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Ilsa la Belva delle SS
Regia: D. Edmonds- Nazione:USA - Anno: 1975- Autore: Roberto Giacomelli

In un lager nazista Ilsa, una sadica comandate delle SS, pratica ogni tipo di crudeltà sulle prigioniere allo scopo di dimostrare che la soglia di sopportazione del dolore femminile è più alta. Allo stesso tempo la terribile kapò si porta a letto i prigionieri che più la aggradano. Ma quando giunge nel campo Wolfe, un prigioniero americano che entra subito nelle grazie di Ilsa, si comincia a sollevare l’intento di una rivolta che ha per iniziatrici proprio alcune prigioniere supportate da Wolfe.

Uno dei filoni più controversi che la storia del cinema si è trovata ad ospitare è il cosiddetto “naziploitation”, conosciuto in Italia anche come “nazi-porno” (anche se scene strettamente pornografiche non erano comprese nelle versioni ufficiali di questi film). Come dice la parola stessa, si tratta di una serie di pellicole che si ambientano durante il periodo nazista, soprattutto in campi di concentramento, e che mostrano anche l’immostrabile sulle nefandezze compiute dai soldati e scienziati al soldo di Hitler su prigionieri di ogni nazionalità. Il filone fu relativamente breve, coevo al “women in prison” (da cui trae la strutturazione e molte tematiche ricorrenti) e con una lunga serie di Ilsa la belva delle SStitoli prodotti in Italia. Non fu nel Belpaese però ad avere origine questo filone, bensì negli Stati Uniti, dove si può far risalire con “Camp 7 – Lager femminile”, diretto nel 1969 da Lee Frost, anche se con ogni probabilità fu il successo internazionale di “Ilsa la belva delle SS” (1974) a dare reale innesco al naziploitation.
“Ilsa la belva delle SS” è un film di cui non si riesce a parlare con grande facilità sotto un punto di vista critico, soprattutto a distanza di così tanti anni dalla sua produzione, dal momento che ormai il suo stato di cult lo precede. Obiettivamente parlando, “Ilsa” è un film disastroso: squallido nella messa in scena, diretto male, interpretato peggio e con una sceneggiatura risibile (ma dubito ci fosse una vera sceneggiatura!). Eppure è un film che tiene il confronto con gli anni, uno di quei pezzi da 90 che oggi ha assunto un fascino particolarissimo. Ilsa la belva delle SS
Come è accaduto, ad esempio, con “Blood Feast” di Hershell Gordon Lewis, la rozzezza e gli sprazzi di incompetenza generale vengono eclissati dal valore pionieristico, dal fascino di quel tipo di prodotti anarchici che volevano osare e scandalizzare, in barba alla mancanza di mezzi e che riescono a far scuola. Don Edmonds, che in seguito dirigerà anche il sequel “Ilsa la belva del deserto”, ci riesce e con “Ilsa la belva delle SS” crea un’icona immortale prima che un film.
L’attinenza storica e la plausibilità narrativa sono praticamente nulli e seppur il personaggio di Ilsa sia liberamente ispirato a Ilse Koch, la sadica moglie di un comandate nazista nota come La Cagna di Buchenwald, nulla di quello narrato nel film ha un riscontro storico e perfino i supplizi e gli esperimenti nazisti qui narrati sono talmente scemi e assurdi da annullare qualunque contatto con la realtà. In pratica la penna di Jonah Royston e John Saxton era tutta concentrata sulla creazione di torture e amenità più disgustose e dolorose possibili, trascurando la verosimiglianza, così ci troveremo ad assistere a evirazioni, bolliture, scarnificazioni…e poi falli penetranti elettrificati, pus cancrenoso e vermi messi su ferite, flagellazioni eseguite da torturatrici a seno nudo e tante altre torture follemente sfiziose. Il film è questo, una serie di violenze una dietro l’altra, intervallate da scene erotiche anche abbastanza spinte. Questa è exploitation nuda e cruda. Ilsa la belva delle SS
Il centro nevralgico del film è Dyanne Thorne, la leggendaria Ilsa dallo sguardo di ghiaccio e le tette di marmo. Il film ruota completamente attorno a questa attrice, che nasce come stripper e dopo qualche comparsata e qualche ruolo in film come “Le avventure erotiche di Pinocchio” e “Incontri erotici del quarto tipo”, raggiunge la celebrità proprio grazie al film di Don Edmonds, non riuscendo però più a liberarsi dal personaggio. Ovviamente non servivano chissà quali doti recitative per interpretare Ilsa, ma solamente un bel corpo e una certa propensione alle scene erotiche, invece Dyanne Thorne ci mette anche una caratterizzazione molto convincente, risultando di gran lunga superiore al modestissimo parco di attori che compaiono nel film.
Come si diceva, “Ilsa la belva delle SS” qualitativamente è disastroso, dunque non aspettatevi un bel film, perché non lo è assolutamente. Affascinate però si, su questo non si discute e lo status di cult che oggi ammanta questa pellicola lo rende visione imprescindibile per ogni amante dell’horror. Se poi volete sangue e torture in abbondanza, beh a quel punto “Ilsa la belva delle SS” è pane per i vostri denti affilati.

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Tags.............................. Ilsa, Belva delle SS, Dyanne Thorne, Don Edmonds, Nazieploitation, Nazi Porno, WIP

 

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