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The Reef
Regia: A. Traucki- Nazione:Australia - Anno: 2010- Autore: Roberto Giacomelli

Luke di professione consegna le imbarcazioni portandole da un luogo all'altro attraverso il mare. Per la sua ultima "missione" decide di invitare a bordo la sua ex Kate e il suo migliore amico Matt, insieme alla sua ragazza Suzie. I quattro, accompagnati dal "lupo di mare" Warren si imbarcano alla volta dell’Indonesia, ma al secondo giorno di navigazione un incidente nei pressi della barriera corallina fa capovolgere l'imbarcazione. Ora i cinque sono costretti a prendere una decisione: rimanere sul relitto capovolto, che a poco a poco sta affondando, sperando che qualcuno passi di lì e li soccorra, oppure tentare una nuotata verso l'isola più vicina, che si trova a circa 20 km da lì. Inoltre la consapevolezza che quelle acque sono infestate dagli squali bianchi non li aiuta nella difficile scelta.

Una didascalia a inizio film ci informa che gli eventi raccontati sono ispirati a una storia realmente accaduta. La stessa didascalia apriva “Open Water”, ansiogeno docu-horror diretto da Chris Kentis nel 2003, e poi “Alla deriva”, altro thriller acquatico datato 2006. Tutti e tre i film raccontano una storia simile, ovvero persone comuni che per un’ora e mezza circa si trovano a mollo nell’oceano in balia delle onde e di quello che si nasconde sotto di esse. A questo punto, facendo un The Reefapprossimativo collegamento, si arriva a conclusione che con ogni probabilità quel “tratto da eventi realmente accaduti” si riferisce sempre allo stesso evento, che sembra essere diventato un bel escamotage per chiunque volesse fare un film di paura acquatico con un budget considerevolmente modesto.
“The Reef”, scritto e diretto dall’australiano Andrew Traucki, che nel 2008 aveva già raccontato di animali assassini con i coccodrilli di “Black Water”, porta a casa forse l’esempio più riuscito di trasporre quegli “eventi realmente accaduti”, trovando il giusto compromesso tra la situazione di percepibile pericolo di “Open Water” e il sensoThe Reef cinematografico di “Alla deriva”. “The Reef” vince e convince perché la tensione è palpabile e la situazione credibile, gli attori sono bravi e ben immedesimati nei loro personaggi e perché a tratti si comincia a partecipare realmente alla vicenda. Quando si viene a creare una perfetta sinergia tra i vari elementi come in questo caso, vuol dire che il film è riuscito, senza se e senza ma.
L’introduzione è veloce, i preamboli al minimo e in una manciata di minuti troviamo i personaggi a far da esche agli squali. Certo, il modo in cui la barca a si è rovesciata è davvero poco chiaro e palesemente sorvolato per l’impossibilità di mostrare una situazione di impatto credibile, ma dal momento in cui i cinque sono in acqua la tensione sale costantemente. Basta un muoversi anomalo dell’acqua, un silenzio di troppo e la paura fa capolino; poi Traucki, consapevole dei propri mezzi, utilizza il modo più genuino ed efficace per far paura, ovvero mostrare il minimo indispensabile. The ReefDunque gli squali ci sono, belli grossi e famelici, tra l’altro, ma si vedono poco e bene: basta una pinna che emerge e poi scompare sotto il pelo dell’acqua, poi un’apparizione repentina e ravvicinatissima per il giusto “bus” e infine l’agonia di chi viene “preso” e di chi sta lì a guardarlo morire senza poter far nulla.
I personaggi sono caratterizzati il giusto, senza eccedere in stereotipi ma delineando in poche battute i caratteri. Anche gli attori se la cavano bene, a cominciare dal protagonista Damian Walshe-Howling (la serie tv “Underbelly”) e dalla credibilissima Zoe Naylor, che interpreta Kate.
Unico punto a sfavore di “The Reef” è l’immancabile senso di déjà-vu che per forza di cose si respira in una storia raccontata per la terza volta.
Aggiungete mezza zucca.

Visiona il trailer di THE REEF


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Tags.............................. reef, squali, open water, traucki, horror australiano, storia vera

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