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In the Market
Regia: L. Lombardi- Nazione:ITA - Anno: 2009- Autore: Roberto Giacomelli

David, Sarah e Nicole sono tre ragazzi in viaggio, diretti al concerto dei GTO. Durante una sosta ad una stazione di servizio, i tre vengono rapinati. Senza soldi, affamati e in prossimità della notte, i ragazzi decidono di nascondersi nei bagni di un supermarket in modo da uscire una volta che il negozio sarà chiuso. L’iniziale euforia dei tre verrà presto ridimensionata dalla presenza nel negozio di un uomo, l’addetto al banco macelleria, che di notte è solito preparare i tranci di carne che di giorno vengono esposti sul suo bancone…tranci di carne umana!

In barba a chi ancora oggi va blaterando che il cinema horror italiano è morto, ecco arrivare un nuovo prodotto tricolore di genere che stavolta racconta di macellai cannibali. Il problema dell’odierno mercato cinematografico italiano horror, infatti, non è legato al numero di pellicole di genere, che anzi sono sempre più numerose, ma alla “rilevanza” che esse hanno all’interno del panorama cinematografico più globale. Per lo più si tratta di film indipendenti che circolano poco e solo all’interno del circuito di appassionati: a volte sono di gran valore, altre di mediocrissima fattura, ma l’importante, per ora, è che il mercato sia vivo e sempre in crescita.
“In the Market”, del giovanissimo regista umbro Lorenzo Lombardi, è un po’ un caso emblematico perché si pone come prodotto sì indipendente, ma con tutte le carte in regola per trovare In the marketaccoglimento anche in un mercato mainstream. Purtroppo, però, è anche vero che “In the Market” ha molti, forse troppi, limiti che in fin dei conti inficiano la riuscita del film.
Ispirato a una fantomatica storia vera e autopromosso come la risposta italiana a “Saw” e “Hostel”, “In the Market” in realtà ha ben poco a che fare con le pellicole di Wan e Roth se non un “momento tortura” che occupa gli ultimi 10 minuti del film. Per il resto della sua eccessiva durata (108 minuti), “In the Market” è un road movie di impostazione teen che si abbandona fin troppo alla chiacchiera gratuita. L’intento di Lombardi era chiaramente un rimando al cinema di Tarantino, con interminabili dialoghi “fantasiosi” e piccola incursione nel pulp con la rapina alla stazione di servizio (dove, non a caso, si possono intravedere in una tv le immagini di “Grindhouse – A prova di morte”). L’obiettivo però non è stato centrato poiché, seppure la scena della rapina è ben girata e comunque simpatica, i tediosi dialoghi in auto che accompagnano quasi un’ora di film sono davvero eccessivi. L’inquadratura quasi fissa sul parabrezza del fuoristrada e i tre ragazzi che chiacchierano annoiando lo spettatore, a volte divagando in modo fastidiosamente gratuito sul In the marketcinema, con riferimenti espliciti a “Salvate il soldato Ryan”, “Hostel” e “Vacancy”. C’è anche una citazione “considerevole” a “The Descent – Discesa nelle tenebre”, a voi il piacere di individuarla.
Questa insistita e discutibile celebrazione del cinema horror degli ultimissimi anni va anche un po’ contro il film stesso (o il contrario), dal momento che, escludendo gli ultimi riuscitissimi minuti, di horror nel film di Lombardi non c’è neanche l’ombra. Semplicemente si potrebbe considerare “In the Market” mal calibrato, sbilanciato tutto verso la preparazione e poi risolto frettolosamente per quel che riguarda il tema centrale, ovvero l’orrore cannibalistico. Gli ultimi impressionanti minuti, comunque, riescono a lasciare il segno, grazie alla crudeltà della situazione e al realismo degli effetti speciali, curati dal maestro Sergio Stivaletti.
Anche sotto il versante recitazione non tutto è lodabile. L’interpretazione del crudele Ottaviano Blitch (“Italians”, “Shadow”), nel ruolo del macellaio, è ottima e con questo caratterista – che è anche voce notturna di Virgin Radio – forse abbiamo trovato un nuovo Klaus Kinski. Ma i tre In the marketgiovani protagonisti - Marco Martini, Elisa Sensi e Rossella Caiani – seppur molto volenterosi, non appaiono troppo convincenti, soprattutto per un’impostazione teatrale che toglie naturalezza alle loro interpretazioni.
Un lavoro più accurato di sceneggiatura e una riduzione del minutaggio tagliando qualche dialogo nella prima parte, avrebbero potuto già fare molto per il film. Con maggiori accorgimenti “In the Market” avrebbe potuto offrire molto di più, così ha molto l’aria dell’opera d’esordio (anche se il regista ha sulle spalle un altro lungometraggio) di un autore ancora acerbo.
Curiosità. “In the Market” ha vinto in cinque sezioni del Tenebria Film Festival del 2009, tra cui quella di miglior lungometraggio.

Visiona il trailer di IN THE MARKET


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Tags.............................. In the Market, Cannibali, Tenebria, Lombardi, Ottaviano Blitch

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