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La Notte dei Morti Dementi (Una de Zombis)
Regia: M. A. Lamata- Nazione:SPA - Anno: 2003- Autore: Roberto Giacomelli

Aijon è un ventiquattrenne spagnolo che adora starsene tutto il giorno ad oziare guardando film dell’orrore e leggendo fumetti. I genitori di Aijon, stanchi della situazione, sbattono fuori di casa il ragazzo e lo esortano a trovarsi un lavoro. Il giovane decide allora di girare un film e chiede aiuto al suo migliore amico Caspas, un dj con la faccia tosta e soluzioni ad ogni cosa. I due, così, vanno alla ricerca di un produttore e incontrano Carla, una ragazza con molte conoscenze ad Hollywood e una buona esperienza nel campo della produzione cinematografica. Ora, l’unica cosa che serve è una sceneggiatura convincente: Aijon si mette subito al lavoro, mentre Caspas si ritrova nei guai per aver diffamato nel suo programma radio gli Anticristos, una setta satanica guidata da un santone che ha scoperto il modo di far resuscitare i morti.

Sull’onda dell’infelicissimo titolo affibbiato dalla distribuzione italiana al bel “Shaun of the dead”, da noi ribattezzato con il discutibile “L’alba dei morti dementi”, arriva ora, sempre solo per il mercato dell’home video, “La notte dei morti dementi”, film che davvero nulla a che fare con l’opera di Rupert Wright e che ben poco ha a che spartire con il genere horror in generale.
Il film, di origine spagnola, si intitola in realtà “Una de zombis” ( titolo ben più significativo per i fini dello stesso film ) ed è una commedia dai lontanissimi rimandi al genere horror: c’è il leader di una setta satanica che riporta in vita i morti, questo è vero, ma gli stessi morti viventi sono così marginali e accessori al reale fulcro della vicenda da risultare dei semplici orpelli narrativi inseriti per far rimanere sopra le righe il tono del film e per costruire con più facilità un gran circo del citazionismo.
La storia alla base di “Una de zombis” non è del tutto originale, in fin dei conti è un chiaro espediente felliniano per raccontare un racconto che non c’è: l’intero film è la ricerca del soggetto per un film, e grazie a questa idea che ruota sul nulla, si ha la possibilità di assistere ad esilaranti gag comiche ( la gag del gatto è davvero irresistibile, seppur poco originale ) e ad una vasta serie di strambe trovate grottesche che rendono il film del tutto godibile.
Citazioni a iosa dai più disparati generi cinematografici, da “8 ½ “ di Fellini a “L’esorcista” di Friedkin, passando obbligatoriamente per “Il ritorno dei morti viventi” di O’Bannon; qualche scena semi splatter ( molto poco in realtà ) e molta creatività, soprattutto a livello registico in cui Miguel Angel Lamata ( anche sceneggiatore ) si sbizzarrisce con virtuosismi di camera e ritmo serratissimo. Non sempre del tutto convincente appare però la sceneggiatura di Lamata e di Miguel Angel Aijon ( anche interprete nel ruolo del protagonista ), poiché spesso la storia appare inutilmente complessa o, più semplicemente, involontariamente ingarbugliata; inoltre alcuni personaggi che appaiono fondamentali allo svolgersi della vicenda, come El Duende e la Guerriera, sono trattati in modo fin troppo superficiale. Abbastanza convincenti risultano però gli interpreti, su tutti Miguel Angel Aparicio che nel film interpreta il dj Caspas.
In definitiva, “Una de zombis” è una divertente e adrenalinica commedia misto fantasy-horror che, malgrado un po’ di approssimazione qua e la, risulta comunque un prodotto di buona qualità e chiaramente realizzato con passione. Una visione la merita senz’altro… ma anche mezzo voto in meno!

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