NEWS

H.M.D.B. |

DVD |

RUBRICHE |

SHOP |

FORUM |

VIDEOS |
: HMDB - HORROR MOVIE DATABASE  - il Primo Database Italiano di Film Horror :
Seleziona un criterio di ricerca..

Frankenstein
Regia: B. Rose- Nazione:USA - Anno: 2015- Autore: Vincenzo De Divitiis

Viktor ed Elizabeth Frankenstein sono due scienziati che, all’interno di un laboratorio della periferia di Los Angeles, coltivano il loro sogno di creare dal nulla una vita umana attraverso un’avveniristica tecnica di creazione di organi e cellule vive che si serve di una bio-stampante 3D. Anni e anni di esperimenti vedono il giusto coronamento con la nascita del primo uomo creato dal team di studiosi, battezzato con il nome di Adam. La Creatura, dall’aspetto docile e il viso dai tratti delicati, si comporta come un neonato e stringe subito un rapporto molto stretto con Elizabeth che è la prima a nutrirlo con il latte, proprio come si fa con i bambini piccoli. Tutto sembra procedere secondo i piani fino a quando Viktor e i suoi collaboratori scoprono che Adam presenta alcune macchie e pustole sul collo che sono soltanto i primi sintomi di un tumore e di un arresto cardiaco. Il gruppo di scienziati decide così, a malincuore, di abbattere la Creatura che però riesce a liberarsi e ad uscire dal laboratorio, trovandosi ad affrontare da solo la realtà di un mondo circostante irto di pericoli e insidie e non ancora pronto ad accettare chi è diverso.

Quando ci si accinge a scrivere una recensione, o un qualsiasi altro tipo di articolo, su un film riguardante il mito di “Frankenstein”, il rischio in agguato più grande e frequente è quello di ripetere cose già dette centinaia di volte o, peggio ancora, cadere in banalità e frasi di circostanza. Ci si potrebbe, infatti, soffermare sulla figura della giovanissima autrice Mary Shelley e sulla folle nottata tempestosa in quel di Ginevra che ha portato alla scrittura del romanzo, circostanza efficacemente raccontata in “Gothic” di Ken Russell; oppure, altro esercizio ridondante sarebbe stilare la solita infinita lista di trasposizioni filmiche che hanno conferito al mostro il look con il quale è entrato nell’imaginario collettivo, a partire da quella del 1931 di James Whale con Boris Karloff.frank Ma per questa volta è opportuno risparmiare questi preamboli e soffermarsi subito su questo “Frankenstein” di Bernard Rose il quale, dopo anni di assenza dal mondo dell’horror (in passato si era segnalato soprattutto con “Candyman – terrore dietro lo specchio”), si cimenta in un adattamento in chiave moderna di una delle storie più sfruttate dal mondo del cinema e che proprio per questo non sembrava più in grado di proporre niente di nuovo di quello che era già stato detto. E invece il lavoro del regista inglese, pur tra qualche difetto, si rivela innovativo, ricco di spunti di riflessione e, soprattutto, capace di trasmettere quella forte tensione emotiva insita in un personaggio destinato a non essere accettato dal mondo circostante e a distruggere tutto ciò che ama.
L’impronta fresca e innovativa decisa da Rose appare evidente fin dai primi fotogrammi con la voce narrante del mostro che inizia ad esternare lo stato d’animo del protagonista che, contrariamente a quanto dettato dalla tradizione, non è più Viktor, ma la sua Creatura mostrata in tutte le sue debolezze e il suo stupore e ingenuità di un essere dalla coscienza di un neonato. frank Una trovata che permette di dare il via ad un lungo viaggio in cui Adam scopre un mondo esterno fatto di personaggi quasi tutti negativi che vanno dal poliziotto corrotto e violento alla gente del posto che lo aggredisce e lo accusa di aver annegato una bambina, passando per il musicista cieco che diventa suo amico solo per sfruttarlo come bastone a cui appoggiarsi per orientarsi meglio durante il suo peregrinare a caccia di elemosina. E poi c’è la prostituta, presentatagli dallo stesso mendicante cieco, la quale sfugge impaurita dall’aspetto del mostro che si avvicina a lei per consumare l’atto sessuale, alla stessa maniera di Elsa Lanchester ne “La moglie di Frankenstein” di James Whale. Ovviamente Rose non dimentica che la storia di Frankenstein è principalmente un horror e inserisce diverse sequenze dalla fortissima vena splatter, su tutte la fuga dal laboratorio che culmina con l’aggressione ad un medico il cui cranio viene aperto e il cervello fatto a pezzettini. Notevole anche il look underground del mostro con un cappuccio che fa tanto teppista di strada e un viso sfregiato e lacerato davvero inquietante come deve essere la creatura di Viktor.
Purtroppo “Frankenstein” non è privo di difetti tutti ravvisabili in una sceneggiatura che colloca troppo sullo sfondo gli altri personaggi e presenta qualche buco di troppo; l’esempio più significativo è la scena in cui Adam passa davanti ad una macchina della polizia senza essere notato mentre il giorno precedente sembrava essere il ricercato numero uno di Los Angeles.frankAl netto di questi passaggi a vuoto, tuttavia, il film è nel complesso ben riuscito anche grazie all’apporto di uno Xavier Samuel convincente nel ruolo del mostro e bravissimo a reggere la scena quasi da solo visto che il resto dei personaggi, come detto, fungono quasi da semplice contorno o poco altro.
Il giudizio, in conclusione è decisamente positivo e tre zucche piene sono più che meritate anche tenendo conto dello scarso budget a disposizione.

Visiona il trailer di FRANKENSTEIN




Votazione:  |  Registrati al forum e commenta la recensione

Tags.............................. bernard rose, frankenstein, james whale, xavier samuel, boris karloff, viktor, mostro, mary shelley

*Inserisci La Tua e-mail               
*Inserisci la e-mail del destinatario