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InHumane Resources
Regia: M. Pastrello- Nazione:ITA - Anno: 2012- Autore: Roberto Giacomelli

Un ragazzo in camicia bianca e cravatta nera fugge inseguito da una donna, vestita nel medesimo modo, che vuole ucciderlo. Contemporaneamente altri due giovani si danno la caccia nello stesso ambiente, una zona industriale in disuso e tutti sono muniti di microcamera che monitora i loro spostamenti. Solo uno di loro può sopravvivere a questa lotta spietata per avere diritto a un posto nella società.

“InHumane Resources” si apre con una citazione a George Orwell e al suo celebre “1984”: “Ma ogni cosa era a posto, ora, tutto era definitivamente sistemato. La lotta era finita. Egli era uscito vincitore su se medesimo. Amava il Grande Fratello”. Non è nuova nel regista Michele Pastrello questa dichiarazione d’intenti in apertura film, capace di dare una chiave di lettura o semplicemente una considerazione personale su ciò che ci si appresta a vedere. “InHumane Resources” è in parte orwelliano per tanti motivi, dall’occhio InHumane Resourcesvigile del Grande Fratello (le microcamere!) che si espande a ventaglio su più classi e strati sociali, a una visione cinica quasi totalitaria della realtà che ci circonda. Ma “InHumane Resources” ha anche il merito di rileggere queste tematiche in ordine alla società odierna, di prenderne un assunto di attualità per inquadrare una situazione specifica di disagio sociale. Senza svelare nulla del film, possiamo dire che Pastrello affronta un tema oggi scottante e che coinvolge tutti i giovani, ormai immersi in un gioco al massacro per aggiudicarsi un futuro… un gioco al massacro nel senso letterale del termine, che collega questo cortometraggio alle dinamiche narrative di cult del recente passato come “La decima vittima”, “Battle Royale” o “L’implacabile”, dove l’uomo non è altro che una pedina per il sadico senso dell’intrattenimento o della selezione di qualcuno che ha la facoltà di decidere… un Grande Fratello, appunto.
Pastrello non è facile da imbrigliare all’interno di un genere specifico e i suoi lavori precedenti erano sempre sfuggenti mescolanze tra dramma e thriller, spesso con accenni di horror. Con “InHumane Resources”, il regista veneto si cimenta con l’action movie, ma anche stavolta saltano in evidenza elementi da thriller/horror, forse anche un pizzico di fantascienza che già faceva capolino InHumane Resourcesoniricamente nel suo precedente “Ultracorpo”. Poi non manca la vena sociale che è ormai un intelligente marchio di fabbrica di Pastrello, come accadeva anche negli ottimi “32” e “Ultracorpo”.
“InHumane Resources”, dunque, malgrado tenti di distaccarsi dai precedenti lavori del regista per cifra stilistica e ritmi, finisce per risultare altamente riconoscibile, parte integrante di un discorso interessante e molto personale sulla natura dell’essere umano e sulle sue varie direzioni nel percorso di autodistruzione.
Questo film però zoppica un pochino nella narrazione degli eventi. Nella durata di circa 20 minuti ci si concentra quasi totalmente sulla feroce lotta tra i quattro personaggi, è un corri e insegui continuo che alla lunga può apparire ripetitivo. Pastrello vuole chiaramente cimentarsi con qualche cosa di nuovo, mettere alla prova la “tecnica”, smarrendo per un istante il modus narrandi che solitamente appartiene al cortometraggio. Il bellissimo e ultracinico finale fa perdonare però quella sensazione di girare a vuoto che si ha inizialmente.
Ma parlavo della tecnica. Già, perché “InHumane Resources” è fondamentalmente un esercizio di stile, un film che sperimenta una visione totale di cinema d’azione. Il ritmo frenetico e realmente cinetico, InHumane Resourcesgli innumerevoli stacchi di montaggio, i virtuosismi di macchina… tutti elementi che fanno di questo corto un’opera molto complessa a livello tecnico.
Ottima la fotografia plumbea di Mattia Gri, esaltata dal digitale in alta definizione (il film è stato girato con una fotocamera Canon 5D) e buono l’uso delle locations, ricavate da un ex canapificio in provincia di Treviso, che nel film sembra molto più grande di come sia in realtà.
Molto buono anche il contributo degli attori, tutti non professionisti, che se la cavano egregiamente in scene vistosamente difficoltose. In particolare si fanno notare le due donne del cast, la bionda Mariasole Michielin e soprattutto la bruna Michela Virago, a cui si aggiungono Isacco Tognon, Alessandro Serio e Marzio Dias.
Insomma, non siamo ai livelli (molto alti) di “Ultracorpo”, ma Pastrello confeziona comunque un lavoro notevole, capace di unire la tecnica al contenuto in maniera efficiente e funzionale.
Aggiungete mezza zucca al voto finale.

A partire dal 22 marzo “InHumane Resources” sarà visibile in streaming gratuito per alcuni giorni su www.sugarpulp.it e in seguito su www.inhumaneresourcesfilm.com.

Visiona il trailer di INHUMANE RESOURCES


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Tags.............................. inhumane resources, michele pastrello, cortometraggio action, ultracorpo, orwell, 1984, sugar pulp

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