NEWS

H.M.D.B. |

DVD |

RUBRICHE |

SHOP |

FORUM |

VIDEOS |
: HMDB - HORROR MOVIE DATABASE  - il Primo Database Italiano di Film Horror :
Seleziona un criterio di ricerca..

Priest 3D
Regia: S. Stewart- Nazione:USA - Anno: 2011- Autore: Roberto Giacomelli

In un lontano futuro la Terra è stata devastata da una guerra secolare tra umani e vampiri. L’ordine clericale che ha preso il dominio delle poche città rimaste in piedi ha istituito un plotone di sacerdoti guerrieri addestrati per combattere e uccidere i vampiri. La guerra si risolve con la vittoria degli esseri umani e i sacerdoti guerrieri, finito il loro compito, vengono licenziati da ogni incarico. Quando ormai ogni vampiro è dato per morto, un gruppo di non-morti assalta una fattoria fuori dalle mura della grande metropoli, uccide gli abitanti e rapisce Lucy, diciottenne nipote di uno degli ex sacerdoti guerrieri. Quest’ultimo, venuto a conoscenza dell’accaduto si mette immediatamente sulle tracce della ragazza, accompagnato da Hicks, giovane sceriffo di un avamposto periferico e fidanzato di Lucy. Così facendo, il sacerdote infrange le leggi del Clero, il quale mette sulle tracce del disobbediente un gruppetto di altri sacerdoti, con l’obiettivo di riportarlo sulla retta via.

“Priest” è l’adattamento cinematografico di un fumetto di nazionalità coreana (dunque un manwha) creato da Min-Woo Hyung, un’opera piuttosto celebre che già in passato (nel 2006, per l’esattezza) ha destato l’interesse degli Studios per un film, nel quale avrebbe dovuto recitare nel ruolo da protagonista Gerard Butler per la regia di Andrew Douglas (“Amityville Horror” remake). Non si fece nulla, ma il progetto rimase nell’aria tanto da Priesttrovare concretizzazione appena quattro anni dopo con Paul Bettany nelle vesti del sacerdote guerriero e Scott Stewart in cabina di regia. Bettany e Stewart, due nomi che sono già comparsi fianco a fianco in un altro fanta-horror che aveva la religione tra le tematiche principali, ovvero quel “Legion” fracassone e improbabile quanto divertente polpettone di angeli terminator e demoni celesti. Già questo è particolarmente indicativo di cosa vi accingete a vedere con “Priest”, perché la mano di Stewart si riconosce e se da una parte si mira a toni più seriosi e una sontuosità da bloockbuster, dall’altra ci si diverte con mostri saltellanti e tanta azione tamarra.
Stewart dirige uno script curato dall’esordiente Cory Goodman che tende a stravolgere molto del materiale d’origine. Pensate solo al fatto che sul fumetto non ci sono vampiri ma angeli caduti (un fortissimo punto di contatto con “Legion”!) e l’ambientazione non è futuristica ma strettamente western (all’inizio, poi ci si sposta anche nei giorni nostri) e vi renderete conto di quanto l’adattamento cinematografico si discosti Priestdall’origine cartacea. Ma questo non è un problema, ci siamo abituati (“Dylan Dog – Il film” docet) e dunque sarà un bene per l’appassionato più nerd del fumetto o tenersi lontano dal film o comunque prepararsi psicologicamente a dovere, considerando che l’opera di Scott Stewart ha avuto la benedizione di Min-Woo Hyung già in fase di sceneggiatura.
“Priest” frulla in un solo film quanti più generi cinematografici possibile, dando vita a un ibrido che però sembra trovare un giusto equilibrio per ogni componente. C’è l’horror, assicurato dalla presenza dei vampiri bestiali e mostruosi; c’è la fantascienza, compresa nella collocazione temporale e nella geografia delle città che molto rimandano a quella di “Blade Runner”; c’è il western, rappresentato dagli scenari desertici al di fuori della città fortificata e dall’abbigliamento di alcuni personaggi; c’è l’azione, che scaturisce dai numerosi scontri a fuoco e corpo a corpo che animano i 90 minuti di durata del film. Alla fine forse è proprio l’horror a risultare minoritario in un opera che comunque si presenta come PG-13 e tende a celare sangue e violenza esibita per favorire l’azione fracassona e fragorosa che ammicca in più di un’occasione ai Wachowski e al cinema di arti marziali orientale. Priest
Decisamente egregio il lavoro fatto con gli effetti speciali, rappresentati in particolare dai vampiri, resi con una computer grafica (ma non sempre, c’è anche qualche trucchetto artigianale) ben fatta e con un look che si differenzia di molto dall’ideale del vampiro che tutti abbiamo. I vampiri di “Priest” sono delle bestie sanguinarie, quasi più vicine per impianto grafico ai lickers di “Resident Evil”, che ruggiscono, si muovono a quattro zampe e saltano a destra e a manca velocissimi. Buone anche le coreografie delle scene d’azione, molto esagerate, come si diceva, ma decisamente spettacolari, soprattutto nel lungo scontro finale sul treno.
Tra una sparatoria e un combattimento si trova anche il tempo per una schietta frecciatina contro l’istituzione religiosa, qui rappresentata da uno Stato-Chiesa che agisce come una dittatura, controlla i pensieri e le azioni dei cittadini-fedeli e li tiene schiavi incutendo paure e manipolandone le conoscenze. In questo scenario quasi orwelliano, fortemente pessimista, che comunque non rinnega l’ideologia cristiana condannandone quella cattolica, l’unico personaggio immune è si un sacerdote, ma dalle spiccate propensioni alla vendetta e alla violenza, dunque anch’esso in sintonia con una visione anti-clericale. A dar volto e corpo a questo personaggio senza nome (a differenza del fumetto in cui si chiama Ivan Isaacs) c’è un ottimo Paul Bettany, ormai specializzatosi in ruoli religiosi sofferti (oltre che l’angelo di “Legion” lo ricordiamo come Silas, il frate assassino di “Il codice Da Vinci”). Al suo fianco c’è il sempre inespressivo Cam Gigandet (“Twilight”; “Pandorum”), nei panni dello sceriffo Hicks, la bella Maggie Q Priest(“Die Hard – Vivere o morire”), che interpreta la sacerdotessa messa sulle tracce di Bettany, Lily Collins (“The Blind Side”), la figlia di Phil Collins, qui impegnata a impersonare la nipotina rapita e infine Karl Urban (“RED”), che da volto e canini al malvagio capo vampiro-umano. Nella parte del massimo rappresentante della Chiesa c’è Christopher Plummer (“Parnassus”) e in un ruolo piccolo piccolo anche Brad Dourif (“Halloween – The beginning”).
Insomma, “Priest” è un film senza infamia e senza lode, intrattenimento di maniera per un’ora e mezza a cervello spento (o almeno a intermittenza). Si lascia guardare, ma con la consapevolezza che finirà molto presto nel dimenticatoio.
Ah, quasi dimenticavo! “Priest” è in 3D, ma si tratta di una conversione dal 2D e l’effetto è decisamente inutile visto che la stereoscopia viene utilizzata il minimo indispensabile e rende a dovere solamente nel prologo animato iniziale e nei titoli di coda. Tutto il resto se visto in 2D è quasi indifferente.
Voto arrotondato per eccesso.

Visiona il trailer di PRIEST




Visiona il prologo animato di PRIEST


Votazione:  |  Registrati al forum e commenta la recensione

Tags.............................. Priest, 3D, Scott Stewart, Legion, Paul Bettany, Maggie Q, Lily Collins, Karl Urban, Vampiri

*Inserisci La Tua e-mail               
*Inserisci la e-mail del destinatario