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Le Paludi della Morte
Regia: A. Canaan Man- Nazione:USA - Anno: 2011- Autore: Roberto Giacomelli

Il detective Mike Souder e il poliziotto newyorkese Brian Heigh sono sulle tracce di un misterioso serial killer che uccide ragazzine e giovani donne e poi getta i cadaveri mutilati nelle paludi di una zona periferica di Texas City. ╚ dalla fine degli anni '60 che vengono rinvenuti cadaveri in quelle zone, tanto che hanno acquistato l'appellativo di 'paludi della morte', un posto che da molti Ŕ considerato maledetto. Quando Ann, una ragazzina con problemi familiari amica di Brian, scompare, il poliziotto si convince che sia finita delle grinfie del serial killer e insieme al suo collega si lancia in una corsa contro il tempo per ritrovarla viva.

Presentato in concorso alla 68░ edizione della Mostra del Cinema di Venezia, "Le paludi della morte" Ŕ l'opera seconda di Ami Canaan Mann, che dal cognome possiamo intuire figlia d'arte. PapÓ Michael - celebre regista di caposaldi del cinema noir/action come "Heat - La sfida" e "Collateral" - figura come produttore e giÓ questo semplice dato potrebbe far pensar male qualcuno. Di casi di nepotismo il cinema Ŕ pieno e spesso i figli non siLe paludi della morte sono dimostrati all'altezza dei padri. Nel caso in questione, per˛, bisogna ammettere che Ami Canaan Mann ci sa fare e confeziona un pregevole thriller che ha il suo punto forte proprio nel lavoro di regia.
"Le paludi della morte" deriva da una storia vera che lo sceneggiatore Don Ferrarone ha appreso quando lavorava per la DEA. Ferrarone fu mandato nei pressi di Texas City per organizzare una task force per i traffici illegali della zona e lý sentý parlare per la prima volta delle "killing fileds", ovvero le paludi della morte. Si dice, infatti, che in una zona paludosa che fiancheggia la I-45, poco fuori dai confini di Texas City, siano stati ritrovati dal 1969 ad oggi oltre cinquanta cadaveri, tutte donne vittime di violenze sessuali. Ferrarone, volendo approfondire l'argomento, si ritrov˛ a parlare con due detective che si occupavano dei casi pi¨ recenti - per lo pi¨ irrisolti - e da queste documentazioni Ŕ nato il soggetto di "Le paludi della morte". Insomma, Le paludi della mortequando la genesi di un'opera Ŕ interessante quasi quanto l'opera stessa!
Nel film della Mann risulta molto interessante la costruzione dei vari personaggi, tratteggiati in modo molto credibile nelle loro fragilitÓ quotidiane e avvalorati dalle interpretazioni di un gruppo di attori molto in gamba e perfettamente in parte. Se sono assolutamente perfetti e bravissimi Sam Worthington ("Avatar"; "La furia dei Titani") e Jeffrey Dean Morgan ("Watchmen"; "The Losers") nelle parti dei due poliziotti impegnati nelle indagini, duro e rancoroso il primo, protettivo e dalla spiccata morale religiosa il secondo, non sono da meno neanche i personaggi/attori di contorno. Jessica Chastain ("The Help") Ŕ una poliziotta mascolina e violenta, ex moglie di Souder/Worthington e causa delle intemperanze del detective, mentre la prezzemolina Chloe Grace Moretz ("Kick Ass"; "Dark Shadows") Ŕ una credibilissima vittima designata, ragazzina con problemi in famiglia sicuramente troppo matura per la sua etÓ e particolarmente affezionata al detective Heigh, con il quale ha sviluppato un rapporto filiale. Il bello Ŕ vedere come appaiono molto ben caratterizzati anche personaggi secondari come la madre di Ann, prostituta e alcolizzata interpretata da una rediviva Sheryl Lee ("I segreti di Twin Peaks"; "Vampires").
Se, dunque, lo script di Ferrarone Ŕ ottimo nella Le paludi della mortecaratterizzazione e lo sviluppo dei personaggi, meno convincente Ŕ invece nella costruzione narrativa del film. Diciamo da subito che malgrado l'intreccio da giallo, individuare l'identitÓ dell'assassino Ŕ semplicissimo e l'iter che segue l'indagine dei due detective non Ŕ sempre cristallino come dovrebbe. Alcuni punti, infatti, sono poco chiari, forse frettolosi e si finisce per perdere qualche importante dettaglio per strada, arrivando a pensare che alcuni snodi siano quasi casuali.
Si diceva dell'ottimo lavoro di regia, perchŔ la Mann ci tiene fin da subito a farsi valere al di lÓ del cognome che porta. Troveremo ne "Le paludi della morte" una serie di trovate registiche di rilievo a cominciare giÓ dai primi minuti con una carrellata finto-pianosequenza che presenta i vari personaggi. Inoltre Ŕ apprezzabile anche il modo in cui la Mann ha deciso di raccontare per immagini le 'killing fields', luoghi oscuri e ammantati di mistero tanto di notte quanto di giorno, soffermandosi sugli alberi scheletrici che le decorano e sulla desolazione che le circonda. A tal proposito, dispiace quasi che le paludi del titolo siano troppo poco presenti nel film, perchŔ sono un luogo spettrale davvero perfetto per le atmosfere dark del film.
Nel mare dei thriller hollywoodiani "Le paludi della morte" si perde un p˛ perchŔ gli manca quel tocco di originalitÓ necessario a farsi tatuare nella mente dello spettatore. Sembra quasi un film fuori dal tempo, un thriller dall'impostazione classica che pare uscito direttamente dagli anni '90.
La buona sinergia tra reparto tecnico e artistico ne fanno comunque un prodotto sopra la media.

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