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Somnia
Regia: M. Flanagan- Nazione:USA - Anno: 2016- Autore: Vincenzo De Divitiis

Jessie e Mark Hobson sono una giovane coppia piombata in una profonda crisi a seguito della tragica morte del loro figlio Sean. Per dare una sterzata al rapporto, i due decidono di adottare un bambino con la convinzione che tale gesto possa essere d’aiuto per superare il trauma. Arriva così in casa il piccolo Cody, un ragazzino sensibile, dall’intelligenza spiccata e dotato di una qualità fuori dal comune che lo porta ad avere paura di addormentarsi: i suoi sogni infatti diventano realtà e coinvolgono anche le persone che lo circondano. I poteri di Cody riescono a far materializzare farfalle prima e addirittura il piccolo Sean poi con i genitori che riescono a riabbracciare, seppur per pochi istanti, il proprio figlio. Tutto bello fin quando Jessie e Mark non scoprono che tutto ciò non riguarda soltanto i sogni, ma anche gli incubi e l’inquietante presenza, chiamata da Cody “Uomo cancro”, che alberga nella mente del piccolo protagonista. La mamma adottiva, spinta da un legame affettivo ormai forte nei confronti di Cody, decide di indagare sul passato familiare del bambino per scoprire l’origine dei mostri creati dalla sua mente.

Mike Flanagan è uno di quei registi il cui stile, che piaccia o no, è ormai consolidato e riconoscibile in quanto si basa sulla riproposizione di stilemi tipici del filone riadattati per storie il cui fulcro centrale non è più caratterizzato soltanto dalla continua ricerca del facile spavento, ma anche dall’attenzione rivolta alle psicologie dei personaggi e i loro conflitti interiori. È stato così in “Oculus”, dove uno specchio diventa il mezzo per snocciolare un dramma familiare, ed accade la stessa cosa anche in “Somnia”, nuovo lavoro dell’autore statunitense, nel quale somnia Flanagan ripropone due mondi carissimi al genere, quello onirico e quello infantile, per dare corpo ad una storia carica di tensione, paura e tenerezza immersi in atmosfere a metà tra il fantasy e l’horror puro. Un’idea tanto ambiziosa quanto di non facile trasposizione che riesce solo a metà per via di un plot che, seppur retto da una sceneggiatura più che solida, dimentica in alcuni punti il suo obiettivo principale e cioè quello di trasmettere inquietudine.
Con più di una strizzata d’occhio a film come “Babadook” e ai titoli prodotti da Guillermo del Toro, “Somnia” non intende essere un horror convenzionale e si focalizza sull’elaborazione del lutto, inteso sia dal punto di vista infantile che adulto. Risulta infatti interessante il modo in cui Flanagan, che del film è anche sceneggiatore insieme a Jeff Howard, descrive le dinamiche di una coppia divisa da due modi completamente opposti, e anche tipici di tale situazione, di assorbire la perdita del figlio: da un lato abbiamo una persona più razionale, Mark, e capace di provare a ricominciare una nuova vita con il figlio adottivo; dall’altro, al contrario, Jessie non ha mai superato il trauma e ogni volta che si reca vicino la vasca da bagno rivive ogni istante della morte di Sean. somnia Lo stesso processo avviene all’interno del piccolo Cody, il quale vive il contrasto fra il mondo dei sogni che lo fa ripiombare nell’incubo della morte della mamma e la realtà che invece lo costringe ad affrontare nuove esperienze e ad aver paura di dormire. Il risultato è una storia, specie nella prima parte, molto drammatica, intensa nel trasmettere emozioni e piuttosto efficace nel tenere sulle spine uno spettatore che entra in empatia con i personaggi e i loro stati d’animo.
I problemi del film, tuttavia, emergono in tutta la loro evidenza nella seconda metà quando la scorza da horror psicologico lascia spazio ad un intreccio convenzionale e ciò non fa altro che evidenziare tutti i limiti di Flanagan quando si tratta di costruire atmosfere di tensione e paura. “Somnia” si dimostra un horror poco incisivo, blando e finanche il boogeyman della situazione,“l’uomo cancro”, è una figura poco inquietante, solo in parte riscattata dal suo significato emotivo spiegato in un finale melenso, caricato di eccessivi sentimentalismi e quasi da lacrimuccia. somnia
Se la parte drammatica appare solida e ben congegnata il merito va anche ascritto ad un cast nel quale, eccezion fatta per l’interpretazione impalpabile di Thomas Jane nei panni di Mark, i veri mattatori sono il giovanissimo e bravissimo Jacob Tremblay e Kate Bosworth, abilissima a reggere la scena in diversi momenti.
“Somnia”, in conclusione, rappresenta un notevole passo in avanti per Flanagan il quale però deve ancora trovare il giusto compromesso tra una storia ben scritta e le dinamiche da film horror puro. Voto arrotondato per eccesso.

Visiona il trailer di SOMNIA




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Tags.............................. somnia, flanagn, oculus,del toro, incubi

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