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The Butterfly Room - La Stanza delle Farfalle
Regia: J. Zarantonello- Nazione:ITA, USA - Anno: 2012- Autore: Roberto Giacomelli

Ann è una donna anziana e sola che passa le sue giornate dedicandosi al suo hobby, collezionare farfalle, che tiene gelosamente incorniciate ed esposte in una stanza in cui nessuno oltre a lei può entrare. Un giorno Ann conosce fortuitamente Alice, una ragazzina sola come lei che ha bisogno di una figura materna. Alice comincia a frequentare l’appartamento di Ann, inizialmente per prendere ripetizione di francese, ma poi comportandosi come una figlia, sotto il lauto compenso della donna. Il rapporto tra le due si fa sempre più morboso e quando Ann scopre che Alice si comporta allo stesso modo anche con altre donne, si scatena in lei una gelosia possessiva che la spinge all’omicidio.

L’horror è donna. Qualcuno potrebbe obiettare dicendo che questo genere cinematografico non ha sesso, ma se ci pensiamo bene, l’horror è fortemente ancorato all’universo femminile. Tradizionalmente i film horror hanno un pubblico che attira maggiormente gli uomini, così attenti a delineare e portare in scena personaggi femminili, spesso attraenti e pronti a mettere in mostra le proprie grazie. Non a caso esiste una vera e propria tradizione che elegge come caratteristica del genere le cosiddette “scream queens”, titolo nato a fine anni ’70 e inizio ’80 con il proliferare degli slasher movie americani ma La stanza delle farfalleascrivibile a praticamente tutta la storia del cinema horror, grazie alla periodica presenza di icone femminili che prestano corpo e volto a queste pellicole. L’horror è dunque donna, perché, a volte subliminalmente, cerca di attirare a se gli uomini, li seduce e li fa godere per quei canonici 90 minuti necessari a completare l’”amplesso” cinematografico.
Il regista italiano Jonathan Zarantonello, già conosciuto per “Medley: Brandelli di scuola” e “Uncut: Member only”, prende consapevolezza di questo dato e realizza con “The Butterfly Room – La stanza delle farfalle” un film fortemente ancorato alla tipologia di genere sessuale. Forte soprattutto di un cast di all stars legato proprio all’universo internazionale delle scream queens, Zarantonello realizza quella che la campagna pubblicitaria ha definito un “horror femminista” o, addirittura, un “horror mestruale”, puntando proprio su questo aspetto centrale dell’esplorazione della psiche (complessa) della donna e dell’attrazione che essa può avere per un pubblico maschile.
Tratto da un suo romanzo intitolato “Alice dalle 4 alle 5”, che nel 1999 era già stato cortometraggio, Zarantonello si avventura così nella costruzione a puzzle della mente lacerata dalla follia e dalla solitudine di Ann, questa signora anziana che ha La stanza delle farfallel’iconografico volto della mitica Barbara Steele, e così come la mente frantumata della donna ha bisogno di essere riordinata per fare chiarezza sul suo vissuto e sul suo comportamento, anche il film è costruito a incastri, tra presente e passato, tanto che solamente in maniera progressiva e giunti alla fine si riesce ad avere un quadro chiaro della vicenda. Forse è proprio il modo di raccontare la storia che però è il maggior limite di “The Butterfly Room”, il disordine che porta in scena e che si struttura con continui flashback – a volte distinguibili solo dalla presenza o meno dell’attrice Julia Putnam che interpreta Alice -, tende a porre una parete tra il film e lo spettatore, lasciando a volte da parte il coinvolgimento di chi guarda. Il soggetto è ottimo e anche originale, ma forse non è sviluppato nella sceneggiatura – opera dello stesso regista – nel migliore dei modi, risultando a tratti troppo diluito per adattarlo al lungometraggio, quando la sua natura da corto ne appare più consona.
Al di là di questo difetto narrativo/strutturale, “The Butterfly Room” appare come un’opera interessante e anomala nel panorama del cinema italiano di genere. Un film complesso che gioca costantemente con i ruoli del carnefice e della vittima, descrivendo con il personaggio di Ann un’inedita assassina che vuole solo essere una madre, cercando riscatto da una follia sopita che gliel’ha impedito. La stanza delle farfalle
Ottimamente confezionato, il film di Zarantonello si fa forte di questo cast da record che riunisce almeno 50 anni di cinema horror: oltre alla graditissima presenza di una Barbara Steele sempre brava nel ruolo della protagonista, abbiamo anche Heather Langenkamp (la Nancy Thompson di “Nightmare”), Ray Wise (il padre di Laura Palmer in “Twin Peaks” nonché vera icona del genere) e Erica Leerhsen (“Non aprite quella porta”, “Blair Witch 2: Il libro segreto delle streghe”; “Wrong Turn 2”). Ma in piccoli ruoli e cammei troviamo anche Camille Keaton (“Non violentate Jennifer”, “Cosa avete fatto a Solange?”), Adrienne King (“Venerdì 13”), P.J. Soles (“Halloween – La notte delle streghe”, “Carrie – Lo sguardo di Satana”) e perfino Joe Dante, che interpreta un tassista.
Insomma, un film assolutamente imperfetto ma sicuramente da vedere.
Voto arrotondato per eccesso.

Visiona il trailer di THE BUTTERFLY ROOM


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