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Womb
Regia: B. Fliegauf- Nazione:Germania - Anno: 2010- Autore: Giuliano Giacomelli

Rebecca e Tommy sono due bambini di nove anni. Un giorno si conoscono in riva al mare e da subito nasce fra loro una particolare intesa che non tarderà a sfociare in una tenera e dolce storia d’amore infantile. I due passano intere giornate insieme, ma presto questa routine verrà interrotta a causa della partenza della piccola Rebecca per il Giappone al fine di raggiungere sua madre. Dopo dodici lunghissimi anni, completati gli studi, Rebecca torna dal Giappone e il suo primo pensiero è quello di andare a trovare Tommy. I due si rincontrano e nonostante gli anni passati sembra non essere cambiato ancora nulla tra di loro, qualunque sentimento e attrazione sembra essere rimasto immutato, anzi, accentuato. Ma ancora una volta la loro passione avrà breve durata poiché Tommy rimane ucciso da un pirata della strada in un violento incidente automobilistico. Straziata dal dolore, Rebecca si rivolge al Dipartimento di Clonazione Genetica per farsi impiantare nel proprio grembo il clone di Tommy con l’idea di crescerlo come un figlio ed averlo per sempre vicino. Gli anni passano svelti e Tommy, figlio di Rebecca, è ormai vicino all’età adulta quando inizia a notare qualche cosa di controverso nel suo rapporto con la madre.

“Ti aspetterò finché sarà necessario!” è ciò che recita un bigliettino scritto dal piccolo Tommy, e poi riposto in una scatoletta di fiammiferi, subito dopo aver appreso della partenza di Rebecca per il Giappone. Lo stesso bigliettino sarà destinato ad essere ritrovato e letto da Rebecca, dodici anni dopo, successivamente alla perdita definitiva del suo amato Tommy. Un antico detto afferma che solo alla morte non esiste rimedio, ed è proprio questo che porta Rebecca alla disperazione dopo il triste evento che ha reso vana quella lunga attesa mirata Wombesclusivamente ad aspettare il giorno in cui le sarebbe stato possibile ricongiungersi al suo amato o, per dirla con Platone, alla sua metà dispersa. Ma è proprio vero che alla morte non c’è rimedio? Forse un tempo si, ma la (fanta)scienza ha iniziato a dettare nuove regole così che dare e togliere la vita non è più un singolo privilegio di “colui che tutto move per l’universo penetra, e risplende in una parte più o meno altrove”. La morte non potrà ancora essere sconfitta, ma sicuramente può essere combattuta ed ostacolata. Rebecca lo sa molto bene e nel momento in cui decide di entrare in contatto con il Dipartimento di Clonazione Genetica è ben consapevole del fatto che potrà riavere indietro il suo Tommy (“suo” adesso più che prima), l’unica cosa che occorre è un po’ di pazienza affinché Tommy sia cresciuto ed abbia riacquistato l’età perduta. Di nuovo, dunque, un “Ti aspetterò finché sarà necessario!” che non è più un bigliettino racchiuso in una scatola di fiammiferi ma un pensiero vivo, a tratti immorale, di una donna disposta a tutto pur di riavere indietro ciò che il destino beffardamente le ha sottratto.Womb
L’attesa è indubbiamente la chiave di lettura di “Womb” che assume i tratti di una scommessa contro il tempo ma senza alcun tipo di fretta. Tutto è finalizzato a quell’attimo, inevitabile ed unico, in cui Rebecca può finalmente ottenere ciò che ha desiderato per anni senza mai raggiungere a causa di un fato avverso. Non ha alcuna importanza giudicare quanta immoralità ci sia nella decisione di Rebecca a voler crescere nel proprio grembo il padre di suo figlio, ciò che conta è il ripristino e il raggiungimento di quel solo ideale che ha saputo trovare un senso all’intera esistenza di Rebecca e scaturito, per caso o per destino, in quel giorno in riva al mare quando ha incontrato per la prima volta il piccolo Tommy.
In “Womb” ogni cosa contribuisce ad alimentare ed evidenziare il tedioso senso di attesa, in Wombparticolare le suggestive location scelte per far da sfondo al dramma: paesaggi deserti bagnati dal mare e sovrastati da un cielo costantemente plumbeo che rende le giornate tutte uguali, tutte scandite da un silenzio spesso assordante in cui l’unico “rumore” è lo scrosciare imperterrito delle onde che si infrangono tutte nel medesimo modo sulla spiaggia. Il tempo passa e l’azione si dipana nel corso di molti anni, ma ogni cosa ci appare statica e nulla sembra essere soggetto al cambiamento eccetto Tommy, figlio di Rebecca. La sensazione è quella di vedere un dramma ambientato in un non-luogo, una sorta di limbo, in cui il tempo sembra essersi fermato e pronto a ripartire solo nel momento in cui sia stata ripristinata la situazione di partenza: Tommy adulto. A tal proposito non disturba affatto vedere Rebecca, interpretata da una magnifica e bravissima Eva Green, non invecchiare minimamente nonostante il trascorre di molti anni perché “Womb” è un film concettuale ancor prima che narrativo.
La regia dell’ungherese Benedek Fliegauf è molto asciutta, essenziale ed incline ad accentuare la staticità della situazione. Si affida ad un montaggio ridotto all’osso tendente a privilegiare spesso, nella migliore tradizione europea, campi lunghi affidanti ad inquadrature altrettanto lunghe. Magistrale l’utilizzo del silenzio come strumento Wombcomunicativo e che dona particolare intensità ad ogni singolo sguardo, ad ogni singolo gesto. Perché “Womb” è un dramma fantascientifico, ma prima di tutto questo è un film romantico e come tale emoziona più di molti film sentimentali che hanno lasciato il segno nella storia del cinema (il rincontro a tratti imbarazzato tra Rebecca e Tommy dopo dodici anni, il gioco sulla spiaggia tra Rebecca e suo figlio Tommy di nove anni, sono momenti che riescono indubbiamente a toccare delle corde sensibili nello spettatore).
Un film romantico, a sfondo drammatico, che riesce a generare un’allegra fusione tra classici temi cari ad un certo tipo di fantascienza (la clonazione), concetti filosofici e religiosi legati alla tematica della reincarnazione come strumento in divenire e persino concetti ereditati direttamente dalla mitologia greca.
Un film affascinante come pochi, emozionante e struggente al tempo stesso e capace di sfiorare il capolavoro se solo fosse finito un paio di minuti prima. Ad ogni modo, imperdibile.

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Tags.............................. womb, clonazione, eva green, incesto, concetto di attesa nel cinema, fantascienza minimale, low budget, bolero film

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