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Finchè Morte Non Vi Separi
Regia: A. Arciero, G. Russo, G. Pianigiani, B. Di Marcello- Nazione:ITA - Anno: 2011- Autore: Roberto Giacomelli

Mentre una coppia sta per essere unita in matrimonio dal sindaco del paese, si susseguono quattro storie proprio sul tema del matrimonio.
Moglie e marito sono in procinto di divorziare e la loro bambina trova come unico amico un giocattolo dalle sembianze mostruose. Ma questo giocattolo sembra essere dotato di vita propria.
Una donna frustrata dalla condizione di moglie e madre è soggetta a schizofrenia e continuamente invogliata dalla sua controparte a porre fine alla sua condizione di schiavitù familiare.
Una giovane moglie è oggetto della pignoleria del marito che si spinge fino a conseguenze umilianti. Quando la donna confessa al marito di essere incinta, l’uomo vede cadere ogni certezza dal momento che la gravidanza non era programmata.
Un uomo afflitto da debiti di gioco è intenzionato a togliere di mezzo la moglie malata e per far ciò trova l’appoggio di un suo amico medico. Una volta morta, la donna comincerà a perseguitare il marito.

L’horror ad episodi sembra essere tornato in voga e con sorpresa fulcro di questa recente tendenza è il panorama indipendente italiano. Dopo il buon “Fantasmi – Italian Ghost Stories” e prima di “P.O.E. – Poetry of Eerie”, c’è “Finché morte non vi separi”, originale tentativo di unire quattro storie horror legate dal tema comune del matrimonio e della famiglia. Dietro questa singolare operazione si cela la Gothic Produzioni di Bruno Di Marcello, piccola casa di produzione che negli anni ha partorito – tra gli altri – lo slasher “The Terrace”, il thriller Finchè morte non vi separi“Darkness Sorrounds Roberta” e il vampiresco musicale “La canzone della notte”.
Il filo conduttore tra i diversi episodi, oltre alla comune tematica del matrimonio, è la presenza dell’attore Giorgio Filonzi (“La canzone della notte”; “P.O.E.”) che in tre episodi su quattro interpreta il ruolo del marito. L’elemento più interessante di questo film sta proprio nella coerenza e nell’unitarietà di fondo dei vari episodi che, seppur girati separatamente tra Roma e la provincia di Viterbo da quattro differenti registi nell’arco di due anni, riescono efficacemente a mostrare gli “orrori” del matrimonio secondo diversi punti di vista e attraverso argomenti differenti.
Nel primo episodio, che da il titolo all’intero film, scritto e diretto da Alfredo Arciero (“Dio c’è”), il punto di vista è quello infantile. Una bambina, interpretata da Sofia Arciero, figlia del regista, si trova a vivere quotidianamente tra liti e discussioni che rappresentano il corollario di un matrimonio ormai destinato a finire. Proprio come una spugna, la bambina assorbe le tensioni negative che campeggiano in casa e le scarica in un simulacro del male, qui rappresentato – come da buona tradizione di horror d’infanzia – in un pupazzo mostruoso. Amico inseparabile della bambina, il giocattolo è incarnazione della situazione difficile che la piccola protagonista vive e diventa dunque veicolo per la tensione e la violenza di cui le mura di quella casa sono pregne. L’episodio di Arciero finisce per somigliare a un mix tra l’episodio del goblin che chiudeva “L’occhio del gatto” e “Bad Pinocchio” di Kevin Tenney, poiché da una parte c’è questo piccolo essere mostruoso che mette in pericolo l’incolumità dei familiari, dall’altra l’ambigua situazione in cui non è chiaro se il giocattolo è vivo ed è realmente lui a fare del male oppure si tratta del capro espiatorio della bambina, gettando anche un po’ di confusione per qualche aspetto non chiarito fino in fondo.
Il secondo episodio, titolato “Doppelgaenger”, è diretto da Gianluca Russo (“Le Magare”) su una sceneggiatura di Marco Borromei, che vinse con questo soggetto il concorso Halloween Script 2010. Finchè morte non vi separiIn questo episodio si punta sul classico espediente dello sdoppiamento di personalità per descrivere una situazione di disagio familiare da parte di una giovane donna e madre, interpreta dalla brava Giulia Morgani (“La canzone della notte”; “P.O.E.”), schiava della sua condizione. Le angherie subite quotidianamente da marito e figli, che non sanno apprezzare i suoi sforzi, portano la donna ad accumulare rabbia e rancore, immancabilmente destinati ad esplodere. Dei quattro episodi, “Doppelgaenger” è il più breve, l’ultimo ad essere stato girato e l’unico in cui non compare l’attore Filonzi, per questi motivi appare quasi un elemento estraneo al corpo dell’opera, anche se ne rispetta le peculiarità tematiche e appare artisticamente di buon livello.
L’episodio che tra i quattro però colpisce maggiormente è il terzo, “Embryo”, scritto e diretto da Giovanni Pianigiani (“Darkness Sorrounds Roberta”; “La canzone della notte”). Un folle e ironico trattato sulle angherie possibili e immaginabili ai danni di una giovane moglie e allo stesso tempo un paradossale ritratto di sopportazione femminile. Lei, la bellissima Yassmin Pucci (“Darkness Sorrounds Roberta”; “La canzone della notte”) ha una pazienza quasi soprannaturale di fronte agli irritanti e surreali comportamenti di lui. Una coppia che ricorda volutamente il duo Magda/Furio del celebre “Bianco, rosso e verdone” e che porta a estreme e quasi parodistiche conseguenze ogni situazione (singolari sia la scena del bagno che quella del motociclista!). La perdita di controllo sulla situazione in cui va in contro il marito e che si concretizza con una gravidanza non programmata, porta il racconto a toni sempre più grotteschi fino a un inevitabile delirio splatter con colpo di scena, che fa di “Embryo” un gustoso esempio di horror femminista, non privo di qualche evitabile lungaggine.
L’ultimo episodio, “Presagi”, scritto e diretto da “Bruno Di Marcello” (“The Terrace”, “P.O.E.”) è forse il più classico nella costruzione e nello svolgimento. La situazione raccontata ci ricorda tanto un episodio alla “Creepshow”, epilogo Finchè morte non vi separicompreso, e cerca di esplorare la meschinità umana contestualizzando il tutto in una situazione da crisi di coppia. Lui viscido giocatore d’azzardo, lei (interpretata da Fiorenza Cafà) non più giovane e malaticcia, rappresentano un’ideale incarnazione del matrimonio scoppiato in cui idealmente nessuno dei due potrebbe rifarsi una vita. Due individui condannati già in partenza sui quali campeggia l’inquietante figura di Frank Amore (“La canzone della notte”), che compare in visione al protagonista come volendolo ammonire di qualche cosa. L’episodio di Di Marcello soffre di prevedibilità, anche se nel complesso risulta scorrevole e dal gusto quasi retrò.
“Finché morte non vi separi”, a conti fatti, risulta un originale è complessivamente riuscito film antologico. Ogni episodio presenta pregi e difetti e in alcune occasioni si nota il piccolo budget a disposizione, ma per una serata da brividi un po’ alternativi questo film si lascerà sicuramente apprezzare.
Voto arrotondato per eccesso.

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Tags.............................. Finchè morte non vi separi, Gothic Produzioni, Bruno Di Marcello, Giovanni Pianigiani, Gianluca Russo, Alfredo Arciero, Giulia Morgani, Yassmin Pucci, Giorgio Filonzi

 

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