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The Boy
Regia: W. B. Bell- Nazione:USA - Anno: 2016- Autore: Vincenzo De Divitiis

Reduce da una tormentata relazione con un uomo violento e ossessivo, la giovane americana Greta Evans intende lasciarsi alle spalle il burrascoso passato e decide così di abbandonare il Montana per accettare un incarico in Inghilterra offerto dagli Heelshire, un’anziana coppia dell’aristocrazia britannica. Il lavoro è molto semplice: trasferirsi nella enorme villa di famiglia situata nella sperduta campagna inglese e accudire il loro figlioletto Brahms. Tutto nella norma insomma se non fosse per il fatto che i due coniugi hanno un aspetto sinistro e ambiguo e, soprattutto, il loro figlio non è un bambino come gli altri, bensì una bambola dai tratti somatici molto simili a quelli umani. La situazione peggiora nel momento in cui la giovane americana non rispetta le regole lasciate dalla signora Heelshire per rendere contento Brahms, dando così il via ad una serie di eventi sinistri all’interno della casa. Ha così inizio una contorta e avvincente vicenda che vede Greta affiancata dall’avvenente Malcolm, il ragazzo che fa le consegne alimentari nella villa.

Tutto si può dire di William Brent Bell, tranne che il suo sia un talento naturale, uno di quelli precoci ed evidenti fin dalle prime opere. Il regista americano, al contrario, ha coltivato negli anni le sua abilità e sta migliorando film dopo film, non senza pagare lo scotto dell’inesperienza come accadde con il modesto ed acerbo “Stay Alive”. Dal film del 2006 in poi tuttavia Bell ne ha fatta di strada e sono arrivati due titoli di successo non di poco conto come “L’altra faccia del diavolo”, horror demoniaco found footage piuttosto mediocre ma dal grande riscontro al botteghino, e “La metamorfosi del male” nel quale la maturazione artistica di Bell mostratheboy considerevoli passi in avanti e anche una propensione a confrontarsi con filoni differenti del genere. Propensione resa ancora più netta con “The Boy”, la cui storia sembra essere un chiaro omaggio alle ghost story vecchio stampo con al centro della scena una delle figure più sfruttate dall’horror e capaci di trasmettere sempre tanta suggestione e inquietudine: la bambola di porcellana. Ma se con “The Boy” vi aspettate un film sulle bambole maledette/assassine in piena regola, rimarrete delusi. Dimenticate Chucky de “La bambola assassina” e tutti i suoi derivati e toglietevi dalla testa i malefici giocattoli di “Puppet Masters”, “Dolls” e “Demonic Toys”; in questa pellicola il bambolotto è soltanto uno specchietto per le allodole in una storia sorprendente nella quale niente è come sembra.
La prima parte, a volerla dire tutta, non incoraggia molto a proseguire la visione in quanto Bell sembra limitarsi a svolgere il compitino con l’inserimento di tutti gli elementi tipici degli horror classici, quelli dalla atmosfere gotiche e cadenti: la magione di campagna dai mobili antichi e irta di passaggi segreti, la coppia di anziani aristocratici decaduti e i soliti artifizi per creare la tensione quali scricchiolii di pavimento, voci in lontananza e aperture improvvise di porte. theboy Un insieme che, unito a ritmi a tratti molto lenti, rendono la storia prevedibile e mettono il pubblico nella scomoda posizione di chi riesce a trovarsi sempre un passo in avanti rispetto agli eventi. Per fortuna “The Boy” non è solo questo e la sceneggiatura, scritta da Stacy Menear, trova lo spunto vincente per dar vita ad un colpo di scena utile a dare il via ad una seconda parte dalle dinamiche molto simili agli slasher movie in cui le certezze costruite in precedenza vengono spazzate via, i ritmi diventano vertiginosi ed aumenta anche la dose di azione. Interessante anche il modo in cui viene affrontato il personaggio di Greta, interpretata dalla star di “The Walking Dead” Lauren Cohan, tutto improntato sulla perdita del figlio in grembo e conseguente desiderio di maternità che trova risvolto nel rapporto di odio/amore con il bambolotto Brahms. theboy Peccato che lo stesso non accada con il resto dei personaggi, Malcolm su tutti, relegati al ruolo di semplici pedine funzionali soltanto allo sviluppo della trama e poco altro; ne risentono e non poco anche le interpretazioni dei vari Rupert Evans, Ben Robson e del duo Jim Norton – Diana Hadcastle, quest’ultimi nei panni dei misteriosi ed inquietanti coniugi Heelshire.
“The Boy” è a conti fatti un film riuscito per gran parte e segna un ulteriore passo in avanti per un regista in crescita e capace di svariare da un registro stilistico all’altro con disinvoltura e senza affanno.

Visiona il trailer di THE BOY





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Tags.............................. the boy, william brent bell, bambola,ghost story

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