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Morgan
Regia: L. Scott- Nazione:USA - Anno: 2016- Autore: Vincenzo De Divitiis

All’interno di uno stabilimento scientifico la dottoressa Kathy Grieff è seduta ad un tavolo per effettuare un colloquio con una strana ragazzina incappucciata la quale, mente si parla delle libere uscite, aggredisce la donna colpendola ad un occhio con diversi colpi di arma da taglio. A seguito dell’incidente viene inviata sul posto Lee Weaters, esperte nella valutazione dei rischi, per controllare la situazione e lo stato degli esperimenti per conto dell’azienda che finanzia i lavori. Morgan, infatti, non è una ragazzina come le altre ma, come spiega il suo “padre scientifico” il dottor Ziegler, è stata creata a partire da DNA sintetico e non è stata progettata per provare alcun tipo di emozioni e sentimenti. Quando però uno psicologo la punzecchia e la aggredisce verbalmente durante il colloquio valutativo, Morgan risveglia il sistema nervoso ed emotivo sopito e da qual momento in poi inizia a mettere in atto una feroce vendetta che si concretizza in una lunga serie di omicidi e una lotta serrata con la stessa Lee Weaters che in realtà mostra doti insospettabili visto il suo aspetto.

La storia del cinema è costellata di figli d’arte che cercano di ripercorrere, in qualsiasi veste, le orme dei padri con risultati a volte ottimi, se non superiori, e altre meno incoraggianti per non dire scadenti. A questa lunga lista si iscrive Luke Scott, figlio del ben più famoso Ridley, il quale, dopo una carriera per la verità non molto ricca con all’attivo appena un corto e un episodio dell’ormai datata serie televisiva “The Hunger”, decide di fare il suo esordio alla regia di un lungometraggio cimentandosi nel genere più caro al padre: la fantascienza. morgan Il suo “Morgan” infatti, è un film di fantascienza che tuttavia si contamina con qualche sfumatura di horror e persino action in alcuni punti. Ciò che ne viene fuori, però, è un autentico minestrone, una pellicola molto pasticciata, dai ritmi lenti e soporiferi e poco avvincente non solo per gli appassionati del genere, ma anche per gli spettatori occasionali che di solito si accontentano di poco per divertirsi e gustarsi un po’ di spettacolo dozzinale.
Le parole novità e voglia di osare non sembrano essere presenti all’interno del vocabolario di Scott il quale sceglie di solcare strade sicure e muoversi all’interno di quella lunga tradizione che, da “Frankenstein” in poi, vede come protagonista una creatura creata dal niente in laboratorio e che poi si ribella al proprio padrone seminando morte e distruzione. Il mostro in questione è una bambina il cui aspetto, va detto, è certamente inquietante grazie ad un cappuccio che lascia soltanto intravedere il male e la voglia di vendetta che covano dentro il suo sguardo di ghiaccio, proprio di chi non è in grado di provare emozioni. morgan Il grande problema è che tutta la prima metà del film, giocata per intero sull’attesa che Morgan scateni l’inferno, più che diventare un accumulo di tensione e suspense, si rivela a conti fatti una stucchevole e inutile presentazione dei personaggi, degli ambienti interni (addirittura la cucina viene mostrata con cura) e spiegazioni di carattere scientifico poco chiare e superficiali.
A questa prima metà piuttosto deludente fa poi da contraltare una seconda solo in parte dai ritmi più pimpanti grazie ad una vena horror presente soprattutto nella sequenza della conversazione fra Morgan e lo psicologo. In questa scena, infatti, il senso d’ansia trasmesso dai toni minacciosi dell’uomo e il fare aggressivo della bambina spaventa lo spettatore e lo rende partecipe della storia al punto fino alla conseguente aggressione che rappresenta forse uno dei momenti più riusciti del film di Scott. Rimane un fuoco di paglia, tuttavia, perché con il passare dei minuti il plot si appiattisce nuovamente, allineandosi su binari più vicini agli action movie, proponendo un ricettacolo di cose già viste e culminando in un finale telefonato e poco credibile. morgan
Tra le poche note liete possiamo comunque annoverare la scelta del cast, su tutti una Kate Mara bravissima nell’interpretare un personaggio sorprendente ed ambiguo, come quello di Lee Weathers, e quella Anya Taylor Joy, già vista in “The Witch”, che si conferma una giovanissima attrice di cui sentiremo molto parlare in futuro.
Insomma, almeno per questa volta il detto “buon sangue non mente” non può essere applicato per Scott junior.


Visiona il trailer di MORGAN





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Tags.............................. luke scott, ridley scott, morgan,laboratorio, frankenstein

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