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Case italiane da paura. Una breve storia delle "Case" apocrife e recensione DVD "La Casa 3"

La Casa 3C’era un’epoca in Italia in cui il cinema di genere era fertile ma in crisi. Parlo della seconda metà degli anni ’80, quando l’horror, in particolare, cercava storie e titoli altrove, spesso dai successi d’oltreoceano, che venivano clonati, rivisitati o semplicemente richiamati da titoli “specchietti per le allodole” che promettevano sequel ma offrivano film completamente nuovi. È l’epoca dei Mattei, dei Fracasso, degli Ippolito e a volte dei Lenzi, che scrivevano e dirigevano film cercando e a volte promettendo il collegamento con blockbuster statunitensi…collegamento che per ovvie ragioni non avveniva. Ma di certo questo non era sinonimo di “film-sola” perché con queste operazioni abbiamo anche potuto scoprire gioiellini, oggi celebrati, e che altrimenti non avrebbero con ogni probabilità mai visto luce.

Se da una parte ci sono i casi dell’isolato “Alien 2 sulla Terra” di Ciro Ippolito e la premiata ditta Mattei/Fragasso con “Terminator 2 – Afterdark” o “Non aprite quella porta 3”, dall’altra c’è stata la Filmirage di Aristide Massaccesi, che in alcuni casi ha cavalcato l’onda del richiamo titolistico e/o contenutistico. L’operazione di questo tipo più interessante per gli appassionati di horror intrapresa dalla Filmirage è senza dubbio quella delle “Case” che il produttore Aristide Massaccesi e il produttore/distributore Achille Manzotti hanno intrapreso a partire dal 1988 per cavalcare il successo del dittico raimiano di “Evil Dead”, che in Italia erano appunto “La Casa” e “La Casa 2”.

Tre film, due prodotti a distanza di pochi mesi e il terzo, dalla genesi più travagliata, uscito nell’estate del 1990.
“La Casa 3 – Ghosthouse” nasceva proprio come “Ghosthouse”, un film di fantasmi e case infestate da distribuire primariamente sul mercato estero. Non a caso, infatti, il film è ambientato nei pressi di Boston, Massachusetts, ha un cast internazionale e lo stesso regista, Umberto Lenzi, si firma con lo pseudonimo Humphrey Humbert, come si usava allora per vendere meglio nei paesi anglofoni. Visto il successo dell’anno precedente ottenuto anche in Italia da “La Casa 2” di Sam Raimi, il distributore Achille Manzotti ebbe la pensata di associare al titolo internazionale “Ghosthouse” uno tutto italiano: “La Casa 3”. Non importava se il film di Lenzi non avesse alcuna connessione con quello di Raimi (però la bambina fantasma si chiama Henrietta, come la donna posseduta rinchiusa in cantina in “La Casa 2”!), bastava una casa sinistra come location e il titolo con la “C” falceggiate fu presto aggiudicato.
“La Casa 3” uscì nei cinema italiani l’11 agosto 1988 ottenendo un buon successo di pubblico, va da se che il passo verso la messa in cantiere di un sequel fu immediato. “La Casa 4 – Malefiche presenze” (“Witchcraft” per i mercati esteri) uscì nei cinema il 6 agosto 1989. Il principio che governava l’operazione era il medesimo del film precedente: mercato estero oltre che nazionale, cast da tutto il mondo e regista italiano con pseudonimo anglofono. Stavolta il budget che Filmirage metteva a disposizione era maggiore e questo permise di assoldare attori di un certo calibro come Linda “L’esorcista” Blair e David “Supercar” Hasselhoff. In cabina di regia stavolta non siedeva un veterano, come nel film precedente, ma l’esordiente Fabrizio Laurenti, fattosi notare grazie al cortometraggio “The Immigrant”. Laurenti si firmò Martin Newell e stavolta il film si distaccava ancora di più dalla consueta formula della magione infestata, non presentando alcun collegamento con il film precedente e toccando la tematica della stregoneria, mirata all’apertura dei cancelli infernali.
Questo ulteriore successo spinse la Filmirage a mettere in cantiere “La Casa 5” e opzionare già la “La Casa 6”. Per questo terzo film però si presentarono dei problemi: l’idea era di creare stavolta un vero sequel e collegare così il nuovo film a “La Casa 4” con tanto di personaggi che ritornano. La protagonista del precedente, Linda Blair, però non riuscì a rientrare nel progetto causa lievitamento caché e Fabrizio Laurenti, che sarebbe dovuto tornare alla regia, non era disponibile nei tempi prefissati perché impegnato con “Contamination .7” (conosciuto anche come “Radici assassine” e “Troll 3”!). Per battere il ferro finché caldo, Massaccesi recuperò una vecchia sceneggiatura di Claudio Fragasso e Rossella Drudi intitolata “Beyond Darkness – Oltre il buio” e inizialmente commissionata dal produttore Roberto Di Girolamo e la trasformò in “La Casa 5”. Fragasso si aggiudicò la regia e il film uscì nelle sale italiane il 31 luglio 1990, rispettando così l’appuntamento annuale di metà estate. Nuovo successo, anche se inferiore rispetto al film precedente, che spinse quindi la Filmirage a rinunciare al già annunciato “La Casa 6”, scelta che andò anche a scombussolare i piani della RCA Columbia Pictures che dovette editare “The Horror Show” di James Isaac come “La Casa 7”, saltando così il capitolo mai realizzato ma il cui titolo era proprietà della Filmirage.

Così si conclude l’avventura delle “Case” apocrife italiane, fino ad oggi appannaggio dei collezionisti incalliti che possedevano gelosamente le vecchie videocassette, ma ora finalmente disponibili in DVD editi da Medusa Home Video.

RECENSIONE DVD: LA CASA 3
La prima uscita, ovviamente, è “La Casa 3 – Ghosthouse” che si presenta in un’ottima veste tecnica. Il DVD, infatti, oltre ad includere il film nella versione integrale, soddisfa sia per la resa video che per l’audio. Il formato video è 1.33:1, 4:3 che sembrerebbe quello corretto, il video comunque presenta un ottimo lavoro sui contrasti e sulla luminosità dell’immagine, risultando così nitida e perfino superiore a quella di alcune edizioni dello stesso film per l’estero. L’audio è un Dolby Digital 2.0, risulta pulito e privo di qualsivoglia difetto. I sottotitoli opzionabili sono solo quelli italiani per non udenti.
Ma ora veniamo a quella che sembrerebbe l’unica nota dolente di questa edizione DVD, ovvero gli extra. Questa edizione Medusa è completamente priva di contributi speciali e la cosa un po’ lascia perplessi visto che di aneddoti sul film sicuramente ce ne sono molti e il regista Umberto Lenzi rilascia solitamente molte interviste per celebrare i suoi film, come si può notare da gran parte dei suoi lavori usciti in DVD.
Infine vi segnalo che la cover del DVD riproduce il manifesto originale del film.
Insomma, un’edizione home video complessivamente più che buona, purtroppo penalizzata dall’assoluta mancanza di extra.

La Casa 3 – Ghosthouse
Etichetta: Medusa Home Video
Video: 1.33:1
Audio: DD 2.0
Sottotitoli: Italiano per non udenti
Extra: assenti

Per una recesione del film "La Casa 3 - Ghosthouse" cliccate qui.

Autore: Roberto Giacomelli - Data: 06/08/2011 -
Contatto: redazione@horrormovie.it

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Tags La Casa 3, Ghosthouse, Case apocrife, Sequel italiani La Casa, Umberto Lenzi, Medusa Home Video, La Casa 6