NEWS

H.M.D.B. |

DVD |

RUBRICHE |

SHOP |

FORUM |

VIDEOS |
: HMDB - HORROR MOVIE DATABASE  - il Primo Database Italiano di Film Horror :
Seleziona un criterio di ricerca..

Frankenstein's Army
Regia: R. Raaphorst- Nazione:Paesi Bassi - Anno: 2013- Autore: Roberto Giacomelli

Nel bel mezzo della seconda guerra mondiale, un gruppo di soldati russi riceve un segnale di SOS da parte di alcuni Alleati. In marcia verso le campagne da cui proviene la richiesta di soccorso, i soldati, accompagnati dal cronista cinematografico Dimitri, che sta facendo un documentario sulle loro gesta, si imbattono in un vero e proprio cimitero a cielo aperto. Tutti i soldati sono stati massacrati e, a far loro compagnia, c’è uno strano cadavere che presenta delle protesi meccaniche. Ben presto, i nostri “eroi” si rendono conto che la zona è infestata da nerboruti super-soldati creati dal Terzo Reich impiegando cadaveri potenziati con innesti meccanici e dietro questo folle progetto c’è addirittura il Dott. Frankenstein!

A dimostrazione che l’horror non ha confini, neanche geografici, arriva un horror low-budget dai Paesi Bassi, terra che raramente vediamo legata al cinema dell’orrore. Se escludiamo “La vestale di Satana” del 1971, i film dell’olandese Dick Mass, come “L’ascensore”, “Amsterdamned” e “Saint”, o il piccolo caso “Calvaire” del belga Fabrice Du Welz, non abbiamo molti esempi di horror appartenenti alla cinematografia di quei luoghi. Ad impolpare tale filmografia ci pensa ora Richard Raaphorst, olandese con un passato da tecnico per il regista Paul Frankenstein's ArmyVerhoeven e un corposo curriculum di collaborazioni con la Fantastic Factory per film di Brian Yuzna, Stuart Gordon e Jaume Balaguerò. Qui Raaphorst, al suo esordio con un lungometraggio dopo aver curato la regia di diversi corti, si impegna con “Frankenstein’s Army” anche in veste di sceneggiatore, produttore e creatore degli effetti speciali, in particolare nel design delle numerose creature che affollano il film. E sono proprio gli strani esseri bio-meccanici l’anima pulsante di “Frankenstein’s Army”, uno strambo e succulento horror-splatter che ha almeno 2 preziose frecce al suo arco.
Prima cosa, come si diceva, i mostri. Gli organismi bio-meccanici che compaiono nel film di Raaphorst sono davvero ben ideati e ottimamente realizzati, dei cadaveri ambulanti con innesti robotici – sagacemente battezzati Zombot – che oltre a riproporre con una certa efficacia un’idea di vintage bellico (e cinematografico) anni 40, in alcuni casi risultano anche spaventosi. C’è lo zombot più smaccatamente Frankenstein's Armyrobotico, che sembra uscito dalla locandina di un vecchio film di fantascienza in b/n, e quello che richiama la pesante immagine del sommozzatore di un tempo, come i Big Daddy del videogame “BioShock”, poi ci sono quelli putrescenti e più simili a morti viventi, così come la tradizione cinematografica ce li ha restituiti, e quelli legati all’immagine del soldato tedesco, che spesso possiede armi innestate negli arti. Insomma, la fantasia con cui Raaphorst si è sbizzarrito per creare i suoi mostri ha del lodevole.
Altro dato rilevante di “Frankenstein’s Army” è l’utilizzo della tecnica mockumetary del found footage… eh si, perché anche Raaphorst – forse per abbattere i costi o forse per cavalcare la moda del momento (o per entrambe le ragioni!) – ha realizzato il suo film con questa fin troppo abusata tecnica. Ma il risultato è vincente perché, paradossalmente, originale! Un mockumentary in costume, nel pieno della guerra, con morti viventi meccanici e sbudellamenti vari, davvero non si era mai visto prima. E seppure realizzare un mockumentary pensando alla tecnologia dell’epoca sia praticamente da pazzi, andando in contro a tutta una serie di incongruenze e inverosimiglianze, alla fine il gioco funziona. Visivamente parlando, il film è sporco e Frankenstein's Armyadeguatamente invecchiato in post-produzione per simulare la pellicola, con bruciature, graffi e quant’altro e lo spettatore avrà un costante sorriso sulle labbra nell’assistere a una tale stramberia che sembra animata da un’idea tanto realmente folle quanto geniale.
Se c’è una cosa che invece in “Frankenstein’s Army” non convince è la scelta di come chiudere il film. I mockumentary hanno spesso il difetto di finire bruscamente, frettolosamente, ma nel film di Raaphorst c’è una strana progressione del ritmo e degli eventi che cozza con le aspettative dello spettatore. “Frankenstein’s Army” ha un ritmo indiavolato ed è pieno di scene madri, con continui climax; il finale, invece, che concettualmente è ottimo, appare confuso nell’ideazione e quasi mozzo, mostrandoci un crescendo di situazioni che trovano uno sbocco stranamente privativo, quasi che fossero praticamente finiti i mezzi per realizzare un epilogo degnamente spettacolare.
Titolo di pregio, questo “Frankenstein’s Army”, inventivo e originale, capace di fare di necessità virtù e di fornirci, finalmente, un buon motivo per non sbuffare ancora una volta di fronte a un found footage.
Distribuito in Italia direttamente in home video da Indie Pictures.

Visiona il trailer di FRANKENSTEIN'S ARMY


Votazione:  |  Registrati al forum e commenta la recensione

Tags.............................. frankenstein's army, dottor frankenstein, zombot, zombi meccanici, zombi nazisti, horror belga, richard raaphorst, recensione, indie pictures

*Inserisci La Tua e-mail               
*Inserisci la e-mail del destinatario