi più vero di Francis, ovvero la sua Sensibilità, laddove gli occhi
dell'uomo lo portano a sottovalutarsi e a cercare di essere qualcosa che non è: ma la
Reba, vedendo il lato Buono e autentico dell'antagonista, è impossibilitata a vedere il
suo lato superficiale e pericoloso, ovvero il serial killer, e il non poterlo vedere
fisicamente le impedirà di prevenire il quadretto che rigetterà nello sconforto il suo
spasimante spingendolo all'uccisione del (presunto) rivale in amore e al rapimento
dell'amata.

Concludendo, "Manhunter" è un Thriller che si merita il suo status di Cult (e anche di
capolavoro) assieme a "The Silence of the Lambs" grazie alla sua notevole Forza
Artistica, dove la storia, fedele nella lettera (a parte nel finale) al romanzo di
Harris, viene messa in secondo piano dall'eccellente sapienza registica di Mann,
impeccabile tanto nella messa in scena quanto nella direzione degli attori, nello
studio delle inquadrature e nell'accostamento sonoro (con musiche prepotentemente e
squisitamente 80iniane). Unica pecca, forse, la scelta dei vestiti di Graham, un
violento pugno negli occhi (almeno nei miei). Però sono gli anni '80!

Da vedere se amate la saga di Hannibal Lecter, ma anche se non la conoscete così bene:
in un caso o nell'altro, ci sono molti aspetti da scoprire che non potranno deludere,
ammesso ovviamente che la propria mente sia libera da pregiudizi tipici di fan ciechi
(tanto per restare in tema).

Modificato da deathcross - 04 July 2015 alle 12:59pm


__________________
Ora affronterai il mare delle Tenebre, e ciò che in esso v'è d'esplorabile.
Top ^ Letto deathcross's Profilo Cerca per altri Messaggi per deathcross Visite deathcross's Homepage
 

Se vuoi postare una risposta prima devi login
Se non sei ancora registrato prima devi registrarti

  Posta RispostaInserisci Nuova Discussione
Versione Stampabile Versione Stampabile

Cambia Forum
Non Puoi postare nuove Discussioni nel Forum
Non Puoi rispondere alle Discussioni del Forum
Non Puoi cancellare i tuoi Messaggi nel Forum
Non Puoi modificare i tuoi Messaggi nel Forum
Non Puoi creare sondaggi nel Forum
Non Puoi votare sondaggi nel Forum

Powered by Web Wiz Forums version 7.97
Copyright ©2001-2006 Web Wiz Guide

Pagina generata in 0,0781 secondi.