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V/H/S/2 (VHS 2)
Regia: Vari- Nazione:USA - Anno: 2013- Autore: Roberto Giacomelli

Due investigatori privati stanno indagando sulla scomparsa di uno studente. Dopo essersi intrufolati nella sua abitazione, trovano una moltitudine di videocassette. Così, mentre uno va ad esplorare la casa, l’altra comincia a guardare il contenuto dei VHS.
Primo VHS. Un uomo subisce un intervento chirurgico sperimentale in seguito a un incidente. Gli viene applicato un occhio bionico, ma oltre alla normale vista, l’uomo acquista anche la facoltà di percepire le presenze ultaterrene che lo circondano.
Secondo VHS. Un biker sta facendo un’escursione in un parco ma viene attaccato da quello che sembra essere a tutti gli effetti un morto vivente. Da quel momento il biker si trasforma a sua volta in uno zombi a caccia di carne viva.
Terzo VHS. Una troupe televisiva riesce a concordare un’intervista esclusiva in un palazzo in cui c’è la sede di una misteriosa setta indonesiana. Mentre il giornalista sta intervistando il guru della setta, nell’edificio si scatena letteralmente l’inferno.
Quarto VHS. Una ragazza, il fratellino, il ragazzo di lei e gli amici di lui stanno passando una nottata brava in casa. Nel bel mezzo di una festa improvvisata, accade qualche cosa di strano e inquietante: un blackout è seguito da fastidiosi rumori e strane figure si riescono a intrufolare nell’abitazione: un’invasione aliena è in atto!

Dopo il buon successo ottenuto da “V/H/S” nel 2012, grazie soprattutto al passa parola sul web, Brad Miska, boss del celebre portale web dedicato al cinema horror BloodyDisgusting.com, tenta la carta VHS 2del sequel. Stessa struttura ad episodi, stessa tecnica del mockumentary e un regista confermato, Adam Wingard, per un proseguo che per diverse ragioni riesce a superare il prototipo.
Quello del cinema a episodi e della tecnica del mockumentary sono diventati i territori prediletti del panorama horror low bodget e indipendente, dunque il proliferare in ogni dove di film di questo tipo sta ovviamente offuscando l’alone di novità che inizialmente ammantava queste produzioni sperimentali. La relativa “novità” che poteva star dietro a “V/H/S” è dunque scomparsa in questo secondo capitolo, vista anche la riproposizione in carta carbone in tutto e per tutto del film originario. Eppure in “V/H/S 2” si percepisce un miglioramento, un aggiustamento del tiro su alcune questioni che avevano convinto meno nel film precedente. Innanzitutto c’è una maggiore qualità generale degli episodi, che diventando quattro (più la cornice), rendendo più fluido e compatto l’intero film.
Si comincia allo stesso identico modo del precedente, ovvero con una cornice che possa giustificare e unire tra di loro le storie che vediamo. “Tape 49”, questo è il titolo, porta la firma di Simon Barrett, già autore degli script di “Dead Birds – La casa maledetta”, “Frankenfish – Pesci mutanti”, “You’re Next” e di un segmento del primo “V/H/S”. In questo VHS 2caso, pur non colpendo particolarmente per tecnica e inventiva, la cornice sembra avere una maggiore funzione narrativa all’interno dell’opera, cogliendo con maggiore efficacia la tradizione del mockumentary di matrice soprannaturale.
Il primo episodio, “Phase 1: Clinical Trails” è il peggiore del quartetto dal momento che ricorda in maniera sospetta un episodio della prima stagione del serial antologico “Black Mirror”, che a sua volta ricordava in maniera altrettanto sospetta l’episodio diretto da Tobe Hooper di “Body Bags”. A dirigerlo c’è Adam Wingard, regista di “You’re Next”, che possiede giusto la buona intuizione di giustificare il POV mostrandolo proprio come innaturale video soggettiva dell’occhio bionico del protagonista, che tra l’altro è interpretato dallo stesso regista. Per il resto, si abbonda in presenze fantasmatiche dentro casa che ricordano troppo mille altri film visti negli ultimi anni, non riuscendo mai ne a spaventare ne a coinvolgere.
Il secondo episodio, “A Ride in the Park”, porta invece la firma di Eduardo Sànchez, celebre per essere parte del duo di “The Blair Witch Project” e per aver diretto i notevoli “Altered” e “Lovely VHS 2Molly”. Questo episodio è molto interessante perché riesce a trovare un punto di vista interessante sulla stra-abusata tematica degli zombi. La novità dov’è? Mostrare tutto il film dalla soggettiva di uno zombi! O meglio, di un poveraccio che viene attaccato da uno zombi, muore e resuscita, trasformandosi in un morto vivente a sua volta. Seguiamo il protagonista nel suo frenetico girovagare e nella sua caccia, che culmina in un vero bagno di sangue. Innovativo e divertente.
Il terzo episodio, “Safe Haven”, è il vero colpo di fulmine del film. Al timone abbiamo l’inglese Gareth Evans, passato alla ribalta con lo stupefacente action indonesiano “The Raid”, con il quale questo episodio di “V/H/S 2” ha diversi punti di contatto. Anche qui tutta l’azione si svolge in un condominio, ma stavolta non abbiamo un vespaio di criminali esperti di arti marziali, bensì una setta che gioca con il Diavolo e che cova al suo interno demoni mostruosi e sanguinari. Questo episodio, che è anche il più lungo dei quattro, ha un’azione frenetica che ne rende ben riconoscibile la mano di Evans e riesce a precipitare nel delirio più totale, con creature mostruose e splatter a livelli incredibilmente alti, con persone che esplodono e smembramenti. Da solo vale l’intero film!
Per concludere c’è un altro episodio meritevole, VHS 2“Slumber Party Alien Abduction”, di Jason Eisener, ovvero il regista del folle “Hobo with a Shotgun”. Qui si unisce l’horror adolescenziale con il film sui rapimenti alieni con una rara efficacia che porta a momenti davvero ricchi di tensione. Anche qui il ritmo è frenetico, con una prima parte incentrata sulle bravate dei ragazzini che festeggiano dentro casa e una seconda con la venuta di inquietanti “grigi” che sono preannunciati da un fastidioso boato. La novità maggiore sta nella soggettiva, che è quella del cagnolino di casa, su cui uno dei ragazzi ha montato a inizio film una videocamerina. Niente male davvero!
Insomma, “V/H/S 2” è un sequel di qualità, ha il limite di riproporre nel medesimo modo le idee che erano già dietro il primo film, però allo stesso tempo riesce a raddrizzare il tiro con maggior compattezza e una più alta qualità generale degli episodi… poi c’è quello firmato da Evans che da solo rende questo film assolutamente consigliabile.
Aggiungete mezza zucca.

Visiona il trailer di VHS 2


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