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Millennium: Uomini che Odiano le Donne
Regia: D. Fincher- Nazione:USA, Svezia - Anno: 2011- Autore: Roberto Giacomelli

Il giornalista Mikael Blomkvist, reduce da una condanna per diffamazione da parte di un noto uomo d'affari, viene contattato dal ricco industriale Henrik Vanger per svolgere un'indagine sulla scomparsa di sua nipote Harriet, svanita nel nulla quarant'anni prima. Vanger è ossessionato da quella scomparsa poichè sospetta che sia implicato un membro della sua stessa famiglia e prima di passare a miglior vita vorrebbe sapere la verità. Blomkvist accetta e va ad abitare sull'isola proprietà del suo committente. Dopo mesi di indagini a vuoto, Blomkvist decide di chiedere aiuto alla persona che l'ha incastrato fornendo le accuse per la condanna per diffamazione, la hacker e investigatrice Lisbeth Salander, che a sua volta ha un passato misterioso e un presente difficile.

Forte dei tre oscar portati a casa da "The Social Network", David Fincher torna in territori a lui più congeniali, quelli del thriller e va a "impelagarsi" nella difficile impresa di rifare "Uomini che odiano le donne". Un’arma chiaramente a doppio taglio perchè se da una parte abbiamo una trilogia letteraria di grande successo che conta milioni di fan, dunque un pubblico potenzialmente ampio, dall'altra c'è l'aggravante del remake-lampo. Infatti, nell'arco del 2009 il Millennium: Uomini che odiano le donnefilm sia di "Uomini che odiano le donne" che dei due suoi sequel sono già stati realizzati in Svezia, terra madre di Stieg Larsson, autore dei romanzi, e hanno collezionato pareri positivi da parte della critica e un grande successo di pubblico a livello internazionale, lanciando, tra l'altro, l'attrice Noomi Rapace. Insomma, si tratta della classica situazione di rischio quando ci si trova a rifare un "cult" (sia letterario che cinematografico, in questo caso!). Ma Fincher non è uno sprovveduto e la sua versione di "Uomini che odiano le donne" si fa forte di un'autorialità registica e una forza espressiva capace di superare il precedente film.
Diciamo che il film svedese, firmato da Niels Arden Oplev, era un buon thriller che risentiva però di un'estetica televisiva e di un andamento narrativo che a tratti faticava a coinvolgere. Fincher, invece, riesce a donare alla sua versione un look decisamente più accattivante e un fondamentale Millennium: Uomini che odiano le donnetrait-d'union con la sua filmografia. Fincher racconta storie borderline e riempie le inquadrature dei suoi film di eccessi drammatici che si tingono spesso e volentieri di dark. "Uomini che odiano le donne" raccoglie tutte queste peculiarità per raccontare un'indagine e i personaggi al limite che si muovono al suo interno. Mentre procediamo abbiamo la sensazione di trovarci in un grande racconto gotico in cui a prevalere non è la soluzione - che comunque arriva puntuale e perfino un pò scontata - ma il processo che conduce ad essa, l'evoluzione dei personaggi, in particolare. Il film racconta le storie parallele del giornalista in crisi e della hacker/investigatrice senza un'apparente collegamento, mostrandoci la disillusione e rassegnazione dell'uomo e la temerarietà della donna. I due personaggi, magnificamente interpretati da Daniel Craig e Rooney Mara, sono probabilmente il vero punto forte di una vicenda che si complica a dismisura per sciogliersi poi con fin troppa semplicità. Due personaggi che sono giustamente entrati Millennium: Uomini che odiano le donnenell'immaginario collettivo anche grazie ai romanzi e ai precedenti film, ma che qui - pur a rischio delusione - riescono forse ad essere incarnati con maggior convinzione che nelle trasposizioni passate. Lo 007 Daniel Craig è intenso e particolarmente credibile nel suo personaggio, sicuramente in maniera maggiore di come lo è stato Michael Nyqvist, e perfino la ex Nancy nel remake di "Nightmare" riesce a non far rimpiangere la Lisbeth Salander di Noomi Rapace. Mara lavora ottimamente sul suo personaggio, ha un'attinenza all'alter ego letterario sicuramente molto forte e si concede in una serie di scene coraggiose che prevedono nudi integrali e scene di violenza estrema. Un ottimo lavoro di casting a cui si aggiungono, tra gli altri, Christopher Plummer, Stellan Skarsgard e Robin Wright.
Di grande impatto l'estetica del film, ben presentata da affascinanti credits iniziali in stile jamesbondiano sulle cui immagini scorrono le note di una cover dei Led Zeppelin. Oscura e glaciale, proprio come il tono generale del film, la fotografia di Jeff Cronenweth che si sposa a meraviglia con l'ossessiva e minuziosa regia di Fincher.
Purtroppo, così come nel film svedese, "Uomini che odiano le donne" fatica a concludersi, dilungandosi Millennium: Uomini che odiano le donnein un buon quarto d'ora dopo la conclusione della vicenda principale per mostrare inutilmente il "dopo", peraltro con una scansione dei tempi poco chiara che denota frettolosità. Sarebbe stato più indicato "tagliare" la chiusa del romanzo per esigenze più prettamente cinematografiche.
Curiosamente il film è girato in Svezia e i personaggi sono svedesi, rispettando il più possibile l'opera letteraria, in controtendenza alle operazioni di americanizzazione del cinema statunitense.
Insomma, Fincher confeziona un bel thriller nel rispetto dell'opera d'origine, pur mettendo la sua firma su ogni singola inquadratura. Per diversi aspetti più riuscito del precedente film svedese.
Merita mezza zucca in più.

Visiona il trailer di MILLENNIUM: UOMINI CHE ODIANO LE DONNE


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Tags.............................. millennium, uomini che odiano le donne, remake, stieg larsson, david fincher, rooney mara, nudo integrale, daniel craig, lisbeth salander, recensione

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