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V/H/S (VHS)
Regia: Vari- Nazione:USA - Anno: 2012- Autore: Roberto Giacomelli

Un gruppo di teppisti si intrufola in una casa con il compito di recuperare una videocassetta, per la quale riceveranno del denaro. Con sorpresa, però, nell’abitazione troveranno una vera e propria collezione di vhs, così cominceranno a guardare i nastri per trovare quella che serve a loro. Sulle videocassette sono registrati dei filmini amatoriali che mostrano delle vicende terribili: tre amici in cerca di sesso rimorchiano una strana creatura, una coppia in vacanza è minacciata da una ragazza che s’intrufola di notte nella loro stanza di motel, quattro amici vanno a passare un pomeriggio al lago e vengono perseguitati da un killer invisibile, una ragazza documenta al fidanzato via skype le presenze che infestano la sua casa, quattro amici vanno in cerca di divertimento durante la notte di Halloween ma si imbattono in una setta dedita a sacrifici umani.

Sono due le tendenze particolarmente in voga nel cinema horror indipendente (o super low budget) odierno: i film ad episodi e i mockumentary. I primi, quando sono opere collettive, danno la possibilità di minimizzare i costi generali con la divisione produttiva di ogni episodio che, solitamente, è gestito da persone differenti; i secondi utilizzano il linguaggio “finto amatoriale” per abbattere per lo più i costi tecnici e far si che un paio di videocamere digitali e magari un iphone siano sufficienti a fare il film. Ecco, prendente queste VHSdue tendenze e unitele insieme in un film che è un mockumentary nella sua eccezione del found footage e allo stesso tempo un film ad episodi.
Fortemente voluto da Brad Miska, ovvero il responsabile del noto portale web dedicato all’informazione horror Bloody Disgusting, che ci ha messo i soldi in co-produzione e ne ha ideato il concept di base, “V/H/S” si presenta come una summa e allo stesso tempo affermazione del panorama horror underground americano attuale e per farlo celebra un formato – il vhs – che oltre a giustificare nella maggior parte dei casi la qualità tecnica dei cortometraggi, è anche una dichiarazione d’amore un po’ nostalgica a una passione per il cinema nata tra gli anni ’80 e ’90. Molti di voi che oggi viaggiano sui 30 anni, infatti, probabilmente hanno perso la verginità cinematografica proprio con le care, vecchie videocassette, ormai rimpiazzate da anni dai supporti digitali… ma è con l’analogico che hanno conosciuto i primi mostri e tifato per i primi boogeymen, cosa che sicuramente è accaduta al team di Miska, così da essere omaggiata in questo film.
In effetti il concept è brillante e la struttura a 5 episodi, tenuti insieme da una cornice, in questo modo funziona molto bene, meglio di altri filmVHS similari. Inoltre l’utilizzo della tecnica del found footage da una marcia in più all’opera complessiva, facendola apparire originale e al passo coi tempi, oltre che furba nel fare di necessità virtù. C’è da dire, però, che almeno in un’occasione, per la precisione nell’episodio della videochat, non è giustificato il riversamento in vhs, mostrando in parte la falla di un progetto che potrebbe dar così ragione a chi l’ha considerato anacronistico.
Ma veniamo agli episodi nello specifico.
Il segmento che fa da cornice è diretto da Adam Wingard, regista di “You’re Next” e “A Horrible Way to Die”, e si intitola “Tape 56”. Nulla di eccezionale, a dire il vero, e se escludiamo l’utilità narrativa che serve a legare tutti gli altri segmenti, si faticherebbe anche a riconoscergli qualsiasi merito nel film.
Ottimo invece quello che è il primo vero episodio, “Amateur Night” di David Bruckner, uno dei registi dell’apocalittico “The Signal”. In questo caso l’inquadratura è costantemente in soggettiva grazie alla videocamerina piazzata sugli occhiali di uno dei protagonisti, tre ragazzotti in cerca di piaceri forti e intenzionati a filmare un porno amatoriale all’insaputa delle partner. Ottima la gestione degli spazi e dei tempi, così come il connubio sesso e horror che avviene nel personaggio della VHSragazza/vittima interpretata da una bravissima Hannah Fierman, che si trasforma in sanguinaria carnefice, una creatura mostruosa e alata che si scatena nella stanza di motel dove sarebbe dovuta inconsapevolmente diventare la star del porno show. A conti fatti, “Amateur Night” è il migliore dei cinque.
Segue “Second Honeymoon” del reuccio dell’indie-horror a stelle e strisce Ti West, regista di “The Roost”, “The House of the Devil” e “Cabin Fever 2”. L’episodio, che non è altro che il filmino delle vacanze di una coppia in odore di crisi, ha qualche buon momento di inquietudine nelle incursioni notturne della stalker nella stanza dei protagonisti, ma si trascina lento e noioso per la maggior parte del tempo (è un filmino delle vacanze in piena regola!) e l’epilogo non soddisfa troppo, trasformano il tutto in un thriller alla “Bounce”.
Il terzo episodio, “Tuesday the 17th”, è semplicemente il peggiore, una roba che vorrebbe omaggiare in chiave mockumentary “Venerdì 13” (il titolo è esplicativo, a tal riguardo) ma risulta solo goffo, confuso e mal realizzato sotto tutti i punti di vista. I quattro ragazzi trucidati dal killer “intermittente” non convincono e anche il regista irlandese Glenn McQuaid, già artefice della commedia horror “I Sell the Dead”, non sembra affatto ispirato.
Meglio con l’episodio successivo, “The Sick Thing that Happened to Emily when She was Young” di Joe Swanberg, una storia di fantasmi che riesce a risultare inquietante in un paio di scene e si fa forte di un epilogo inaspettato. Swanberg, che recita anche da protagonista nel segmento di Ti West, punta sulla tecnologia ed è l’unico dei 5 episodi a VHSutilizzare internet. Oltre a creare il “problema” del supporto a cui si accennava su, questo episodio somiglia incredibilmente al contemporaneo “Paranormal Activity 4”, portandosi dietro per una serie di motivi un senso di déjà-vu fortissimo, a cominciare dalle figure dei bambini fantasma che ricordano molti film e perfino video spaventosi che circolano su internet. Convince a metà.
Molto bello è invece l’ultimo episodio, “10/31/98”, realizzato dal collettivo The Silence. Si parte da premesse risapute, come la festività di Halloween e un gruppo di ragazzi che vogliono far festa, ma quando si giunge alla parte horror, con una setta satanica e una casa infestata dal demonio con braccia che fuoriescono dal muro e oggetti che levitano, lo spettacolo è assicurato. Il ritmo forsennato della seconda parte è una scelta azzeccata, alcune situazioni spaventano e solo l’epilogo in sapore di leggenda metropolitana appare un po’ fuori luogo. Nel complesso è uno degli episodi migliori.
Tra alti e bassi, come accade per ogni film composto da più episodi, “V/H/S” può considerarsi un progetto nel complesso riuscito. Curioso e originale nel suo concept, ha forse il difetto di risultare troppo lungo (sfioriamo le 2 ore), con l’effetto stanchezza – dato sicuramente anche dalle riprese mosse – che a fine visione attanaglia lo spettatore.
Comunque da vedere.

Visiona il trailer di V/H/S


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Tags.............................. vhs, V/H/S, horror indipendente americano, horror a episodi, mockumentary a episodi, adam wingard, you're next, bloody disgusting

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