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La Casa di Mary
Regia: J. Roberson- Nazione:USA - Anno: 1981- Autore: Roberto Giacomelli

Un’abitazione della contea di Black Pond è teatro di orribili morti. Il reverendo David Thompson si prodiga nell’aiutare l’ispettore di polizia nelle investigazioni, ma nel frattempo un altro reverendo con la sua famiglia arriva in città per prendere l’incarico di una chiesa abbandonata da anni e si trasferisce ad abitare proprio in quella casa. Gli eventi misteriosi e le inspiegabili uccisioni continuano e viene accusato un ragazzo ritardato che vive nei paraggi, ma il reverendo Thompson scoprirà che l’artefice di tutto è una strega giustiziata in quel luogo trecento anni prima e che aveva giurato vendetta.

“La casa di Mary” è un film poco conosciuto, classico esempio di horror anni ’80, basato principalmente sulla spettacolarizzazione della morte e sui brividi facili. Probabilmente questo film è stato girato con l’intenzione di sfruttare il successo delle case maledette, filone inaugurato pochi anni prima con “Amityville Horror” e proseguito con il successo del film di Hooper “Poltegeist”. Ma “La casa di Mary” differisce dai film precedenti soprattutto per il taglio più “evasivo” che gli è stato dato, poiché concentra l’interesse dello spettatore più che sulla storia (piuttosto debole) e sui personaggi (poco approfonditi), sugli effetti più propriamente da film di “spavento”: le uccisioni sono numerose e per alcune sono stati utilizzati degli ottimi effetti splatter (come nel caso del ragazzo tagliato in due dalla finestra o del prete attaccato dalla sega circolare), inoltre il film in più occasioni tenta la carta della suspance con delle lunghe sequenze tutte giocate sull’accumulazione della tensione. La strega appare più volte nel film, ma la sua presenza non è invasiva ed è stata raffigurata in modo sicuramente adeguato, senza mostrala mai troppo, se non per le mani artigliate.
Ma ora veniamo agli aspetti negativi. Innanzi tutto la sceneggiatura fa acqua da tutte le parti: la storia è poco articolata e frammentaria, inoltre alcuni personaggi che sembrano fondamentali per lo scioglimento dell’intreccio, vengono tralasciati (la vecchia che abita vicino alla casa maledetta) oppure totalmente tolti di scena (il ragazzo ritardato). Anche la caratterizzazione dei vari personaggi lascia molto a desiderare, cadendo più volte nel macchiettistico (il reverendo protagonista giovane ed eroico; il poliziotto goffo; la famigliola apparentemente felice ma scossa da problemi interni). Bisogna ricordare che malgrado i distributori italiani abbiano inserito il titolo “La casa di Mary”, ben poco rilevante è la figura della bambina Mary, che dalla caratterizzazione fisica potrebbe essere stata d’ispirazione per le bambine vestite di bianco che saltano alla corda vittime di Freddy Krueger e per la bambina fantasma che compare in “La casa 3” di Lenzi.
In conclusione, “La casa di Mary” risulta un godibile horror molto anni 80, con delle ottime sequenze splatter e dei riusciti momenti di tensione, ma con una sceneggiatura al limite del dilettantesco. Consigliato a chi predilige gli effettacci alla coerenza narrativa.
Voto arrotondato per eccesso.

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Tags.............................. La casa di mary, superstition, casa infestata, stega, splatter, anni 80

 

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