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At the End of the Day - Un Giorno Senza Fine
Regia: C. Alemà- Nazione:ITA - Anno: 2011- Autore: Roberto Giacomelli

Sette ragazzi si recano nel bosco per una partite di soft-air, ovvero guerra simulata con armi finte. Dopo i primi spensierati turni di gioco, gli amici si rendono conto che tra gli alberi si nasconde qualcuno che ha armi vere e che intende difendere quel luogo ad ogni costo. La morte di uno dei giocatori fa precipitare la situazione in un incubo in cui l’unica cosa importante diventa sopravvivere.

Un survival horror nudo e crudo, così si presenta allo spettatore “At the End of the Day – Un giorno senza fine”, l’ultimo esponente della rinata tendenza al genere tutta italiana.
A firmare il thriller/action/horror dell’estate c’è Cosimo Alemà, rodato e pluripremiato regista di spot pubblicitari e soprattutto videoclip musicali che sceglie di donare alla sua opera un sapore il più internazionale possibile. Nessun riferimento geografico preciso, nessun attore italiano nel cast e un titolo anglofono per quello che è comunque un prodotto made in Italy al 100%. La strategia di Alemà e della sua casa di produzione, The Mob, che siede dietro il progetto è ben chiara e sta già dando i suoi frutti, visto che “At the End of the Day” si sta vendendo bene un po’ in ogni dove. Ma il debutto di Alemà nel cinema quanto vale, qualitativamente parlando? Molto, vi rispondo At the end of the day - Un giorno senza fineseccamente, perché “At the End of the Day” è un bel film, senza se e senza ma, ben confezionato e narrativamente diretto, uno spettacolo validissimo che merita di essere visto.
Alemà, con i co-sceneggiatori Daniele Persica e Romana Meggiolaro, firmano un piccolo trattato di ritmo e suspense che non ha grandi ambizioni ne si prefigge di dare risposte, ma punta diritto al sodo, imbastendo uno spettacolo che richiama alcuni grandi survival movie del passato, “Un tranquillo week-end di paura” in testa. Facile, dunque, aspettarsi chiavi di lettura differenti che consentano alla mente dello spettatore di fare quei voli pindarici spesso neanche previsti nelle intenzioni degli autori. Seppur geograficamente e temporalmente indefinito, “At the End of the Day” è però immancabilmente geograficamente e temporalmente collocabile. Una didascalia all’inizio ci dice che il film è ispirato a fatti realmente accaduti nel 1992, dunque abbiamo una data, anche se non è specificato che la vicenda si ambienti effettivamente in quell’anno. Quel che però ci fornisce delle coordinate è l’ambientazione e gli eventi che richiamano senza neanche troppi sforzi immaginativi alla situazione balcanica di At the end of the day - Un giorno senza fineun quindicennio fa e le guerre civili che hanno insanguinato l’Europa dell’Est. “At the End of the Day” è un film sulla guerra, sull’assurdità e l’irreversibilità della guerra. Perché, come hanno anche specificato gli sceneggiatori durante la conferenza stampa del film, una guerra quando viene innescata è impossibile da controllare e le ferite che causa rimangono sanguinanti anche una volta conclusasi. Cosimo Alemà riesce a sviluppare questo concetto in modo semplice ed efficace: i protagonisti partecipano a una guerra assurda e insensata che comincia come un gioco, dal quale nessuno uscirà come vi è entrato. Le conseguenze sono imprevedibili come il campo minato su cui si trovano a passeggiare i personaggi, un grande recinto di fenicotteri in cui chiunque alla fine avrà perso qualche cosa. Basta un passo, un click e ogni certezza va a frasi fottere.
L’inspiegabile e inspiegata guerra a cui giocano i villains di questo film rappresenta la Guerra con la lettera maiuscola, che è sempre inspiegabile in quanto lontana dalla logica conservativa della razza umana. I soldati-torturatori sembrano voler difendere qualche cosa, un luogo, forse un avamposto in cui in un passato (recente?) l’uomo era trattato alla stregua di un animale; allo stesso tempo i soldati-torturatori cercano qualche cosa da cacciare, una preda con cui divertirsi. E se i cani colpiti a morte e maciullati che si At the end of the day - Un giorno senza finedecompongono nelle capanne non sono più una preda “divertente” da cacciare, cosa meglio dell’uomo può sostituirli? Come in “La pericolosa partita” di Richard Connell (e le numerose trasposizioni cinematografiche che ha generato), dunque, l’uomo diventa la preda perfetta e più ambiziosa per colui che, avendo cacciato ogni razza vivente, cerca il modo più estremo per far scorrere nelle proprie vene maggiore adrenalina.
Se riusciamo a soprassedere ai dialoghi un po’ troppo “da film” che caratterizzano lo scambio di battute tra i protagonisti nella prima parte del film, non troviamo sostanziali difetti nel film di Alemà. La regia è curatissima, nervosa e in perfetta sinergia con le musiche sognanti (di Soap&Skin, Hammock e WW) che accompagnano la natura selvaggia che circonda ogni cosa. Altrettanto funzionale la fotografia di Marco Bassano, che riesce a rendere inquietante e ostile con toni grigiastri o per lo più spenti un paesaggio bucolico altrimenti bellissimo e gli effetti speciali di David Bracci contribuiscono alla riuscita dell’operazione.
La storia è semplice e lineare e la tematica di base sembra ricondurre ai recenti “Paintball”, “Severance” e “Backwoods – Gioco letale”, mescolati alle suggestioni del già citato “Un tranquillo week-end di paura”, ma il tutto, seppur senza innovazioni, funziona molto At the end of the day - Un giorno senza finebene, anche grazie alle performance dell’intero cast, nel quale si contraddistinguono Stephanie Chapman Baker e i cattivissimi Michael Lutz e Daniel Vivian.
“At the End of the Day” potrebbe essere l’agognato successo di pubblico che serve al cinema italiano per far esplodere nuovamente il genere anche tra le produzioni maggiori. Fino ad ora abbiamo aspettato trovando tanti validissimi prodotti nel mercato indipendente e low budget, ora serve solo il consenso del botteghino…che a parere di chi scrive potrebbe arrivare con il validissimo film di Alemà.
Voto arrotondato per eccesso.

Visiona il trailer di AT THE END OF THE DAY - UN GIORNO SENZA FINE


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Tags.............................. At the end of the day, Un giorno senza fine, Cosimo Alemà, Survival horror italiano, Stephanie Chapman Baker

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