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La Cosa
Regia: M. van Heijningen Jr. - Nazione:USA - Anno: 2011- Autore: Roberto Giacomelli

Antartide, 1982. Una squadra di scienziati norvegesi trova una nave spaziale aliena sepolta tra i ghiacci. Viene contattata la paleontologa americana Kate Lloyd per unirsi al team di norvegesi per studiare il velivolo extraterrestre e l’organismo che la abitava, che sembra essere morto nell’impatto avvenuto migliaia di anni fa. Ma la "cosa", un parassita in grado di imitare qualsiasi forma di vita con cui entra in contatto, è viva e una volta liberatasi, Kate dovrà fare squadra col pilota del gruppo, Carter, per evitare che la creatura li uccida tutti, mettendoli uno contro l’altro imitandone l'aspetto.

Quando si va a toccare un classico è davvero molto facile attirarsi una marea di critiche preventive da parte di chi quel classico lo ha amato. È un po’ quello che è successo a questo progetto che prende il titolo “La Cosa”, da molti – ancora oggi che il film è uscito – erroneamente considerato remake del capolavoro di John Carpenter. E allora cominciamo con qualche chiarificazione iniziale. La Strike Entertainment caldeggiava l’ipotesi di rifare il La Cosafilm di Carpenter, che a sua volta era un libero adattamento del racconto di John W. Campbell “Who Goes There?”, già portato sullo schermo nel 1951 con “La Cosa da un altro mondo” di Christian Nyby. Da anni si parlava di un sequel, da affidare allo stesso Carpenter, ipotesi poi bocciata per favorire l’idea di un remake, visto che la pratica era particolarmente in voga. Anche questa ipotesi – fortunatamente – venne bocciata e lo sceneggiatore Eric Heisserer si buttò sulla scrittura di un prequel che raccontasse quello che è accaduto nella base norvegese da cui tutto parte nel film di Carpenter.
Bisogna dire che era difficile cavare fuori qualche cosa di realmente accattivante da una storia che praticamente già tutti sapevano come si sarebbe sviluppata e come sarebbe andata a finire, considerando poi che il confronto con il film di Carpenter (uno dei pochi veri capolavori del cinema fantastico) sarebbe stato inevitabile e per forza di cose impietoso, come i pronostici annunciavano. Prendendo atto di tutto ciò, bisogna ammettere che questo prequel non solo è un ottimo film, ma anche un ottimo prequel, appunto: il regista Matthijs van Heijningen Jr. e il suo team sono riusciti a La Cosacompiere un piccolo miracolo!
La struttura di questo prequel segue quella del film del 1982 (e da qui le accuse di remakizzazione), fornendo però un punto di vista inedito e affrontando una tematica alternativa. Stavolta la “Cosa” non è l’unica donna del gruppo, ce ne sono altre due, tra cui la protagonista Kate, paleontologa americana chiamata per dare un contributo allo studio dell’essere alieno ritrovato. A differenza del film di Carpenter, qui i personaggi hanno una marcia in più, sanno grosso modo contro cosa stanno combattendo, anche se le capacità mimetiche dell’alieno riescono a far emergere il sospetto e la paranoia che raggiungono il massimo livello nella scena del test e quello che ne consegue. Interessante notare come se nel film di Carpenter molti lessero una metafora del contagio da AIDS, qui si può intravedere un ideale manifesto della perfezione corporea. La Cosa può replicare solo il materiale organico, dunque i “difetti” dell’essere umano, quali protesi articolari e dentarie, vengono “corrette” dall’intervento dell’alieno e il clone risulta così idealmente perfetto. La Cosa è la soluzione ai difetti fisici, l’omologazione a un ideale superomistico capace di avere la supremazia in un’ottica evoluzionistica che ricorda molto le La Cosapaure tipiche della fantascienza da Guerra Fredda.
Inevitabile e anche un po’ furbetta la frequente strizzata d’occhio ai fan del precursore, con piccoli riferimenti musicali (il main theme carpenteriano riadattato da Marco Beltrami si sente all’inizio e alla fine), chiarificazione di alcuni “misteri” dell’altro film e un suggestivo finale sui titoli di coda che lega perfettamente questo prequel al film del 1982, facendone praticamente un tutt’uno narrativo.
Matthijs van Heijningen Jr., che qui esordisce nel lungometraggio, dimostra di avere una particolare attitudine alla costruzione di scene ansiogene e di tensione, di cui “La Cosa” è colmo e che raggiungono spesso il massimo risultato nelle scene in cui l’alieno si scatena con le sue repellenti trasformazioni. A questo proposito vanno citati anche i bellissimi effetti speciali che trovano un giusto compromesso tra computer grafica ed effetti dal vero, con alcune trasformazioni corporee davvero originali e impressionanti. Uno dei punti forti del film di Carpenter erano proprio i magnifici effetti di Rob Bottin, dannatamente La Cosarealistici; nel film di van Heijningen Jr. viene rispettata la logica delle mutazioni con una galleria di freaks spaventosa e coerente con il passato e, malgrado l’utilizzo comunque massiccio di effetti digitali, non si perde quella materialità del corpo umano stravolto e martoriato che caratterizzava il lavoro di Bottin.
Molto buono il cast, su cui primeggiano l’adattabilissima Mary Elizabeth Winstead (“Final Destination 3”; “Die Hard – Vivere o morire”) e Joel Edgerton (“Il respiro del diavolo”; “Warrior”), affiancati da Ulrich Thomsen (“L’ultimo dei templari”; “Centurion”), Eric Christian Olsen (“Eagle Eye”; “N.C.I.S.”) e Adewale Akinnuoye-Agbaje (“Lost”; “G.I. Joe: La nascita dei Cobra”).
“La Cosa” prequel funziona molto bene… ovviamente se si cercano confronti qualitativi con il cult di Carpenter partiamo male perché, seppur van Heijningen Jr. abbia fatto un buon lavoro, il film del 1982 ha una forza espressiva unica; ma nell’ottica del film di completamento e di mera operazione commerciale indirizzata ai fan della precedente opera, possiamo dire che questo prequel ha raggiunto il massimo a cui si potesse aspirare.
Come il film del 1982, anche questo prequel è stato un flop al botteghino.
Voto arrotondato per eccesso.

Visiona il trailer di LA COSA


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Tags.............................. la cosa, the thing, prequel, remake, john carpenter, mary elizabeth winstead, Matthijs van Heijningen Jr., christina nyby, universal, 27 giugno 2012, recensione

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