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Beastly
Regia: D. Barnz- Nazione:USA - Anno: 2011- Autore: Roberto Giacomelli

Il giovane e arrogante Kyle ha tutto: fama, soldi e bellezza. Proprio su questi valori superficiali fonda la sua campagna per le elezioni studentesche e vince. Durante il party per la vittoria, il ragazzo invita Kendra, una ragazza dark sua avversaria durante la campagna elettorale, con l’intento di metterla in ridicolo davanti a tutti e così accade. Ma Kendra lancia un maleficio su Kyle donandogli un aspetto mostruoso. Il ragazzo ha un anno di tempo, se non riuscirà a far innamorare di se una ragazza entro la scadenza del termine, rimarrà con quell’aspetto per sempre. Osteggiato anche dal padre, che lo segrega in un appartamento di periferia, Kyle passa in solitudine le sue giornate finché decide di portare nel suo appartamento Lindy, una sua ex compagna di scuola con problemi familiari.

Qualche cosa gira nell’aria in quel di Hollywood, una voglia di fiabesco che probabilmente è stata innescata dal successo internazione dall’Alice nel Paese delle Meraviglie di Tim Burton. Ma la cosa bizzarra è l’acume teen/romantico/dark che si sta tentando di dare a queste rivisitazioni per adattarle con ogni probabilità al pubblico di “Twilight”. Quasi in contemporanea arrivano infatti “Cappuccetto Rosso Sangue” e questo “Beastly”. Il primo – inutile dirlo – è la rivisitazione di “Cappuccetto Rosso” con lupo mannaro annesso e Beastlyregista rubata proprio a “Twilight”, il secondo è l’attualizzazione di “La Bella e la Bestia” e allo stesso tempo trasposizione dell’omonimo romanzo di Alex Flinn.
“Beastly” però è un prodotto inerente e allo stesso tempo differente dalla twilight-mania spopolante, seppur indirizzato fondamentalmente allo stesso target. Il tono romantico, se possibile, è anche più puro e la vena moralistica su cui si fonda il racconto lo rendono un prodotto a respiro più ampio e adatto a pubblici eterogenei. Aspettatevi dunque un trionfo di buoni sentimenti in tono quasi dinseyano e il concetto dominante che la vera bellezza è quella interiore e che l’amore vero travalica ogni cosa, aspetto da freak incidentato connesso. Fantascienza concettuale, dunque, ma se si decide di entrare in sala si deve irrimediabilmente stare al gioco.
Il regista Daniel Barnz (“Phoebe in Wonderland”) dona al film un look a metà tra il sobrio e il dark, in grado di accontentare un po’ tutti i gusti. Inizialmente siamo dalle parti delle atmosfere da serialità televisiva alla “90210” e “Gossip Girl”, con incursioni nel dark con le apparizioni della Beastlystreghetta neo-goth Mary-Kate Olsen, che stranamente cambia look in ogni inquadratura somigliando di volta in volta nelle varie incarnazioni di Lady Gaga e Madonna. Poi, con il maleficio in atto, i toni si trasformano in prevalentemente dark, intramezzati dalla leggerezza della commedia (è il personaggio dell’insegnante non vedente interpretato da Neil Patrick Harris ad accentuare il lato ironico). Ambientazioni metropolitane notturne, personaggio mostruoso e pessimista, criminalità, tutti quegli elementi che fanno tanto una versione edulcorata di “Il Corvo”.
Capirete che abbiamo a che fare con un film che antepone ogni cosa all’aspetto romantico, a volte perfino pedagogico, trascurando tutto il resto…e quando dico tutto il resto intendo anche sviluppo narrativo credibile, direzione degli attori e tecnica. Barnz dona al film un ritmo fin troppo concitato con ellissi temporali poco scandite che tendono a dare un aspetto frettoloso alla narrazione. La storia si svolge nell’arco di un anno, ma noi ci fermiamo solo sui momenti salienti con l’effetto che alcuni “salti” appaiono innaturali, come l’espediente che porta Lindy ad andare a vivere nell’appartamento di Kyle. I due attori protagonisti sono sicuramente capaci e riescono a reggere un film ma notiamo una certa tendenza a lasciarli a briglia sciolta che Beastlysottolinea forse un poco interesse del regista verso l’opera che sta dirigendo, nota questa che porta a una caduta di credibilità su più fronti. Alex Pettyfer (“Sono il numero quattro”) è credibile nel ruolo dello stronzetto presuntuoso, un po’ meno in quello della Bestia in quanto si legge nel suo sguardo una consapevolezza che tutto si risolverà per il meglio. Vanessa Hudgens (“High School Musical”; “Sucker Punch”) sembra nata per il ruolo della Bella, ma anche nel suo caso si nota poca convinzione nel mostrare stima e passione verso il “mostro”. Insomma, il talento c’è, ma c’è anche troppa superficialità e poca convinzione nell’affrontare questo progetto.
Lascia interdetti il lavoro di make-up sulla Bestia, troppo poco orrorifico, in quanto si limita a riempire il corpo scolpito di Pettyfer con tatuaggi e tagli, il che invece di renderlo repellente lo rende anche più attraente per il pubblico femminile.
Insomma, “Beastly” è un film furbetto, mira a un target femminile adolescenziale tentando di piacere anche ai genitori. Un prodotto superfiale e facilotto che non può di certo essere definito pessimo ma che difficilmente lascerà il segno e potrà piacere a un pubblico diverso da quello di riferimento. Colonna sonora di Pixie Lott.

Visiona il trailer di BEASTLY


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Tags.............................. Beastly, La bella e la bestia, Alex Flinn, Alex Pettyfer, Vanessa Hudgens, Mary Kate Olsen

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