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"Scream 4": approfondimento e recensione DVD

Scream 4Dopo il buon successo di critica (un po’ più tiepido quello del pubblico), il quarto capitolo di “Scream”, uscito nei cinema italiani ad Aprile, a ridosso della distribuzione americana, sotto etichetta Moviemax, esce ora anche in home video per la Mondo Home Entertainment.

Una saga da Urlo
Con l’uscita di “Scream 4” è inevitabile inoltrarsi in una piccola riflessione su l’importanza del fenomeno “Scream” nel panorama del cinema di genere. Tutti sappiamo in che torpore versava l’horror americano (ma non solo) a metà anni ’90; ormai è risaputo il pericoloso e pericolante stato di nulla centripeto verso cui si stava dirigendo quel cinema fatto di qualche blockbuster che – carente di idee – rivisitavi i classici Universal o si barcamenava in film straight-to-video che noi abbiamo imparato a conoscere grazie alle maratone estive televisive. Serviva qualche cosa che scuotesse le platee e riaccendesse gli animi degli horror-fan e il magnifico giocattolo ironico-intellettuale di Kevin Williamson arrivò puntuale e salvifico. La Dimension, allora Miramax, dei fratelli Weinstein scovò lo script di questo misconosciuto attore e lo mise in mano a uno dei più importanti registi dell’horror americano postmoderno, Wes Craven, anche lui in cerca di progetti che lo riscattassero dagli ultimi flop. L’incontro tra il talento innovativo di Williamson e la professionalità di Craven diede origine nel 1996 a “Scream” che, di fatto, fece risorgere l’horror dalle proprie ceneri. E infatti il fortunato film – da un budget di appena 15 milioni di dollari genera un casso mondiale di oltre 170 milioni – si appropria di tutti i cliché dell’horror americano anni ’70 e ’80, lo cita esplicitamente con rimandi e omaggi dichiarati, lo analizza, lo rielabora e ci scherza su dando così vita a un prodotto fresco e originale che di fatto non avrebbe neanche nulla di realmente nuovo da mostrare. In fin dei conti la formula è quella dello slasher classico, con teen-agers vittime e assassino mascherato che li massacra all’arma bianca in una piccola città di provincia, a dimostrare che l’importante spesso non è cosa si racconta, ma come la si racconta!
Visti i numeri al botteghino, la Dimension mise subito Williamson sotto contratto per un sequel e per un bel po’ di horror giovanilistici che strizzassero l’occhio proprio alla nuova moda appena rilanciata: “So cosa hai fatto”, “The Faculty”, “Hallowreen – 20 anni dopo”, Killing Mrs. Tingle”. “Scream 2” viene alla luce un anno dopo, nel 1997, e la squadra è la medesima, ancora una volta capitanata da Craven. Altro ottimo risultato al botteghino e altro centro qualitativo con un sequel che seppur inferiore al prototipo, propone alcune intelligenti riflessioni sul concetto di serializzazione cinematografica. Va da se che il dittico sarà presto una trilogia e nel 2000 arriva “Scream 3”. Cambio allo script, che stavolta porta la firma del tuttofare Ehren Kruger, mentre tutto il resto del team rimane immutato a cominciare da un Craven più ironico del solito che seppur autore di un altro buon film, è costretto a moderarsi a causa di un’imposizione di PG-13 da parte della produzione. Il budget di questo terzo capitolo è il più corposo (40 milioni di dollari) e l’incasso il più basso della trilogia (90 milioni di dollari circa solo in America), anche se non parliamo comunque di un flop commerciale. La trilogia è conclusa, alla fine tutto torna in un cerchio perfetto in cui i legami familiari sono protagonisti tanto quanto il potere citazionistico.
In un certo senso, oltre a rilanciare l’horror tout-court e il filone giovanilistico in particolare, la trilogia di Craven ha avuto anche il merito o forse la colpa di dare vita a una serie incontrollata di teen-slasher tutti identici e di qualità medio-bassa (comprese inutili parodie) che scimmiottavano le dinamiche, spesso meta cinematografiche, di “Scream” senza un minimo della genialità della saga con “Ghostface”.
Poi i gusti cambiano, i filoni si susseguono e l’horror è pronto a nuova pelle, prima con la ghost story di ispirazione asiatica e poi con il rinnovato gusto della violenza bruta che sfocia presto nel torture porn. Su tutto incombe la moda-mania per i remake, sia dei cult del passato celebrati proprio da “Scream” che di successi esteri contemporanei e proprio riflettendo su questi dati prende l’avvio “Scream 4”.

Nuova decade, nuove regole
I Weinstein decidono di rimettere mano alla loro creatura seriale più renumerativa e invece di fare un reboot della saga (inizialmente annunciato e da tutti temuto) decidono coraggiosamente di mettere in cantiere un numero 4, che, a distanza di 11 anni dal precedente film, riporta in scena gli stessi attori protagonisti, lo stesso regista, lo stesso sceneggiatore e team tecnico che ha partecipato a tutta la saga. Il risultato è stupefacente, qualitativamente parlando, dal momento che la freschezza e l’intelligenza della trilogia si riflette anche qui in una sagace revisione delle regole del cinema horror aggiornate adeguatamente agli sviluppi dell’ultimo decennio. Anche se un po’ tutti hanno apprezzato, purtroppo i numeri al botteghino sono i più deludenti dell’intera saga e un budget di 40 milioni di dollari genera un rientro di poco superiore solo negli States che porta a un incasso totale mondiale modesto rispetto alle aspettative. Il pubblico pagante forse non ha dato ragione al paradossale coraggio dell’impresa fan-oriented magari dando fiato ai soliti tromboni che amano sparare a zero su Craven e che non hanno mai apprezzato questa saga. Ma il risultato, a parere di chi scrive, può considerarsi altamente soddisfacente.

L’edizione home video di “Scream 4”, curata dalla Mondo Home Enterteinment, è di quelle valide un po’ sotto tutti i punti di vista. Video nitido, capace di esaltare i toni notturni e dark che prevalgono in questo episodio, è peculiarità sia del DVD che del Blu Ray Disc, anche se su questo secondo supporto troviamo una decodifica audio in DTS-HD più potente, come di consuetudine.
Bel lavoro sugli extra, uguali per DVD e Blu Ray, che compaiono mediamente corposi e interessanti. Il fiore all’occhiello del parco “contenuti speciali” va sicuramente assegnato alle numerose scene tagliate e alternative che, tra le tante, annoverano un bel prologo alternativo (anche migliore di quello montato sulla final cut!), un finale più lungo (inutilmente dilatato, a mio parere, dunque giustamente accorciato) e la morte alternativa di Rebecca. C’è poi un corposo making of comprensivo di interviste a tutto il cast (durata: 10 minuti), una serie di papere sul set e gli immancabili trailer.

CARATTERISTICHE DVD
Video: 2.35:1 - 16:9
Audio: Dolby Digital 5.1 Italiano e Inglese, DTS Italiano
Sottotitoli: Italiano non udenti
Extra: Making of, Scene eliminate e alternative, Gag sul set, Trailer originale, Trailer italiano

CARATTERISTICHE BLU RAY DISC
Video: High Definition Widescreen 1.78:1 1920X1080 (1080p VC-1)
Audio: Dolby Digital 5.1 Italiano e Inglese, DTS Italiano
Sottotitoli: Italiano non udenti
Extra: Making of, Scene eliminate e alternative, Gag sul set Trailer originale, Trailer italiano

Per leggere la recensione di “Scream 4” clicca qui.

Autore: Roberto Giacomelli - Data: 20/10/2011 -
Contatto: redazione@horrormovie.it

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Tags Scream 4, DVD, Blu Ray Disc, Home Video, Wes Craven, Emma Roberts, Mondo Home Enterteinment