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Insidious
Regia: J. Wan- Nazione:USA - Anno: 2010- Autore: Roberto Giacomelli

La famiglia Lambert si è appena trasferita in una nuova casa. Scricchiolii, strani rumori e cose fuori posto sono all’ordine del giorno ma si sa, una casa nuova e il disordine del trasloco possono fare di questi scherzi. Un giorno il piccolo Dalton, mentre gioca in soffitta, cade da una scala, batte la testa e vede qualche cosa di sinistro in un angolo. Le sue urla attirano l’attenzione dei genitori Josh e Renai, ma sembra che non ci sia nulla di preoccupante. La mattina dopo, quando Josh va a chiamare Dalton per andare a scuola si accorge che il bambino non si sveglia. I dottori non sanno cosa pensare: nessun trauma, niente di rotto, è come se Dalton si trovasse volontariamente in coma. Passano tre mesi e il bambino versa ancora in quelle condizioni, accudito in casa dalla mamma Renai. Ma nel frattempo rumori e strane presenze si sono manifestate alla donna facendosi sempre più insistenti e violente. Con i nervi a pezzi, Renai chiede al marito di trasferirsi perché convinta che la loro casa è infestata da una presenza maligna. Giunti in una nuova abitazione i coniugi si rendono conto che gli strani eventi persistono e che probabilmente non è la casa ad essere infestata…

Tra i più talentuosi registi di cinema horror contemporaneo vi è senza ombra di dubbio James Wan, giovane co-autore della saga culto “Saw”. Quattro film quattro centri per un regista che mostra una coerenza autoriale notevole, capace di passare con assoluta nonchalance da suggestioni classiche a stile moderno pur lasciando ben impressa la propria firma.
“Saw” ha gettato le basi per un vero e proprio filone cinematografico – il torture porn – e dato vita oltre che al più remunerativo franchise horror cinematografico degli ultimi anni anche ad una nuova icona del cinema di genere, Jigsaw/Enigmista…ma Insidiousquesto lo sappiamo tutti, è un dato di fatto. Il difficile arrivava con l’opera seconda, perché dopo una partenza col botto era arduo fare di meglio. In effetti il bellissimo “Dead Silence” delude al botteghino e ancor peggio si comporta l’altrettanto meritevole “Death Sentence”. Poi arriva “Insidious” a sollevare le sorti e con un budget minuscolo di appena 1,5 milioni di dollari, incassa lo sproposito di 54 milioni di dollari solo in America. Perché questo inaspettato successo? Perché il film è bellissimo e fa paura davvero, verrebbe da rispondere, ma è probabile anche che questo sia semplicemente il momento giusto per il filone delle case infestate e dei demoni casalinghi, inaugurato con successo da “Paranormal Activity”.
E infatti non pochi sono i punti di connessione tra la saga mockumetary e il nuovo film di Wan, a cominciare dai produttori comuni Jason Blum, Jeanette Brill, Steven Schneider e Oren Peli (quest’ultimo anche regista del primo “Paranormal InsidiousActivity”!) per proseguire sulla tematica di base molto simile. Wan però ci tiene a seguire un percorso personalissimo che in primis possa ancorare la sua opera all’universo del cinema classico/moderno sulle case infestate. La matrice primigenia è senza dubbio il “Poltergeist – Demoniache presenze” di Tobe Hooper, citato a più riprese e menzionato dal regista stesso come sua fonte primaria di ispirazione. Ma non c’è solo il film del 1982 in “Insidious”, bensì possiamo trovarvi tutti i topoi del cinema delle dimore maledette, dal gotico anni ’60 per le atmosfere funebri e le ampie porzioni di buio, ai massacri di amityvilliana memoria fino ai “cheap scaries” più attuali. Capirete che non è dunque obiettivo di questo film risultare originale, piuttosto mescolare gli ingredienti per un film godibile e di genuino terrore. Perché questa è la cosa che meglio riesce a “Insidious”, spaventare. Quasi due ore colme di momenti da sbalzo sulla poltrona e pelle d’oca assicurata, ma non si tratta solo di spaventi facili affidati al sonoro lanciato in maniera scriteriata (anche se non mancano i classici giochi affidati all’alternanza dei piani sonori), ma di vera e propria preparazione della tensione, sottile suspense gestita magnificamente da sequenze costruite ad arte per inquietare.
La sceneggiatura del fidato Leigh Whannell (che compare anche come attore nei panni di uno degli assistenti della medium) è costruita bene, con lo scopo di raccontare una storia credibile nella sua assurdità, paradossalmente realistica; inoltre i personaggi sono dotati di una giusta caratterizzazione psicologica e non manca perfino qualche gradito colpo di scena. Unico rimprovero vaInsidious all’inspiegata uscita di scena dei figli più piccoli della coppia protagonista.
Il bello è che “Insidious”, oltre alla perfezione formale data anche da una bella e cupa fotografia (opera di David M. Brewer e John R. Leonetti) e una sintomatica propensione per lo spavento, ha anche il merito di dare alla luce una suggestiva figura di boogeyman. Il demone nero dal volto di fiamme e dalla zampe caprine mette paura (e somiglia in viso un po’ al Darth Maul di “Star Wars”, diciamolo…) e la sua ossessione per il piccolo Dalton ha tutte le caratteristiche per annetterlo alla nutrita schiera di incarnazioni cinematografiche dell’uomo nero. Bellissima, poi, la scena in cui lo vediamo nel suo antro colmo di pupazzi e marionette (vera ossessione per James Wan!) mentre si affila gli artigli. Perfetta caratterizzazione da ba-bau!
Menzione particolare alle musiche di Joseph Bishara (che poi ha anche dato copro al suddetto demone), una serie di suoni battenti atonali di piano e di violini striduli che danno un reale senso di inquietudine e di disagio, nonché chiari richiami a pellicole del passato. “Insidious”, in fin dei conti, possiede questo carattere atemporale che lo fa sembrare un film del passato, particolarmente ancorato agli anni ’80, pur conservando una predisposizione agli stili più moderni, quasi da videoclip…a proposito non sarebbe strano se a qualcuno venissero in mente i video di alcune canzoni di Marilyn Manson nelle scene in cui Josh vaga nella dimensione dell’Altrove.
Ottimi gli attori principali Patrick Wilson (“Passengers – Mistero in alta quota”; “Watchmen”) e Rose Byrne (“Sunshine”; “28 settimane dopo”), che danno vita a una coppia credibile in cui lui è un Insidiouspo’ distratto e superficiale ma sempre pronto ad accontentate la consorte e lei è responsabile e fragile. Degna di nota anche la caratterista Lin Shaye che qui interpreta la medium Elise.
Insomma, “Insidious” è un film che vale, un bel viaggio nella casa degli orrori che ognuno di noi da bambino immaginava fissando da fuori la rispettiva attrazione del luna park.
Bravo Wan, un film da brivido!

Curiosità. Nella scena in cui Josh Lambert/Patrick Wilson è in classe a lavoro, si può vedere chiaramente sulla lavagna dietro di lui, disegnato con il gesso, il volto di Billy, il pupazzo caratteristico della saga di “Saw” con un misterioso “8” sottostante. Billy è ricorrente nascosto anche negli altri film di Wan.

Visiona il trailer di INSIDIOUS


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Tags.............................. Insidious, James Wan, Saw, Case infestate, Patrick Wilson, Rose Byrne

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