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CINEMA
 FORUM - HorrorMovie : CINEMA
Oggetto Discussione: La Paura Cinematografica Oggi Posta RispostaInserisci Nuova Discussione
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Calavera
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Postato: 24 October 2016 alle 8:51pm | IP Salvato Riporta Calavera

Non è proprio l'ultimo film visto e più che un commento vorrei avere l'opinione di qualcuno riguardo al modo di fare horror che si è visto negli ultimi anni. Il tutto parte dal delicato e delizioso The Witch di Eggers; l'ho amato molto e non mi capita spesso ultimamente purtroppo. Mi chiedevo, dopo aver spulciato anche cose anche dall'underground, molto sporche, che sanno di marcio (da Marco Malattia fino a rifinire nello strano panorama canadese con Thanatomorphose di Falardeau), che cosa fa più paura in questi primi decenni del nuovo secolo? Il caprone privo di effetti speciali che ancora richiama al buon caro vecchio Male o la morte per decomposizione in una degenerata e ben poco allegra solitudine? Non so chi risponderà a tale quesito ma, in ogni caso, vi auguro una buona serata horror!
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deathcross
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Postato: 25 October 2016 alle 11:59am | IP Salvato Riporta deathcross

¡Hola! Ho spostato questo tuo quesito in un topic a sé stante perché mi pare un argomento piuttosto interessante che, in Ultimo film visto, oltre a essere OT rischiava di perdersi nella marea di commenti relativi ai film visti.
Dunque, premetto che io ho iniziato a 'specializzarmi' nel Cinema Horror non tanto per la Paura ma per la sua forte prestabilità, specialmente dagli anni '60 agli anni'80, alle sperimentazioni interne ai Linguaggi Cinematografici (si pensi all'uso della 'shakey cam' per l'"Evil Dead" Raiminiano o al piano-sequenza in soggettiva che apre l'"Halloween" Carpenteriano), per le sue potenzialità, in particolare sempre tra i '60 e gli '80, nel lanciare messaggi Socio-Politici sotto forma di Metafore e Allegorie Horror (tutta l'Esalogia "of the Dead" di Romero, "Escape from New York" e "They Live" - ma non solo - di Carpenter, "Society" di Yuzna...) e per la facilità con cui si abbandona a Scenari Surreali e Onirici che io adoro ("Audition" di Miike, "In the Mouth of Madness" di Carpenter", "Videodrome" di Cronenberg, "...e tu vivrai nel Terrore! L'Aldilà" di Fulci ecc. ecc. ecc.)
A livello personale, quindi, l'Horror non mi è mai interessato tanto per la Paura, quanto per le Qualità Artistiche, i Contenuti Filosofico-Sociali e le Atmosfere Surreali che certi Autori Horror, in particolare nel Periodo '60-'80 (non a caso corrispondente agli anni della cosiddetta "New Hollywood", ma questa è un'altra storia), hanno saputo raggiungere (e alcuni, anche nuovi, continuano ancora a raggiungere) con Opere Cinematografiche collocabili all'interno del Genere Horror.
Va specificato però che più che l'Horror come Genere a me piacciono quei Film che toccano/partono dall'Horror per poi romperne le regole e assumere caratteristiche uniche/pionieristiche.

Chiudendo la premessa lunghissima (scusami ma tendo a divagare sempre) posso dirti che la Paura, per me, viene sempre dalle stesse cose, ovvero dall'Ignoto e, di riflesso, dalla Morte.
La Paura in un Film non viene, secondo me, tanto da ciò che viene mostrato, ma dalla Tensione che si crea per qualcosa che sai che giungerà ma che ancora non vedi: vedere il mostro, le splatterate o altre cose può disgustare, e per certi versi può liberare lo/a spettatore/rice dalla Tensione vissuta nell'attesa della sua apparizione, ma non è la sua apparizione a fare paura (al massimo ti spaventa).
Ciò che mostri quindi, più che Paura (perché, ripeto, la Paura secondo me viene da ciò che non viene mostrato, o che viene mostrato ma solo parzialmente) può semmai spaventare, oppure inquietare: l'Inquietudine, più che terrorizzarti, ti turba e, nei casi più efficaci e 'profondi', può portarti a mettere in dubbio le tue certezze sul mondo e su te stesso.
Personalmente, più che l'Horror 'catartico' che ti 'terrorizza' o spaventa per la sua durata e poi, a fine visione, ti lascia un senso di liberazione preferisco l'Horror (e, più in generale, il Cinema) che ti inquieta sotto pelle appesantendoti col Dubbio, da cui però nasce (o può nascere) una Riflessione volta ad una Ricerca impegnata all'interno di sé stessi/e.

Non so se ho risposto, anche solo in parte, alla tua domanda... Comunque grazie per avermi dato uno spunto di riflessione e argomentazione.

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Ora affronterai il mare delle Tenebre, e ciò che in esso v'è d'esplorabile.
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Calavera
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Postato: 31 October 2016 alle 8:40pm | IP Salvato Riporta Calavera

Assolutamente d'accordo con ciò che hai detto, non sono esperta come te in senso tecnico, preferisco il lato "antropologico" della vicenda horror, ma certamente con il termine "paura" non volevo fare riferimento a quei piccoli frammenti di spavento che talvolta ci sono sapientemente e gentilmente concessi da un buon montaggio video/audio; preferisco pensare alla paura come qualcosa capace di restare dentro allo spettatore. Che non lo fa sussultare davanti allo schermo ma che lo fa riflettere sui propri limiti umani e del singolo. Ogni età ha le sue paure, ogni epoca e ogni persona; ma quel fil rouge che spesso si può reperire nel linguaggio horror a sfondo "spirituale", per così dire, mi affascina in maniera indicibile. In un era dove ogni risposta viene chiesta alla scienza sacro e profano, bene e male, puro e impuro ancora fanno da padroni nel lato sensibile del cervello delle persone. Perché ai bambini si fa ancora credere che arriverà il mostro da sotto il letto se non fanno i bravi? Perché si alimenta ancora questa lugubre fantasia? Perché questa attecchisce e non svanisce di fronte ai mille programmi di scienza? Cerca di capirmi caro Deathcross, sono assai atea, eppure da "studiosa" ho spesso trovato in questo mondo al quale ho accennato un immenso universo ancora poco indagato e, ancor meno, spiegato in maniera soddisfacente. Ecco perché amo tanto gli horror personalmente, perché ritengo che, quando ben riuscito, sia uno dei film più intimi e intimamente sconvolgenti che possano esistere.
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Toby Dammit
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Postato: 11 April 2017 alle 12:47pm | IP Salvato Riporta Toby Dammit

Sono convinto che la nuova generazione provi paura per
motivi diversissimi da noi. Come "nuova generazione"
intendo dai quattordici anni in su.

In dieci/quindici anni sono cambiate molte cose nella
nostra vita, aspetti che ci danno però un metro per
analizzare in che modo sono cambiate. La nuova
generazione di fruitori dell'horror tutto ciò lo
percepiscono come il loro presente, quindi non hanno
cognizione di ciò che c'era prima.
Quindi oltre che i linguaggi, sono cambiati gli
approccio ad essi.

Francamente non so cosa possa far paura ora.
Decisamente uno smartphone senza campo, o il video che
non si carica su facebook.
A me per esempio più di un film horror fa paura la
freddezza di certi ragazzi di oggi (non sono così
vecchio, ma ho la mia età! 36).

Io sono un amante dell'horror per vari motivi, uno di
questi è che lo ritengo il genere che si presta di più
per l'analisi e l'esposizione delle ansie, le paure, i
difetti e le ossessioni dell'uomo. E quest'analisi la
si può fare in maniera artistica e visionaria o anche
schietta e senza fronzoli.

Anch'io ho amato The Witch: lo ritengo un gran horror
ma decisamente non è per tutti. Un film che si basa
sulla costruzione degli eventi (con un ritmo fuori dal
"comune"), sul linguaggio, sull'ambientazione e
sull'atmosfera è difficile che venga apprezzato anche
dagli amanti dell'horror quello più tipico come
potrebbe essere quello di film come Unfriended o Ouija

Modificato da Toby Dammit - 11 April 2017 alle 12:48pm


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Theo van Gogh Vive
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Calavera
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Postato: 11 April 2017 alle 3:24pm | IP Salvato Riporta Calavera

Vero, assolutamente, non posso che condividere la tua opinione. L'indifferenza e il sadismo, paradossalmente, impersonale lasciano un senso di inquietudine che difficilmente si risolve positivamente per generazioni che, come la nostra, sono maggiormente avvezze ad una paura più "ancestrale" se così si può definire. Devo ammettere che la percezione che varia in base a sesso/età mi affascina molto, sarebbe un tema da indagare...
Comunque ci sono alcuni film che secondo me potrebbero far riflettere sulla cosa: Deadgirl, non particolarmente violento ma con un epilogo che lascia davvero l'amaro in bocca. E poi volevo anche chiedere (chiederti) opinioni sulla serie dei guinea pig e, in particolare quello versione USA (bouquet of guts and gore). Il gusto dello splatter, ok, non particolarmente avvincente come trama indubbiamente ma, al contempo, silenziosamente affascinante (intendo affascinante dal punto di vista film-osservatore)... come lo percepisce la frotta di teenagers neofiti dell'horror?! Come lo percepisci tu?!
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Toby Dammit
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Postato: 12 April 2017 alle 9:26am | IP Salvato Riporta Toby Dammit

Non amo quel tipo di film, quindi non li vedo. E
quando lo faccio è perché seguo determinati registi.
Ultimamente mi è capitato con Eli Roth e il suo Green
Inferno. Film che non mi è piaciuto se non per quel
tema appena accennato dell'attivismo fine a se stesso.
Questo aspetto mi aveva attirato del film, ma è stato
poco approfondito.
Eli Roth mi colpì positivamente con Cabin Fever e
Hostel (anche il secondo non è male). Ma con i film
recenti devo dire che mi ha deluso.

Del ciclo Guinea Pig non ne ho visti nemmeno uno,
quindi non ti posso rispondere.
Immagino però che questo tipo di film sia quello che
incuriosisce di più i nuovi fruitori dell'horror. Ma
anche lì c'è la concorrenza dei filmati amatoriali
reali che girano su internet, quelli di incidenti,
morti violente e nefandezze del genere che il mondo
del web regala gratis e senza censure. Quindi anche
qui non posso arrivare a conclusioni.

Parlando della "nuova generazione": mi colpì molto
sentire il commento di un ragazzo su Crank (non so se
lo conosci, non è un film horror ma un action
adrenalitico e fuori di testa con Statham), che lo ha
definito noioso e con tempi morti. Quello è diventato
il mio punto di riferimento e cartina di tornasole
della percezione di certi ragazzi di oggi riguardo i
ritmi dei film in generale.

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Theo van Gogh Vive
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Postato: 13 April 2017 alle 10:42pm | IP Salvato Riporta Calavera

Eh si, visto! Anzi...visti! (A parte Crank e quindi, se riesco, provvederò il prima possibile per farmi un'idea!) Comunque devo dire che non credo siano film (mi riferisco ai guinea pig etc.) per "giovani amanti dell'horror", non sono prettamente famosi e di uso e consumo così immediato, sono molto espliciti, certo, ma anche estremamente lenti e ciò, a mio modesto avviso, non li rende così allettanti per chi inizia l'approccio al genere. Ho amato molto la saga di hostel, è una tipologia che ancora riesce a darmi degli spunti decenti su cui riflettere e quindi l'ho seguita abbastanza e, devo dire, che Spiegel però il terzo ce lo poteva serenamente risparmiare. A parte ciò il primo hostel ha davvero colpito nel segno! Ma prima ancora di lui James Wan l'anno prima con saw aveva dato la nota d'avvio per tutta una linea di film dedicata al nuovo sadismo umanità vs umanità! Però il fascino del "Male" supremo per me resta insuperabile, poi...de gustibus!
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Postato: 14 April 2017 alle 1:01pm | IP Salvato Riporta Toby Dammit

Il terzo Hostel l'ho evitato senza problemi. Non sono
un completista in tal senso. Se un film non m'ispira
non lo vedo. Stessa cosa che ho fatto con Vacancy 2 e
Descent 2 (e con altri sequel discutibili).

Dei Guinea Pig non sono nemmeno a conoscenza di cosa
parlano. Invece del "torture porn" odierno ho visto
molte pellicole e quel tipo di splatter/violenza è
quella che "digerisco" di più.
Buona la saga di Saw, a parte l'ultimo che mi è
apparso decisamente il peggiore.

Però anch'io preferisco come te un discorso più ampio,
più ancestrale, più legato alle origini o alle radici
dell'uomo. Per questo non sono un amante dei film sui
serial killer et simila ma di roba tipo The Witch o
Neon Demon o anche The Autopsy of Jane Doe (per citare
alcuni titoli recenti).

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Calavera
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Postato: 14 April 2017 alle 10:06pm | IP Salvato Riporta Calavera

Devo dire che a me piace finire ciò che ho iniziato e vedere tutti i film di una "serie" è un pò come leggere un libro dall'inizio all'ultima pagina, introduzione e appendice comprese. Lasciamo perdere i Guinea pig...e lasciali pure perdere senza problemi, se il torture porn non ti appassiona certamente non lo faranno quelli. Mi sono avvicinata al genere tramite Martyrs, mi colpì molto al tempo, me lo sarò visto per cinque giorni a fila, continuavo a pensarci, poi ne ho visti tanti altri, molti anche per dovere e forse, tra tutti the men behind the sun, oggi, me lo risparmierei. Sono opere che osservi con un occhio diverso, manca la poesia di quegli horror che citavi anche tu...forse è più "facile" che una notte tu ti ritrovi faccia a faccia con un giapponese pazzo che vuole fare strani esperimenti sul tuo corpo ma non c'è mistero in questo, solo la follia dell'uomo. Ma trovarsi faccia a faccia con l'oscurità che va oltre tutto quello che conosciamo a cosa porterebbe? Dopo averci pure fatto due tesi forse farei meglio a smettere di chiedermelo! 
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Postato: 18 April 2017 alle 12:48pm | IP Salvato Riporta Toby Dammit

Martyrs è un capolavoro anche secondo me. Devo dire che
la visione non è stata facile perché è un film forte. E'
uno di quei film che ho apprezzato moltissimo ma che
sarà difficile rivedere a breve.
Però se vogliamo Martyrs si distingue molto dai classici
torture porn. In questo film c'è un discorso molto più
profondo.

I vari Saw sono un meccanismo, che funziona bene, sulla
paura e sul contrappasso e sul merito di vivere.

Addirittura due tesi? Wow! Già, farsi certe domande è
sintomo di voler capire il significato di un qualcosa
che ai più sfugge. E denota una certa sensibilità.
Mi chiedo: per aver scritto due tesi su questo argomento
cosa hai studiato?

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Theo van Gogh Vive
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Postato: 18 April 2017 alle 7:03pm | IP Salvato Riporta Calavera

Diciamo che più una sensibilità denota un certa certa irrequietezza sul senso dell'essere, sul comprendere le cause profonde della nostra permanenza in questo strano mondo ma dopo aver riflettuto, pensato, scritto e letto un sacco di opinioni nella mia mente torna sempre il più odioso dei risultati: il senso non c'è. Non c'è modo di uscirne, se vuoi trovare un senso devi necessariamente appellarti ad assiomi e postulati che per loro natura risultano non indagabili; poco da aggiungere e forse è anche per quello che, nonostante la brutale violenza che accompagna quelle immagini, Martyrs non viene mai a noia (almeno a me) perché speri sempre di ascoltare il sussuro di ciò che c'è dopo... sarà nulla (voto si) sarà una cosa meravigliosa?! (forse è per quello che la "simpatica" signora decide di abbandonare celermente il nostro mondo!). Resta il fatto che farsi certe domande, porsi i "grandi quesiti" penso sia normale, l'Uomo l'ha sempre fatto ma il punto è...quando è troppo inebetito da altro per farsi una domanda più complessa rispetto a "che cosa mangio stasera?" ecco, lì finisce davvero tutto. L'essere umano ridotto ad un misero cervello molliccio inutilizzato. Bene...direi che però adesso è ora di chiedersi che cosa mangiare per cena.
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