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L'Ultimo dei Templari
Regia: D. Sena- Nazione:USA - Anno: 2011- Autore: Roberto Giacomelli

Europa, XIV secolo. Behmen, e il suo amico Felson, due crociati disertori, giungono a Marburg, una delle tante città toccate dalla peste nera che sta dilagando in tutta la regione. I due cavalieri vengono fermati e portati innanzi al Cardinale locale morente che minaccia di farli arrestare per diserzione, a meno che non accettino una pericolosa missione: devono scortare una giovane donna accusata di essere una delle streghe portatrici della peste fino all’abbazia di Severako dove i monaci celebreranno il processo e un antico rituale per liberare la regione dal suo anatema. Behmen e Felson accettano e intraprendono il viaggio in compagnia di un severo prete, un cavaliere disilluso, un imbroglione che conosce il territorio e un giovane aspirante cavaliere. Il viaggio sarà irto di pericoli che sconfinano nel soprannaturale.

Il titolo originale dell’ultimo film dell’action-maker Dominic Sena (“Codice Swordfish”; “Whiteout – Incubo Bianco”) è “Season of the Witch” e la memoria dello spettatore più navigato decolla verso il secondo lungometraggio di George Romero, in cui la “strega” del titolo si ergeva a simbolo dell’emancipazione femminile. Tranquilli, il film di Sena, malgrado la similitudine titolistica, però non è un remake della dimenticata opera romeriana, bensì un horror medievale che racconta di streghe, peste e possessione demoniaca. L'ultimo dei templari
La distribuzione italiana, forse in considerazione dei modestissimi incassi in territorio statunitense, sta spingendo “Season of the Witch” verso territori che non gli competono, decisamente fuorvianti, cominciando con una rititolazione – “L’ultimo dei templari” – che rievoca furbamente il primo fortunato film del dittico “National Teasure” – “Il mistero dei templari”, per l’esattezza – che ha in comune con il film di Sena solamente Nicholas Cage nel ruolo principale. Lo stesso trailer punta moltissimo su azione e battaglie spettacolari, che guardando il film ci accorgiamo essere relegate come antefatto in una manciatina di minuti iniziali. Esaurito lo spirito guerresco, “L’ultimo dei templari” si presenta come un solido horror di ambientazione storica, molto americano – forse anche troppo – per alcune scelte narrative e per la messa in scena magniloquente.
Il film di Sena ha dalla sua una serie di pregi assolutamente da non sottovalutare. Cominciamo dicendo che si può notare subito un approccio fresco e originale al genere horror che frulla riuscendoci azione, paura, atmosfera, un tocco di fantasy e – perché no – anche un pizzichino di buddy comedy. L'ultimo dei templariAlla fine l’elemento predominate è proprio l’horror, che scaturisce già da una riuscitissima introduzione che porta in scena una delle scene con protagonista una strega più riuscite dai tempi di “L’armata delle tenebre”. Sena ha poi il pregio di tenere sempre desta l’attenzione dello spettatore con un ritmo ben gestito e scene di paura e/o disgusto dosate con efficacia. Per lo più si gioca con i raccapriccianti effetti della peste, ma non mancano attacchi di lupi famelici e palesemente demoniaci, incursioni di monaci appestati zombi e adrenaliniche traversate su uno strapiombo (la scena del ponte, una delle migliori del film).
L’elemento in cui il film di Sena va a sbrodolarsi per eccesso di pacchianeria è il roboante finale che non lesina in mostri e computer grafica. Parliamoci chiaro, una deviazione simile ci può stare ed è in perfetta sintonia con la costruzione narrativa complessiva del film, nonché gli effetti speciali appaiono di ottima fattura, ma non si può fare a meno di ghignare di fronte a quello che ci si para davanti agli occhi. Altro punto dolente sono i dialoghi. Bragi Schut firma una sceneggiatura ordinata e con dei personaggi dalla L'ultimo dei templaricaratterizzazione quasi da b-movie, efficaci quanto basta; il problema sono molti dialoghi scritti come se dovessero essere pronunciati in un contesto da XXI secolo e non certo da XIV, che vanno così a togliere credibilità ad alcune scene. Curioso ritrovare anche in questo film un’esplicita critica alla Chiesa, in quanto istituzione manipolatrice, fortemente politicizzata e incarnazione di un male egoistico che incide sulla comunità nella sua totalità. Negli ultimi mesi l’attacco alla Chiesa da parte del cinema horror americano (vedasi anche “Priest” e “L’ultimo esorcismo”, solo per fare un paio di titoli) sta diventando un dato che sarebbe interessante analizzare (di certo non in questa sede).
Il cast di “L’ultimo dei templari” è eterogeneo e ben assortito, con i sempre ottimi Nicholas Cage (“Drive Angry – Destinazione Inferno”) e Ron Perlman (“Hellboy”) nei ruoli principali, affiancati dal bravo Stephen Graham (“Pirati dei Caraibi: Oltre i confini del mare”) e dai giovani Claire Foy (“Being Human”), nel ruolo della presunta strega, e Robert Sheehan (“Misfits”) in quello dell’aspirante cavaliere. In una piccola parte anche Christopher Lee, che interpreta il Cardinale morente che assegna la missione a Behmen e soci. L'ultimo dei templari
“L’ultimo dei templari” è un film che sicuramente si presta ad essere criticato da chi cerca un film serio e cupo che affronti il medioevo pestilenziale. A svolgere questo compito c’è già il buon “Balck Death” di Christopher Smith, con “L’ultimo dei templari siamo dalle parti del blockbuster hollywoodiano, buon cinema d’intrattenimento che presenta una serie di assi nella manica da non sottovalutare in quanto a ritmo e trovate da horror stregonesco che non deluderanno i patiti del cinema di paura.

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Tags.............................. L'ultimo dei templari, Season of the witch, Nicholas Cage, Ron Perlman, Claire Foy, Streghe, Stregoneria, Peste nera, Medioevo, Libro di Salomone

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