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Monsters
Regia: G. Edwards- Nazione:GB - Anno: 2010- Autore: Roberto Giacomelli

Andrew è un fotografo che si trova in America latina per raccogliere immagini di una recente catastrofe causata da alcune creature aliene tentacolari confinate in quella zona dall’esercito americano da quando sono sbarcate sulla Terra. Prima di tornare negli Stati Uniti, Andrew viene contattato dal suo capo con l’ordine di riportare a casa sua figlia Sam, che si trova anch’essa in quei luoghi. Persa la possibilità di utilizzare un battello, Andrew e Sam saranno costretti ad attraversare a piedi la “zona infetta”, dove le creature proliferano e vivono indisturbate.

“Monsters” è un film di mostri, ma anche un film sulle invasioni aliene e, perché no, un film catastrofico. “Monsters” però in realtà non è in realtà nulla di tutto ciò, o non solo, ma è un film sull’amore e sulla forza e globalità comunicativa che questo sentimento possiede.
Il regista inglese Gareth Edwards ha fatto di necessità virtù e, trovandosi nella condizione di gestire un film appartenente a un genere notoriamente dispendioso con un budget di appena 800 mila dollari, ha deciso di concentrarsi più sui Monsterspersonaggi e i rapporti che si creano tra di loro piuttosto che sui mostri e le catastrofi che causano. Il risultato è particolarissimo: minimale per quanto riguarda il mostrato, ma di ampissimo respiro in relazione all’azione e agli argomenti trattati.
Edwards utilizza la struttura del film on the road, da sempre espediente efficace e spesso utilizzato per raccontare della crescita interiore dei personaggi e del consolidamento di un rapporto interpersonale. Questa volta l’on the road è anomalo perché i due personaggi non si trovano ad affrontare un viaggio con un mezzo di locomozione specifico, ma si lasciano cullare dalle onde del destino pur avendo una meta ben precisa. Sfumata la possibilità più sicura (ed economicamente dispendiosa) che è il battello, il viaggio di Andrew e Sam diventa una vera e propria avventura attraverso la Zona Infetta che assume come scopo principale quello di sopravvivere alle insidie del luogo inospitale, che è diventato in primis focolaio di mostri alieni. Ovviamente, come appare ben chiaro già dai primi dettagli sui due Monstersdiversissimi personaggi, il viaggio è un pretesto per mostrare le dinamiche interattive tra loro e l’avvicinamento dei due caratteri, così come i mostri sono un altrettanto pretesto per fornire uno slancio narrativo “estremo” all’argomento portante del film. I mostri si vedono poco e questo non è dettato solo dalla natura molto low-budget dell’operazione ma anche per non distrarre lo spettatore, per non deviare l’attenzione sulla spettacolarità (che comunque in due riuscitissime sequenze è presente) laddove l’interesse è da concentrare altrove. L’amore regna su ogni altro sentimento e questo è dimostrato sia dall’avvicinamento tra i due protagonisti, che all’inizio del film sono esplicitamente disinteressati uno dall’altra, sia dall’incredibile scoperta sui sentimenti alieni, che in una scena poetica e visivamente affascinante esplicano la loro unione. In pratica Edwards riesce ad esprimere con estrema originalità e gran classe un concetto che volendo possiamo considerare altamente banale e risaputo come l’universalità dell’amore. Non manca poi la critica all’ottusità umana che si manifesta nella guerra ai mostri in quanto paura del diverso,Monsters che è tale solo nelle fattezze fisiche. Ancora una volta, dunque, chi sono i “mostri” a cui si riferisce il titolo?
Edwards si è occupato, oltre che della regia, anche dello script, delle scenografie, della fotografia e degli effetti visivi del film, quest’ultimo aspetto poi sarebbe il reale campo primario in cui fino ad ora ha agito Edwards, curando gli effetti visivi di molte serie tv britanniche. I poliponi alieni, vagamente lovecraftiani nel look, sono comunque realizzati benissimo e non perdono se paragonati agli effetti speciali di film ben più ricchi.
Un difetto, che forse non è neanche tale, che si potrebbe imputare a “Monsters” è una certa lentezza nello svolgimento narrativo. Di fatto in “Monsters” non succede molto a parte lunghe camminate nella foresta e chiacchierate fra i due protagonisti. Ma Edwards riesce comunque a camuffare quel nulla, riuscendo a nasconderlo alla percezione spettatoriale che comunque sarà indubbiamente catturata dalla giusta tempistica nell’intervallarsi degli eventi clou.
Molto bravi i due attori Scoot McNairy e Whitney Able, che reggono da soli l’intero film.
Sicuramente non privo di difetti, “Monsters” si rivela comunque un prodotto molto buono, diverso dal vasto panorama dei monsters movie. È il sentimento a prevalere sull’azione, dunque se vi aspettate un film alla Emmerich siete avvisati, “Monsters” approfondisce la dimensione più intima e minimale.

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