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Resident Evil: Extinction
Regia: R. Mulcahy- Nazione:USA/ Australia - Anno: 2007- Autore: Roberto Giacomelli

Dopo che il T-Virus è sfuggito al controllo della Umbrella Corporation, il contagio è andato oltre le mura di Raccoon City e ha devastato l’intera umanità. Il pianeta Terra è ormai ridotto ad un arido deserto dove i pochi sopravvissuti sono in perenne movimento per sfuggire alla fame dei morti viventi generati da T-Virus. Nel frattempo i responsabili della Umbrella continuano i loro esperimenti in un avamposto sotterraneo e la loro missione è ora trovare una cura al virus che loro stessi hanno scatenato. A quanto pare la cura è nascosta nel DNA di Alice, una delle creature più complesse sfuggite al controllo degli scienziati.

Il film si apre nel segno del déjà-vu: Alice si sveglia nuda nella doccia dell’abitazione sita nei boschi al largo di Raccoon City e, dopo aver indossato un vestito da sera rosso trovato sul letto, se ne va in esplorazione della magione. Ma è un falso inizio. Alice muore e il suo cadavere viene accatastato su un mucchio di altre Alice prive di vita, cloni.
Il déjà-vu è un po’ il punto focale attorno a cui ruota il terzo capitolo della saga Resident Evil: Extinctioncinematografica “Resident Evil”, il brand nato per una famosissima saga di videogiochi della Capcom e poi approdato nel 2002 al cinema con l’ormai cult firmato da Paul Anderson. Si accennava al déjà-vu, una caratteristica intrinseca a questo “Resident Evil: Extinction”, poiché se si comincia citando proprio il primo film della saga, si continua con una sequenza in cui Alice è braccata da un gruppo di rednecks del deserto che riportano alla mente i cannibali delle colline craveniani, poi si passa agli “Uccelli” hitchcockiani in una bellissima scena in cui sono protagonisti una moltitudine di corvi, al “Giorno degli zombi” romeriano, con tanto di zombi intelligente che sa utilizzare oggetti tecnologici. Si possono poi intravedere echi dal “Pianeta delle scimmie”, grazie ad una statua della libertà sommersa dalla sabbia, e l’ormai citatatissimo “Incubo sulla città contaminata” nella scena dell’attacco degli zombi al Las Vegas. “Resident Evil: Extinction” appare dunque allo spettatore esperto come un calderone in cui sono mescolati ingredienti provenienti da gran parte del cinema di genere degli ultimi 30-40 anni. Eppure nella sua elementarità il film funziona, anzi, si può considerare riuscito.
Messo subito in chiaro che anche “Resident Evil: Extinction”, così come i suoi due predecessori, non ha davvero nulla a che vedere con il prototipo videoludico (se non i nomi di alcuni personaggi), Resident Evil: Extinctionsi tenta qui di risolvere molti dei problemi che si erano riscontrati nel precedente “Resident Evil: Apocalypse”, a cominciare dalla pasticciata regia e montaggio e dalla troppo bassa dose di horror, sacrificata a favore dell’azione fracassona. In questo terzo episodio la regia passa al veterano Russell Mulcahy (“Razorback-Oltre l’urlo del demonio”; “Highlander – L’ultimo immortale”; “Resurrection”), che riesce a gestire ottimamente gli spazi e il ritmo, rendendo così il film molto scorrevole e affascinate nell’ambientazione (merito soprattutto dello scenografo Eugenio Caballero). L’azione, seppur costantemente presente, non assume quelle fastidiose sfaccettature da action movie di serie B, concedendo invece grande spazio all’horror puro, a base di sanguinosi combattimenti con i morti viventi, con i cani zombi e con un mostruoso boss finale che molto ricorda il mostro del “Resident Evil 2” per console.Resident Evil: Extinction
La sceneggiatura è curata da Paul Anderson e, purtroppo, a parte i continui rimandi all’immaginario cinematografico di genere, offre ben poco di appetitoso a causa di personaggi fin troppo evanescenti e una mancanza di compattezza generata da un ennesimo finale aperto. Il cast annovera, oltre la veterana e sempre convincente Milla Jovovich nei panni di Alice, molti dei reduci dal precedente film, più un manipolo di new entries capitanati da Ali Larter (“Il mistero della casa sulla collina”; “Final Destination”) nei panni di Claire Redfield, personaggio caro ai videogiocatori.
Insomma, “Resident Evil: Extinction”, pur non riuscendo ad eguagliare il bel film diretto da Anderson nel 2002, risulta comunque un valido sequel (nettamente superiore a “Resident Evil: Apocalypse”), che ha il suo punto forte in un’ambientazione affascinante e nel coraggio di voler sperimentare un approccio molto differente alla saga. Ottime alcune sequenze, però molto debole la sceneggiatura.
Adatto per un’ora e mezza di puro intrattenimento.

Visiona il trailer di RESIDENT EVIL: EXTINCTION


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Tags.............................. resident evil, sequel, zombie, jovovich

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