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L'Ultima Casa a Sinistra
Regia: W. Craven- Nazione:USA - Anno: 1972- Autore: Roberto Giacomelli

Mari, per festeggiare il suo diciassettesimo compleanno, decide di andare con la sua amica Phillis ad un concerto che i “Bloodlust” terranno in città. Giunte a destinazione le ragazze, per cercare un po’ di fumo, si imbattono in una combriccola di criminali appena evasi dal carcere e guidati dall’assassino Krug Stillo. Le due amiche vengono sequestrate e condotte nel bosco adiacente alla casa di Mari, dove i quattro criminali le torturano, le stuprano e poi le uccidono senza nessuna pietà. Per trascorrere la notte i malviventi decidono di chiedere ospitalità in una casa lì vicino, ignorando il fatto che sono finiti proprio nella casa di Mari, dove i genitori, dopo aver appreso la dolorosa verità, si vendicheranno nel modo più cruento…

Esordio dietro la macchina da presa di uno dei maggiori esponenti del new horror americano, Wes Craven con “L’ultima casa a sinistra” dirige uno dei film più controversi, discussi e disturbanti della storia del cinema: un vero innovatore, che con questa pellicola farà da apripista ad un sottogenere molto in voga tra gli anni ’70 e i primi ’80, il cosiddetto “rape & revenge”.
Il film in questione ha avuto un destino molto travagliato, legato principalmente ai contenuti shockanti e all’assoluto realismo documentaristico con cui è stato realizzato, tanto da essere bandito in alcuni paesi (Inghilterra e Australia) e boicottato dalle masse fino alla scomparsa della versione integrale dalle scene. Oggigiorno infatti, pare non esista una versione realmente uncut della pellicola (in origine della durata di 90 minuti, mentre oggi la versione più completa è quella olandese da 84 minuti) dal momento che alla sua uscita gli esercenti delle sale cinematografiche L'ultima casa a sinistraeliminarono a piacere alcune sequenze e gettarono via intere parti di film da loro ritenute scomode, creando così un’infinità di versioni dalla diversa durata. Malgrado ciò il film ebbe un grande successo di pubblico, da attribuire in parte al titolo ed alla campagna promozionale.
Inizialmente per il film era stato scelto un titolo di lavorazione differente, “Night of vengeance”, risultato poi poco d’impatto. Così nell’indecisione, al momento dell’uscita, il film fu distribuito in svariate città con ben tre titoli diversi: “Krug & company” (dal nome del capo dei criminali), “Sex crime of the century”, e “The last house on the left”. Nelle città in cui il film venne distribuito con i primi due titoli non lo andò a vedere quasi nessuno, mentre laddove si chiamava “The last house on the left” sbancò i botteghini, aiutato anche da una campagna promozionale furba e d’impatto (molto stile William Castle) che recitava la frase: “Se non volete svenire, continuate a ripetervi: è solo un film, è solo un film, è solo un film…”.
Per quanto riguarda il titolo, Craven stesso ci ha spiegato che risultò vincente poiché più suggestivo e carico di significati, anche se in fin dei conti centrava ben poco con la storia del film: “last” rappresentava l’ultima meta, la morte, la fine di tutto; mentre “left” si caricava di un significato esoterico (dal momento che la sinistra rappresenta la parte malvagia dell’uomo) e di uno politico, L'ultima casa a sinistravisto che nei primi anni ’70 la società era ancora immersa nei postumi della cultura dei figli dei fiori, che si definivano “di sinistra”.
“L’ultima casa a sinistra” risulta un film fortemente influenzato da ciò che contraddistingueva la cultura di quegli anni, come dimostra il suo carattere così carico di violenza e di degenerazione. All’inizio degli anni ’70 nell’ambiente cinematografico indipendente c’era una gran voglia di trasgredire, di fare cose nuove, di mostrare ciò che nessuno avrebbe mai osato mostrare. Il porno, ad esempio, era stato accetto su larga scala con il grande successo di “Gola profonda”, e Kubrick ci aveva reso partecipi delle nefandezze e delle crudeltà di cui era capace un “normale” ragazzo della sonnacchiosa borghesia con il suo “Arancia meccanica”.
Wes Craven, supportato dal papà di “Venerdì 13” Sean S. Cunningham (qui produttore), non fa altro che mostrare allo spettatore una serie di atrocità messe in atto da un gruppo ben assortito di criminali.. ma lo fa in modo realistico, diretto, che nulla lascia alla fantasia dello spettatore. A detta dello stesso regista, il pubblico avrebbe L'ultima casa a sinistraaccettato questa violenza in quanto assuefatto dall’orrore che gli veniva mostrato quotidianamente dai TG nei reportage sul Vietnam, un orrore documentato con freddezza e mai compiaciuto di sé stesso.
Il film propone anche altri argomenti rappresentativi dell’epoca, tra cui emerge sicuramente il Femminismo, che in quegli anni stava lasciando un grande segno in una società che era stata fortemente misogina: nel film di Craven vediamo far parte del gruppo di criminali anche una ragazza, Sadie (Jeramie Rain), molto emancipata e sessualmente libera, capace di compiere le stesse atrocità di cui si macchiano i suoi amici maschi; nonché la signora Collingwood (la madre di Mari, interpretata da Cynthia Carr) che si fa protagonista di una delle scene più terrificanti del film: l’evirazione a morsi di uno dei malviventi.
Sesso e morte sono quindi i temi conduttori di questo gioiellino dell’horror, ma si possono identificare anche altri temi ricorrenti che contraddistingueranno poi tutta la filmografia futura di Craven: la famiglia come covo di violenza e repressione (che sarà poi uno dei temi più L'ultima casa a sinistraimportanti del successivo “Le colline hanno gli occhi”), in particolare la metaforica famiglia criminale di Krug rappresenta la violenza, mentre l’effettiva famiglia Collingwood rappresenta la repressione dell’esperienza sessuale (Mari è vergine) e della violenza (l’esplosione finale della pulsione omicida dei coniugi Collingwood). Altro tema riscontrabile nel film è l’inettitudine delle forze dell’ordine, che qui, rappresentate da un macchiettistico sceriffo e dal suo vice, si fanno protagoniste di demenziali scenette comiche. Ultima, ma non per importanza, è la dimensione onirica tanto cara all’autore e che avrà il suo apice in “Nightmare – dal profondo della notte”. Anche in “L’ultima casa a sinistra” c’è un incubo che rappresenta, a detta del regista, la scena più efficace dell’intero film, in cui assistiamo ad un’operazione odontoiatrica effettuata con martello e scalpello!
Da segnalare infine la suggestiva colonna sonora curata da David Hess, l’attore che interpreta l’assassino Krug Stillo, in cui spicca la bellissima “wait for the rain”.
Insomma, con il primo film di Craven ci troviamo di fronte ad un’opera di indubbio fascino, cruda, L'ultima casa a sinistrarozza nello stile, che si pone come un pugno nello stomaco dello spettatore, il quale potrà apprezzare il film oppure no, ma di certo non rimarrà indifferente…
Curiosità: Craven e Cunningham hanno escluso dal film alcune scene che erano previste nella sceneggiatura del regista, ritenute da loro stessi eccessive. Tra queste scene segnaliamo: Mari che si masturba sotto la doccia all’inizio del film; alcune sequenze lesbiche e di cannibalismo di cui doveva essere protagonista l’attrice Jeramie Rain (in una delle quali doveva mangiare i capezzoli di Phillis dopo la sua morte); e una scena di necrofilia sul cadavere di Mari da parte degli attori David Hess e Fred Lincoln.

Visiona il trailer di L'ULTIMA CASA A SINISTRA


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Tags.............................. Wes Craven, David Hess, Ultima casa a sinistra, Stupro, Vendetta

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