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Le Amanti del Mostro
Regia: S. Garrone- Nazione:ITA - Anno: 1974- Autore: Roberto Giacomelli

Il dottor Alex Nijinski si trasferisce con sua moglie Ann nella magione del padre di lei. Nei sotterranei dell’edificio il dottore scopre il laboratorio del vecchio proprietario, uno scienziato che studiava per scoprire i segreti della vita oltre la morte. Leggendo il diario dell’uomo, Alex viene colto da raptus omicidi che lo trasformano in un pazzo psicopatico che comincia a mietere vittime nelle campagne circostanti la magione.

E’ davvero un brutto pasticcio quello che Sergio Garrone ha girato nel 1974 in concomitanza con “La mano che nutre la morte”. Se quest’ultimo era un discreto gotico sulla falsariga di “Occhi senza volto”, pregno di gore ed erotismo – come tradizione nostrana di allora richiedeva –, “Le amanti del mostro” è invece uno sconclusionato e poco ispirato timballo di cianfrusaglie che vorrebbe essere una rivisitazione di “Lo strano caso del dottor Jekyll e di Mr. Hyde” ma finisce per somigliare più a una versione goticheggiante e noiosa del successivo “La croce dalle sette pietre”.
Il difetto che sta alla base di “Le amanti del mostro” è l’assenza di una vera idea, che si intuisce dalla farraginosa costruzione narrativa del film che inizialmente presenta una storia che se ne va di palo in frasca per diventare poi una sequela statica e ripetitiva di situazioni ridicole. Le amanti del mostro
In principio Garrone sembra voler intraprendere i territori frankensteiniani, con il ritrovamento di un laboratorio in cui si conducevano esperimenti sulla creazione della vita e tanti macchinari che mandano scariche elettriche; poi, improvvisamente e senza un vero perché – non viene fornita uno straccio di spiegazione e tutto sembra molto implausibile -, la storia vira verso il romanzo di Stevenson su citato, con un Klaus Kinski che tira fuori la sua seconda personalità e si trasforma di tanto in tanto in una belva assassina. Se lo sviluppo narrativo è privo di coerenza e la sospensione dell’incredulità si rifiuta di fare la sua parte, è almeno apprezzabile il tentativo di creare un parallelismo tra la repressione caratteriale dell’uomo, un nobile acquisito geloso della bella moglie ma sessualmente impotente, e la sua personalità priva di inibizioni che si manifesta violentemente. Peccato però che l’idea sia comunque trita e ritrita e assolutamente marginale nello sviluppo della vicenda.
Numerose sono le scene di ridicolo involontario, che hanno spesso per protagoniste folle infuriate di paesani pronti al linciaggio di poveri rubagalline e un Klaus Kinski con occhi sgranati che tira colpi di judo alle sue vittime. La povertà dell’intera operazione è evidente in ogni singolo fotogramma, tra scenografie riciclate dal set di qualche film western e interni che dovrebbero essere gotici ma sono quelli di una villa spoglia Le amanti del mostroaffittata all’estero per pochi soldi. Neanche le componenti exploitative riescono a salvare questo filmetto dalla bocciatura, visto che la violenza tipica di queste produzioni italiane degli anni ’70 è qui del tutto assente e le scene pruriginose che erano un altrettanto marchio di fabbrica qui si vedono col contagocce e sono, per di più, tutte mal girate.
Klaus Kinski fa del suo meglio come al solito e su di lui di certo non si può muover critica, se non quella di aver accettato di partecipare ad un film tanto sgangherato. Completano il cast una Katia Christine (“La vittima designata”; “La mano che nutre la morte”) irrilevante e un insopportabile Ayhan Isik (“La mano che nutre la morte”) nel ruolo del dottor Igor, rivale in amore del protagonista.
Si deve però dare atto a Stefano Liberati e Elio Maestosi di aver composto una gran bella colonna sonora.
Insomma, “Le amanti del mostro” è un brutto esempio di cinema di genere all’italiana: senza idee, senza mezzi e perfino noioso nella sua sterile ciclicità di situazioni. Garrone, che oltre alla regia firma anche la sceneggiatura, girò questo film contemporaneamente a “La mano che nutre la morte”, del quale riutilizzò gran parte del cast e le stesse locations, ma stando ai risultati ben differenti raggiunti dalle due opere, si fa quasi fatica a credere che ci sia la stessa mano dietro.

Visiona il trailer di LE AMANTI DEL MOSTRO


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Tags.............................. Klaus Kinski, Amanti, Gotico, Garrone

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