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The Perfect Husband
Regia: L. Pavetto- Nazione:ITA - Anno: 2014- Autore: Vincenzo de Divitiis

Viola e Nicola, una giovane coppia da poco sposata, decidono di passare un fine settimana spensierato in una tranquilla casa di campagna, lasciata libera dai parenti di lui. Nelle intenzioni, questo weekend deve servire per permettere ai due di superare una crisi provocata da un terribile evento che li ha sconvolti pochi mesi prima, ossia la morte prematura del loro figlio. Un tragico imprevisto che ha sconvolto soprattutto la donna che trova difficoltà nel relazionarsi con il compagno non solo verbalmente ma anche dal punto di vista sessuale. Le buone premesse, però, vengono spazzate via nel momento in cui la gelosia prende il sopravvento ed il soggiorno si trasforma in una spirale di sangue e violenza la cui causa sfugge ad ogni tipo di logica e previsione.

Negli ultimi anni i telegiornali e i quotidiani sono sempre più invasi di notizie riguardanti stragi familiari, autentici massacri avvenuti tra le mura domestiche che da nido d'affetto e protezione si trasformano in luoghi funesti e macabri. Tutto ciò può essere letto come la diretta conseguenza di una realtà quotidiana frenetica, dominata dall'isteria collettiva nella quale anche i valori più radicati in essa sono messi in discussione, su tutte il rapporto The Perfect Husbandmatrimoniale e l'istituzione della famiglia. Una visione del mondo a cui il cinema non è rimasto insensibile fin dagli Settanta, se si pensa a registi come Tobe Hooper e, più nello specifico, Wes Craven che hanno basato molto della loro filmografia sull'idea del nucleo familiare come origine di morte e repressione. Queste sono state le fonti d’ispirazione per Lucas Pavetto, giovane regista argentino di nascita ma italiano d'adozione, quando nel 2011 realizzò un brillante mediometraggio dal titolo “Il marito perfetto”, insignito di numerosi premi anche a livello internazionale. Un discreto successo che l’ha spinto, tre anni dopo, a realizzarne un remake sotto forma di lungometraggio dal titolo americaneggiante, “The Perfect Husband”. L'opera, vincitrice del premio “Mario Bava” come migliore opera prima all'ultima edizione del Fantafestival, rappresenta un esordio alla regia di un lungo positivo per il giovane autore il quale evidenzia uno stile crudo e diretto ma al tempo stesso capace di virtuosismi tecnici di grosso spessore, che fa sì che il prodotto risulti fruibile ad un pubblico più variegato e non solo alla ristretta cerchia di appassionati del genere.
Pavetto dimostra di non amare i preamboli e subito ci presenta una coppia in crisi e con grosse difficoltà di dialogo. I due si controllano a vicenda e si nascondono oggetti, quasi a testimoniare una mancanza di fiducia che The Perfect Husbandrappresenterà il fil rouge dell'intreccio. Sono solo le premesse di una tensione latente che, come in un crescendo rossiniano, sale di tono minuto dopo minuto e si rivela palpabile nell'aria fin dal surreale e nervoso viaggio in macchina, specchio di un disagio ormai evidente fra i due. Disagio che ben presto si traduce in una violenza mostrata senza filtri, alla maniera dei torture porn contemporanei, anche grazie all'ausilio degli effetti speciali dalla Special Makeup Studio di Mauro Fabriczky, realizzati con cura e capaci di trasmettere un realismo ai limiti del disturbante. Sulla scena, infatti, si alternano effetti splatter cruenti, tra cui occhi squartati e braccia amputate, che richiamano alla mente i sanguinosi e spietati horror anni Ottanta. Ma la bravura di Pavetto è quella di non condensare la tensione esclusivamente nell'ultima mezz'ora del film ed evitare che la prima parte si trasformi in un insieme di tempi morti e dialoghi inutili e banali. Le sequenze più significative, in tale direzione, sono quelle che vedono la donna aggirarsi spaventata tra i ruderi di un paesino abbandonato e nel bosco, in cui è possibile notare una forte influenza di Argento nella finta The Perfect Husbandsoggettiva di una presunta entità soprannaturale e i primissimi piani di insetti. Anche il comparto tecnico si dimostra all'altezza della situazione con una colonna sonora perfetta nel viaggiare a tempo con i ritmi della storia e l'ottima fotografia di Davide Manca che alterna le tonalità calde e rassicuranti della casa a quelle più fredde e disturbanti degli esterni. La scelta del cast si rivela pienamente azzeccata con Gabriella Wright e Bret Roberts ben calati nelle loro parti e bravissimi nell'incarnare il ruolo di cacciatore e vittima designata. L'unica sbavatura va rintracciata nella figura del Ranger (interpretato da Carl Wharton) il cui inserimento va ad intaccare il carattere intimista del plot e sembra essere un semplice pretesto per dar vita ad una sequenza di morte in più.
Volendo tirare le somme, “The Perfect Husband” è un lavoro che rivela le capacità del regista di unire due diverse anime dell'horror: quella tendente al splatter e quella più autoriale.

The Perfect Husband


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Tags.............................. the perfect husband, lucas pavetto, lungometraggio, premio mario bava, fantafestival 2014

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