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Extreme Jukebox
Regia: A. Bogo- Nazione:ITA - Anno: 2013- Autore: Roberto Giacomelli

In una città del nord Italia un serial killer che i media battezzano Naughty Rocky Boy sta mietendo vittime nell’ambiente della musica rock, colpendo musicisti e fan. Mentre la polizia indaga, il rocker in ascesa Jesse Cake è invece ossessionato dal mito di David Crystal, un musicista ormai morto da trent’anni che sembra aver lasciato come testamento un pezzo inedito inciso su un disco maledetto. Trovato il disco nella vecchia abitazione in cui Crystal passò i suoi ultimi giorni, Jesse lo ascolta per farsi ispirare dalla sua musica, scatenando così la presunta maledizione che implica il risveglio di un’anima dannata dall’aldilà. Naughty Rocky Boy sarà forse collegato al disco maledetto di David Crystal?

Al giorno d’oggi è raro trovare film horror che riescono a convivere con la commedia senza che quest’ultima prenda il sopravvento in maniera invadente su sangue e spaventi. A memoria si possono ascrivere a questa commistione tra generi il riuscito “Giovani diavoli” di Rodman Flender, l’ormai mitico “L’alba dei morti dementi” di Edgar Wright e il mediocre “Vacanze di sangue” di Jay Chandrasekhar ed è proprio alla struttura di quest’ultimo che somiglia (probabilmente involontariamente) “Extreme Jukebox”,Extreme Jukebox l’opera prima del genovese Alberto Bogo, un riuscito miscuglio tra horror-slasher e commedia rock. Ma al di là di paragoni con produzioni recenti, che in realtà si fatica a individuare vista la triste degenerazione che il mix tra horror e commedia ha trasformato nelle demenziali parodie della serie “… Movie”, “Extreme Jukebox” sembra piuttosto attingere alla gloriosa tradizione del cinema horror anni ’80, richiamato dal look dei personaggi, dall’estetica del film, dalla fantasia nella messa in scena degli omicidi e dalla primarietà del bodycount.
Non può che venire alla mente dello spettatore esperto il cult “Morte a 33 giri”, per via della centralità del disco maledetto, ma il film di Bogo prende poi una sua specifica identità che ne fa un’opera del tutto originale, tendente a mescolare con ironia sia i luoghi comuni del cinema horror (slasher in particolare), sia della musica rock, intesa sia come messa alla berlina di vizi e virtù di chi quella musica la fa, sia di chi la ascolta. Il risultato è divertente e divertito, il film è ricchissimo di trovare geniali che non si esauriscono al solo gusto citazionistico, ma anche alla costruzione di elaborate scene di omicidio che vedono Extreme Jukeboxcome armi d’offesa fantasiosi attrezzi musicali modificati per uccidere, come il microfono arpione e la chitarra-ascia.
Lo spirito follemente anarchico che si evince chiaramente dalla visione di “Extreme Jukebox” si estende anche a una destrutturazione narrativa della vicenda. Alberto Bogo e Andrea Lionetti (anche co-produttore) scrivono il film in maniera volutamente sgangherata, dividendolo in capitoli e costruendo un melting pot di situazioni disordinate che soffrono di un sovraffollamento di personaggi, che entrano e escono di scena repentinamente e disordinatamente.
Le vicende che interessano Naughty Rocky Boy e il disco maledetto sono costantemente legate tra loro e allo stesso tempo del tutto differenti, portando a una ironica tripartizione del serial killer e a una natura reale e soprannaturale dello stesso. A dimostrazione che l’assurdo svolgimento del plot è assolutamente voluto, ci sono alcune intelligenti trovate, come la scena del “funeral pool-party”, o alcuni dialoghi ben scritti e realmente divertenti come quelli che affollano le scene tratte dalle news di NTV (con tanto di ironici crawl subliminali) o il delirante monologo di David Crystal sul concetto di disco maledetto durante il viaggio onirico/psichedelico di Chloe.
Non mancano cammei di illustri personalità italiane della musica, come Pino Scotto, che interpreta il prete rock Don Zappa, e Terence Holler nella parte di un commentatore tv. Mentre le citazioni musicali Extreme Jukeboxdavvero si sprecano e coinvolgono perfino il look del killer che nella sua smorfia linguacciuta non può che richiamare Gene Simmons dei Kiss.
Piccola critica però va mossa al connubio sex & gore, imprescindibile per i film slasher anni ’80 e qui riproposto solo in parte. Qualche scena sanguinolenta c’è, ma sicuramente si poteva tranquillamente eccedere, vista l’impronta sopra le righe di tutto il film, mentre non si perdona la mancanza di scene sexy, elemento topico di questi film, accennato nell’introduzione ma poi del tutto abbandonato.
“Extreme Jukebox” è comunque un film indipendente realizzato davvero con pochissimo e per forza di cose si trascina alcuni dei limiti che queste minuscole produzioni hanno, a cominciare dalla recitazione. Se la cavano abbastanza bene il protagonista Alessio Cherubini e Maurizio Lastrico (che interpreta David Crystal), un po’ meno tutti gli altri. Va però segnalata nel cast la presenza di Guglielmo Favilla e Alex Lucchesi, simpatici volti ormai noti al panorama indie italiano di genere.
C’è da dire, comunque, che il budget ridicolo a disposizione è stato decisamente ben sfruttato e poi la colonna sonora è un piacere per le orecchie di ogni spettatore rocker.

Visiona il trailer di EXTREME JUKEBOX


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