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Autostop Rosso Sangue
Regia: P. Festa Campanile- Nazione:ITA - Anno: 1977- Autore: Roberto Giacomelli

Walter Mancini e sua moglie Eve sono in vacanza nel centro America, ma, tra una battuta di caccia e una sbornia in un affollato camping, la coppia non fa altro che litigare a causa del difficile carattere di Walter. Mentre i coniugi si dirigono in automobile verso il Messico, Eve decide di dare un passaggio ad un autostoppista, Adam Konitz; ma per loro sfortuna Adam è un rapinatore psicopatico in fuga verso la frontiera messicana che porta con se una valigia piena di soldi. Walter ed Eve saranno così ostaggi del folle criminale che non perde occasione di umiliare e trattare con violenza le sue due vittime.

Sul finire degli anni ’70 il cinema di genere in Italia era così vario e libero da essere riuscito a dar vita a numerosi gioliellini che ancora oggi vengono imitati e citati anche dai più autorevoli registi hollywoodiani. Capitava spesso, poi, che nascessero prodotti che sfruttavano filoni in voga all’estero, così da creare esempi di imitazione che spesso risultavano all’altezza dell’originale. “Autostop rosso sangue” si inserisce proprio in questa categoria, mostrandosi come un solidissimo e godibile thriller on the road che, se da una parte sfrutta i cliché di un certo cinema underground americano dell’epoca ( da Craven a Peckinpah ), dall’altra crea un prodotto del tutto originale capace di fungere da antecedente ad alcuni futuri cult hollywoodiani. Numerose infatti Autostop Rosso Sanguesono le analogie con i rape & revenge inaugurati da Craven con “L’ultima casa a sinistra” ( a partire dalla scelta di David Hess nel ruolo dello psicopatico ), ma ancora più evidenti sono i debiti che Robert Harmon avrà con questo film per il suo “The Hitcher” ( che arriva quasi 10 anni dopo! ).
Anche se il regista di “Autostop rosso sangue” è Pasquale Festa Campanile, un autorità in campo di commedie sbanca botteghino ( suoi sono “Il merlo maschio”, “Culo e camicia” e “Bingo Bongo” ), il risultato è di grande serietà, così da dimostrare che se si è specializzati in un genere è possibile fornire esempi di buon livello anche in generi diametricalmente opposti.Autostop Rosso Sangue
Se assolutamente in parte risulta essere David Hess, ormai divenuto un’icona del cinema duro e crudo a cavallo tra i ’70 e gli ’80, fornendo un’interpretazione come al solito sopra le righe ma del tutto credibile, altrettanto adatti sono i due protagonisti della vicenda: un grande Franco Nero e un’affascinante Corinne Clery. Nero interpreta Walter Mancini, un uomo manesco e francamente odioso, un duro capace di tenere in mano la situazione ma troppo orgoglioso per mostrare le sue debolezze; la Clery interpreta Eve Mancini, la classica pupa sottomessa all’autorità maschile e vittima inerme dei soprusi del marito, prima, e di Konitz, dopo. Autostop Rosso Sangue
Ad un primo sguardo, “Autostop rosso sangue” potrebbe essere accusato di eccessivo maschilismo…e forse maschilista lo è davvero, dal momento che la figura femminile del film è trattata esclusivamente come un oggetto, ma in fin dei conti questa una peculiarità del genere, riscontrabile in gran parte dei rape & revenge e dei drammi contenenti stupri e umiliazioni. In realtà , il tema principale di “Autostop rosso sangue” è l’avidità umana, il motore che spinge l’uomo ad uccidere un suo simile per sottomettersi al dio denaro; e in quest’ottica il film di Pasquale Festa Campanile riesce a stupire e a far riflettere, grazie anche ad un finale sorprendete e geniale.
Insomma, “Autostop rosso sangue” è un thriller che vale assolutamente la pena di visionare, ingiustamente dimenticato ma ancora oggi di grande impatto emotivo. Purtroppo è ormai difficilissimo da reperire sul mercato italiano.
Il voto è stato arrotondato per difetto.

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Tags.............................. autostop, rosso, sangue, hess, nero, clery

 

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