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Zombie Apocalypse
Regia: N. Lyon- Nazione:USA - Anno: 2011- Autore: Roberto Giacomelli

Un virus chiamato VM2 spazza via in poco tempo l’intera umanità, trasformando gli esseri umani in zombi, finché il governo degli Stati Uniti decide di utilizzare delle armi elettromagnetiche per debellare la minaccia. Sei mesi dopo, un terzetto di sopravvissuti si aggira per le strade deserte di un paese del Nord America con l’obiettivo di raggiungere la costa e trovare un’imbarcazione verso l’isola di Catalina, ultimo baluardo di salvezza. Durante il loro tragitto, i tre troveranno un gruppo di alleati a tante minacce.

La moda del morto vivente al cinema è riesplosa grazie al successo internazionale di film come “L’alba dei morti viventi”, “Resident Evil” e “28 giorni dopo” (anche se in quest’ultimo non erano morti viventi ma vivi infetti, il risultato però non cambia…), dunque parliamo di circa una decina di anni fa. In questo considerevole lasso di tempo, i film su zombi e affini sono fioccati a bizzeffe, con ogni declinazione immaginabile e da qualsiasi parte del mondo, con l’effetto che in Zombie Apocalypsepoco tempo il mercato si è saturato di prodotti simili che il più delle volte non hanno lasciato il segno neanche in chi vi ha lavorato. Ovviamente tutto questo genera riduzione di domanda, che pian piano si tramuta logicamente in riduzione di offerta e così, seppur non “esauriti”, negli ultimi mesi i film sui morti viventi sono calati considerevolmente di numero.
Qualcuno però si è dimenticato di riportare questi dati ai tizi della The Asylum, scellerata casa di produzione americana che lavora principalmente per la tv via cavo e sforna rip-off di blockbuster e assurdi cross-over tra mostri giganti diventati ormai leggenda tra i cultori del trash. Per una volta la Asylum decide di imbarcarsi in un prodotto relativamente più serio del consueto e affida a Nick Lyon (“Species IV – Il risveglio”) un film di zombi per SyFy, canale tv Universal dedicato al fantastico. Il risultato è “Zombie Apocalypse”, che, se ve lo state chiedendo, a parte il titolo non ha nulla a che vedere con l’omonimo videogioco per console.
Diciamocelo subito, “Zombie Apocalypse” è brutto… Zombie Apocalypsema non quel tipo di brutto a cui la Asylum ci ha abituato, fatto di cose assurde e consapevolmente ridicole. No, “Zombie Apocalypse” è brutto perché è un film che si prende sul serio, inibisce qualunque tipo di pretesa trash per dare al pubblico un film di zombi “normale”. Però i nobili intenti devono fare i conti con la mancanza di mezzi e l’estetica televisiva che comunque la Asylum per forza di cose mette indiscutibilmente a disposizione.
Forse, però, il difetto primario di questo film sta proprio nel fatto di arrivare dopo dieci anni di prodotti grosso modo simili tra loro, non presentando nessun tipo di fantasia nell’incipit, nello svolgimento della storia e nella creazione dei personaggi. Solito virus distruggi-umanità, solito manipolo di sopravvissuti, misti per sesso e per etnia ma tutti mediamente di bell’aspetto ed esperti nelle armi, soliti morti viventi e solito obiettivo di raggiungere un avamposto di speranza chissà dove. “Zombie Apocalypse” è un film che avete visto sicuramente almeno una dozzina di volte, per di più aggiungete che è talmente scarno, narrativamente parlando, che risulta di una noia micidiale. Gli sceneggiatori Brooks Peck e Craig Engler costruiscono il film di un unico grande blocco che vede i personaggi muoversi da una zona all’altra della città incontrando morti viventi e morendo sotto i loro attacchi. Ripetitività d’azione a livelli esasperanti che fa sembrare gli 84 minuti circa di visione una miniserie a puntate.
Si può sorvolare tranquillamente sulla completa Zombie Apocalypseassenza di caratterizzazione nei troppi personaggi ma è doveroso segnalare gli effetti visivi pessimi di cui il film sembra andare fiero. Ogni sciocchezza è realizzata in computer grafica, anche quello che sarebbe stato più semplice fare dal vero, una pessima computer grafica che fa appare molte scene come riciclate da un videogame di terza categoria. Teste che esplodono, fori di proiettile e sangue realizzati così grossolanamente da far quasi tenerezza. Per non parlare di un cane zombi che compare nella prima metà del film che sembra quasi una macchia di Rorschach per quanto è mal realizzato. Ma anche il look egli zombi è scadente e “amatoriale” e a nulla serve la “novità” delle età zombesche in cui gli zombi più giovani corrono e quelli più anziani si muovono lenti, se poi nel film la regola non è quasi mai applicata.
Unico tocco puramente Asylum che riesce a far sorridere è la tigre zombi nel finale, mal realizzata anch’essa (è in CGI, ovvimanete!) ma folle quanto basta per farsi almeno ricordare.
Nel cast si possono scorgere alcuni volti noti (soprattutto della tv) come Taryn Manning (“The Breed – La razza del male”; “Sons of Anarchy”), Lesley-Ann Brandt (“Spartacus: Sangue e sabbia”), Eddie Steeples (“My Name is Earl”) e sorprendentemente uno spaesato Ving Rhames (“Pulp Fiction”; “L’alba dei morti viventi”).
Anonimo e inutile come pochi, “Zombie Apocalypse” è da evitare anche per gli irriducibili degli “… of the dead” movies.

Visiona il trailer di ZOMBIE APOCALYPSE


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Tags.............................. zombie apocalypse, asylum, morti viventi, ving rhames, syfy, taryn manning, lesley-ann brandt

 

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