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Spontaneous Combustion - I Figli del Fuoco
Regia: T. Hooper- Nazione:USA - Anno: 1990- Autore: Pietro Ferraro

Stati Uniti d’America, 1955, piena guerra fredda. I coniugi Bell decidono un po’ per patriottismo un po’ per soldi, di testare in un rifugio antiatomico un nuovo siero anti-radiazioni. Girato qualche filmato di propaganda e raggiunto il rifugio, i due si ritrovano nel bel mezzo del deserto del Nevada, anzi sotto, perché il rifugio è situato ad alcuni metri di profondità nel sottosuolo, e vengono investiti dalla deflagrazione di un ordigno nucleare che colpisce tutta la zona circostante, rifugio compreso, lasciando i due, spavento a parte, all’apparenza incolumi.
Purtroppo qualche tempo dopo la nascita del loro figlioletto Sam la coppia viene trovata arsa viva, sembra da una sorta di evento autocombustivo spontaneo e nessuno sa dare una spiegazione all’evento.
35 anni dopo, Sam, ormai adulto, si scopre capace di generare incendi e bruciare persone, il tutto in un crescendo di potenza sempre meno controllabile. Scoprire il mistero che avvolge il suo passato lo renderà, se possibile, ancora più pericoloso.

Tobe Hooper ha più volte dimostrato di essere un gran regista, non solo per aver creato il cult “Non aprite quella porta”, ma per molti film, discutibili o meno, che hanno dato linfa al nostro genere, spaziando tra i generi come ogni buon filmaker indipendente deve fare.I Figli del Fuoco
“Spontaneous Combustion” purtroppo è quello che si dice l’ennesimo passo falso di una carriera costellata di alti e bassi, Hooper ci presenta un mondo, quello degli anni ‘50, costellato di personaggi e ambientazioni da fumetto, tutti i personaggi sembrano uscire dalle tavole disegnate dei comics della Marvel: si comincia con alcuni filmati in bianco e nero che descrivono la preparazione dei due coniugi al test nucleare, non male l’incipit del rifugio, poi la tragedia. Basandosi su quella che è a tutti gli effetti una leggenda metropolitana, l’autocombustione spontanea, il regista ci tira fuori il solito esercito malvagio, gli esperimenti illegali, e questo famigerato siero. La trama si presenta alquanto risibile, e ci fa ricordare con tenerezza il giovane regista Ed Wood che, nel film di Burton, propone titoli allucinanti agli increduli produttori, titoli come “Il figlio dell’atomo”, si perché questo pasticcio sembra un incubo di Ed I Figli del FuocoWood, senza però averne la vincente ingenuità, e non migliora affatto spostandoci con la storia avanti negli anni, Sam, ormai adulto, interpretato da un Brad Dourif più spiritato del solito, si aggira per il film bruciando tutti, compreso se stesso e ci offre una recitazione esagerata rappresentata da urla isteriche ed un continuo strabuzzare degli occhi.
Il cast si aggira in scenografie da incubo psichedelico senza avere la minima idea di cosa stiano dicendo o facendo, gli effetti speciali, decenti, si limitano a piccoli e grandi incendi, l’horror e’ latitante, la fantascienza è un miraggio, l’umorismo è totalmente involontario.
Facciamo finta che questo film non sia mai stato girato, talmente insulso da non potersi fregiare nemmeno del titolo di trash-movie.
Da dimenticare, tanto nella produzione del regista ci sono sicuramente molti titoli più appetibili.

Visiona il trailer di SPONTANEOUS COMBUSTION


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Tags.............................. Tobe Hooper, autocombustione, figli del fuoco

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