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Machete
Regia: R. Rodriguez, E. Maniquis- Nazione:USA - Anno: 2010- Autore: Roberto Giacomelli

L’agente federale messicano Machete Cortez scopre durante una retata che dietro un imponente traffico di droga si nasconde il suo collega corrotto Torrez. Come punizione per aver cacciato il naso nei suoi affari, Torrez fa rapire e uccidere la moglie di Machete prima di freddare anche lui, ma quest’ultimo riesce a scappargli dopo avergli giurato vendetta.
Tre anni dopo, Texas. Il senatore repubblicano McLaughlin è nel bel mezzo della campagna elettorale e con la speranza di farsi rieleggere punta tutto sul pugno di ferro contro l’immigrazione clandestina dei messicani. Machete si trova proprio in Texas e si nasconde clandestinamente come operaio, qui viene contattato da un’organizzazione che vuole affidargli il compito di assassinare il senatore in cambio di una cospicua somma di denaro. Machete accetta, ma quando si rende conto di essere capitato nel mezzo di una trappola ai suoi danni, ferito organizza una sanguinosa rivincita che si trasforma in una vera e propria rivolta proletaria.

Molti considerano Robert Rodriguez il fratello putativo meno dotato di Quentin Tarantino e forse la stretta vicinanza del ragazzotto texano al regista di “Pulp Fiction” tende a danneggiarne l’immagine piuttosto che esaltarla. Se da un parte è chiaro il background culturale e cinematografico che accomuna i due registi, dall’altro è semplicemente riduttivo accostare l’operato dei due cineasti, così diversi in tematiche e stile da essere realmente confrontabili con difficoltà. Detto ciò, esprimo tutta la mia ammirazione per Rodriguez che se in collaborazione con l’amico Tarantino ha sfornato quello che ad oggi possiamo considerare il suo capolavoro, ovvero “Dal tramonto all’alba”, da solo è sempre stato in grado di offrirci un cinema frizzante, divertente e Machetedivertito che ammicca a un immaginario che certo pubblico cinefilo non può non portare dentro.
“Machete” è l’ultima fantastica fatica di questo filmaker un po’ anarchico e pazzoide, un’opera completamente fuori dagli schemi e dal tempo che nasce da un esperimento, anzi da uno scherzo, da quel falso trailer diretto proprio da Rodriguez che andava a completare il dittico di “Grindhouse” (in Italia in apertura al film “Planet Terror”) firmato assieme a Tarantino.
Il timore di chiunque abbia amato “Planet Terror” e la genialità del finto trailer era che il lungometraggio di “Machete” risultasse semplicemente una riproposizione di quanto Rodriguez aveva già detto nel precedente film e che tutte le parti migliori non fossero altro che quelle già comprese nel trailer. Fortunatamente la paura è stata scongiurata dal risultato finale e “Machete” a conti fatti è un altro centro che eguaglia qualitativamente l’operazione “Grindhouse”. Ovviamente lo spirito è lo stesso di “Planet Terror”, ovvero una sorta di luna park violento e molto ironico che non si prende sul serio neanche un secondo, ma riguardo le atmosfere e i personaggi torniamo dalle parti della trilogia “El Mariachi”, “Desperado”, “C’era una Machetevolta in Messico”. Paesaggi polverosi da Frontiera, scene perennemente alla luce del sole, personaggi sopra le righe che incarnano tutti gli stereotipi della narrativa pulp e del cinema anni ’70 e ’80 di pura exploitation, poi donne formose che si concedono senza pudore e violenza a fiumi, quella violenza stilizzata e ultra splatter che sembra quasi provenire da un cartoon di Tex Avery. Ecco “Machete” è proprio questo e va dannatamente incontro alle esigenze di uno spettatore già alfabetizzato al cinema di Rodriguez, offrendo proprio quello che ci si aspetterebbe da questa operazione.
Si diceva dello storico fake trailer e della preoccupazione che “Machete” film si esaurisse proprio nel già mostrato. Rodriguez, giustamente, ha rispettato tutte le scene e quell’abbozzo di plot già presenti nel trailer, con tanto di protagonista che pomicia nell’acqua con due bellezze ignude, lui che salta in moto con un’esplosione posticcia sullo sfondo e il fratello prete che spara con un fucile a canne mozze a un cattivo esclamando “Dio perdona, io no!”. Allo stesso tempo, però, Rodriguez ha aggiunto una moltitudine di personaggi, quasi tutti ben caratterizzati e capaci di reggere la scena anche da soli e ha condito la trama con colpi di scena, se vogliamo telefonati, ma assolutamente azzeccati e pertinenti.
“Machete” si fa così ricordare per una galleria di personaggi e situazioni da certificazione “cult” assicurata. Sul personaggio di Machete Cortez c’è poco da aggiungere alla già magnifica prestanza scenica di Danny Trejo, un uomo con un volto da Cinema che meritava doverosamente una promozione a protagonista; a lui si affiancano un ironico e Macheteminimale Robert De Niro, che interpreta il senatore razzista, e un resuscitato Steven Seagal che da volto (imbolsito, come in tutti i suoi ultimi film) al cattivone Torrez. Il film di Rodriguez è un recupero di volti cari al cinema di genere che fu, dal momento che si aggiungono alla lista un magnifico Jeff Fahey (“Il Tagliaerbe”), Don Johnson (“Miami Vice” serie tv) e Tom Savini, con le eccezioni di star odierne come Jessica Alba (che si chiama Sartana come il personaggio degli spaghetti western), Michelle Rodriguez (che ha la benda sull’occhio e un completino di pelle nera) e Lindsay Lohan (figlia di papà che si dimena tra droga e filmini porno fatti in casa con mammà prima di trasformarsi in una suora vendicativa!). Completano il circo di volti ricorrenti nel cinema di Rodriguez: Cheech Marin, che interpreta il sanguinario fratello prete di Machete, le gemelle Avellan già comparse in “Planet Terror”, Daryl Sabarh della serie “Spy Kids” e Ara Celi di “Dal tramonto all’alba 3”.
Vogliamo poi parlare delle sequenze cult? Forse troppe, dall’intro splatteroso alla fuga dall’ospedale fino al primo incontro con Padre Cortez: si tratta davvero di un film costruito da scene madri.
Machete“Machete” è un film che diverte, pan per i denti degli amanti del pulp. Poi fa quasi strano sentir parlare di immigrazione clandestina con toni e parole spesso simili a quelle che oggi i media e certi politici usano in Italia per la situazione lampedusana. Involontariamente “Machete” è anche di strettissima attualità!
Da vedere assolutamente e aggiungete mezza zucca al voto finale!

Curiosità. Quasi nessuno lo cita, compresa la locandina italiana del film, ma in realtà “Machete” è un coregia di Robert Rodriguez con Ethan Maniquis, stretto collaboratore di Rodriguez in veste di montatore (“Planet Terror”; “Il mistero della pietra magica”), effettista (“Spy Kids”, “C’era una volta in Messico”) e perfino attore (“Sin City”).

Visiona il trailer di MACHETE




Visiona il fake trailer di MACHETE contenuto in GRINDHOUSE


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Tags.............................. Machete, Grindhouse, Planet Terror, Robert Rodriguez, Ethan Maniquis, Lindsay Lohan nuda, Jessica Alba nuda, Denny Trejo

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