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6 Giorni sulla Terra
Regia: V. Venturi- Nazione:ITA - Anno: 2011- Autore: Roberto Giacomelli

Il prof. Davide Piso, bio chimico di professione, studiando le adduzioni aliene e interrogando gli addotti sotto ipnosi, ha sviluppato una personalissima ipotesi seconda la quale alcune persone che si dicono in contatto fisico con gli extraterrestri sono in realtà involucri umani per gli stessi che si nutrono dell’energia vitale umana. Saturnia, una diciottenne di buona famiglia, si reca dal professore affermando di essere posseduta da un’entità aliena. Ipnotizzata, Saturnia rivela il suo ospite, un antico e potente alieno che riesce a prendere il sopravvento sulla ragazza, manifestandosi a tempo pieno. A questo punto, il prof. Piso e i suoi assistenti si rivolgono anche alla Chiesa per trovare un metodo per scacciare l’alieno prima che per Saturnia sia troppo tardi.

L’Italia non è mai stata celebre per una tradizione cinematografica di genere fantascientifico. Se escludiamo i mitici film diretti da Antonio Margheriti negli anni ’60 e il singolare (nonché isolato e poco fortunato) esperimento di Gabriele Salvadores con “Nirvana” negli anni ’90, praticamente non abbiamo appigli di rilievo a testimoniare la presenza di un cinema di fantascienza tricolore. Improvvisamente e inspiegabilmente arrivano tutti insieme alcuni film nostrani che hanno per denominatore comune la 6 giorni sulla terratematica dell’invasione aliena. Sarà l’avvicinarsi al fatidico 2012? Fatto sta che nell’arco di una manciata di mesi le sale cinematografiche sono state invase da “6 giorni sulla Terra” di Varo Venturi, “L’ultimo terrestre” di Gian Alfonso Pacinotti e “L’arrivo di Wang” dei Manetti Bros. Tre visioni molto diverse tra loro di un argomento simile.
Varo Venturi è senza dubbio quello che si prende maggiormente sul serio con un film complesso e dalle ambizioni molto alte. “6 giorni sulla Terra” parte dalle teorie di Corrado Malanga, professore universitario e noto ufologo che ipotizza l’esistenza di entità extraterrestri direttamente nei corpi degli esseri umani, a mò di parassiti vogliosi di energia. Una teoria tanto affascinante se letta superficialmente quanto astrusa e pedante se approfondita. E purtroppo stessa sorte segue anche il film di Venturi, che parte da un’idea originale e accattivante ma purtroppo si perde per strada fino ad accartocciarsi su se stesso, quasi autodistruggendosi.
L’incipit di “6 giorni sulla Terra” è di quelli vincenti: esseri extraterrestri e possessione 6 giorni sulla terrademoniaca, scienza e religiose. Ci aveva provato in un certo senso anche il mockumetary americano “Il quarto tipo”, fallendo. Venturi invece, a un primo sguardo, sembrava aver azzeccato il tiro. Parlo al passato perché “6 giorni sulla Terra” cambia faccia e si evolve in un polpettone indigesto. Dal momento in cui Saturnia viene portata al cospetto di alcuni religiosi si comincia a metter dentro di tutto, troppo per la portata di un film low budget e con un canovaccio di genere di per se collaudato.
Da una parte lo spettatore comune troverà senz’altro difficoltà a destreggiarsi fra le complicate teorie di Malanga, centrali nel film, senza conoscerle preventivamente ma a questo si aggiunge una confusione narrativa data da una sceneggiatura che evidentemente è un flusso disordinato di idee. Scritto dallo stesso Venturi con Luisa Fusconi e Giacomo Mondadori, “6 giorni sulla Terra” aggiunge alle tematiche portanti subito esposte una seconda parte colma di sette pseudo massoniche, servizi segreti, inseguimenti, tradimenti, complotti, manifestazioni aliene, rapimenti o presunti tali e molto altro. Capirete che in 100 minuti di montato è difficile far coesistere tutto ciò con estrema naturalezza senza che qualche cosa possa andare “di traverso” e irrimediabilmente il film ne risente, risultando difficile da seguire e perfino pesante, poco fluido.
Inoltre “6 giorni sulla Terra” tende a mostrare troppo, grigi alla x-files e reptiliani compresi, scadendo inutilmente nel “pacchiano”, lì dove celare visivamente gli esseri alieni avrebbe sicuramente 6 giorni sulla terraaiutato a creare immedesimazione e credibilità. Che poi gli effetti speciali visivi non sono neanche realizzati male, anzi...donano un alone di ricchezza a un film che incredibilmente ha usufruito di un budget di soli 100 mila euro circa.
I problemi di sceneggiatura non si fermano alla troppa carne al fuoco bruciacchiata ma anche ad un’assoluta trascuratezza dei personaggi che compongono il film. E non parliamo solo dei personaggi secondari, ma anche dei protagonisti, sia il prof. Piso che la addotta Saturnia, ai quali è impossibile affezionarsi perché mal sviluppati e caratterizzati con approssimazione. Paradossalmente risultano molto buoni i due attori principali, Massimo Poggio (“Il sangue dei vinti”, “I liceali”) e Laura Glavan (“Don Matteo”; “La narcotici”), che ci mettono vistosamente tutto il loro impegno.
Un po’ dispiace stroncare questo film perché sulla carta c’erano davvero tutti i presupposti per un bel film di fantascienza serio e originale…e infatti serio e originale lo è, ma tanti troppi limiti lo rendono di difficile fruizione, a cominciare da una sceneggiatura che avrebbe necessitato di una corposa revisione. Peccato, occasione mancata.
Aggiungete mezza zucca.

Visiona il trailer di 6 GIORNI SULLA TERRA


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Tags.............................. 6 giorni sulla terra, Varo Venturi, Corrado Malanga, Laura Glavan, Adduzioni aliene, fantascienza italiana

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