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Reportage della presentazione di "Terrore Italiano" al Fantafestival

terroreitaliano.php.jpegQuesta volta ad ospitare Daniele Francardi e la sua opera “Terrore italiano” è stata la 31° edizione del “Fantafestival”, la mostra internazionale del film di fantascienza e del fantastico che in questi giorni è protagonista nella capitale.
Sabato 11 maggio 2011 presso il cinema l’Aquila di Roma si è svolta la sua seconda presentazione tra il pubblico romano e non solo; e come ogni buona occasione che si rispetti, le polemiche non mancano mai.
Ad accompagnare Daniele Francardi, Marco Saraga moderatore dell'incontro e insieme a loro, seduti al “grande tavolo” erano presenti grandi ospiti. Paolo di Orazio, musicista e scrittore di riviste come "Splatter", "Mostri", "Nosferatu"; Antonio Tentori scrittore e sceneggiatore italiano nonché grande collaboratore di uno degli autori più importanti del cinema horror, Lucio Fulci, per il quale ha scritto il soggetto di "Demonia". Altra Importante presenza quella di due registi indipendenti noti nella cultura Horror; Federico Greco e l’oramai “acclamatissimo” Domiziano Cristopharo che, con i suoi film visionari e creativi ha contribuito alla formazione del nuovo genere “ glam horror” . Oltre questi ospiti, sono intervenuti Giovanni Pianigiani e Bruno di Marcello i “veterani” del cinema horror.
La presentazione di “Terrore italiano” è diventata un punto d’incontra per far sentire la voce di registi attuali e non, sul perché sia ormai così difficile ottenere il consenso economico da parte delle case di produzione italiane per il sostegno di opere indipendenti.
Altro interrogativo che non poteva non dividere gli ospiti del è stato, il dibattito sulla ripresa filmica in digitale. In particolar modo, le voci dei giovani registi attuali erano a sostegno dei nuovi mezzi di produzione digitale e garantivano loro stessi, il primato di prodotti ugualmente di qualità nonostante l’uso del digitale e non della pellicola come era consuetudine fare. Ma oggi come oggi proprio l’avvento del digitale ha reso indubbiamente accessibile a tutti la possibilità di fare film.
Ci si chiede se, proprio grazie a questo scenario, improvvisato aggiungerei, così vasto di registi indipendenti, che le case di produzione non abbiano deciso di tagliare i fondi economici per le uscite dei film, a discapito magari di chi invece vuol fare del regista un vero mestiere a regola d’arte, una sentenza impronunciabile per l’attuale mondo artistico italiano.
Il punto su cui vorrei invece premere il dito, riguarda l’ormai nota situazione italiana sullo stanziamento di fondi economici per la proiezione e distribuzione di film indipendenti, argomento principale su sui si è incentrata si la maggior parte della presentazione. Dal pubblico la voce di Bruno di Marcello ha sollevato un’accesa polemica sul fatto che, ormai ci si preoccupa solo della questione economica, come una cuasa dell’impossibilità di annoverarsi tra i “grandi” dell’horror. Anche se in Italia si sa, è un problema che abbraccia diversi settori artistici e con le sue parole Di Marcello voleva sottolineare il fatto che, si perde di vista quello che è il vero motivo per cui si è iniziato a far film.
Polemica sulla giusta causa delle produzioni indipendenti, a ribattere sono stati Antonio Tentori e Domiziano Cristopharo che di tutti si sono sentiti in prima persona attaccati dalla provocazione, rivendicando il diritto di informare sulla difficile situazione.
Ci si domanda sovente la stessa cosa e l’entusiasmo personale decade in quelli che sono i meccanismi inesorabili difficili da travalicare?
Insomma l’Italia, sta attraversando una forte crisi anche nell’ambito artistico; e il “terrore” si, avvicina molti appassionati ma divide i consensi dei detentori del cinema horror.

Autore: Simona Falcone - Data: 14/06/2011 -
Contatto: simonafalc@hotmail.it

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Tags Terrore Italiano, Interviste, Daniele Francardi, Universitalia, Cinema Horror Italiano, Antonio Tentori, Paolo di Orazio, Domiziano Cristopharo