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"Al di là dell'orrore" e "Gli artigli dello squartatore", recensione dei DVD

Gli artigli dello squartatoreTra i numerosi titoli usciti per la Sinister Film nel mese di Ottobre 2011 ci sono due chicche assolutamente da riscoprire: “Al di là dell’orrore” e “Gli artigli dello squartatore”.
L’etichetta distribuita da Cecchi Gori Home Video è sempre attenta a piccoli classici oggi per lo più dimenticati che in gran parte dei casi meritano di essere editati in versione digitale e conosciuti da un pubblico vasto. Le tre collane che compongono l’etichetta, Horror d’essai, Sci-fi d’essai e Noir d’essai, sono ogni mese aggiornati con numerosi titoli che presentano una qualità audio/video mediamente di alto livello e in alcuni casi special edition con contenuti extra d’eccezione.
In questa mandata la qualità sia tecnica che qualitativa dei titoli proposti è buona, ma vorrei soffermarmi prima sui due film in generale.

“Al di là dell’orrore” è un piccolo film a basso budget prodotto in Germania (Ovest, per l’esattezza!) nel 1959, in un momento in cui l’horror europeo stava esplodendo ma non aveva ancora colpito la Germania, formalmente ancorata ai fasti dell’espressionismo pre-bellico. Regista e sceneggiatore di questo curioso film, che in originale si intitola enfaticamente “Die Nackte un der Satan”, è Victor Trivas, noto come sceneggiatore per aver collaborato con Buster Keaton e Orson Welles, ma decisamente sfortunato dietro la macchina da presa, poiché costretto a lavorare con poco e oggi dimenticato.
“Al di là dell’orrore” racconta la follia di uno scienziato, il dottor Ood (interpretato da Horst Frank), che prima si fa assumere come collaboratore dallo stimato e malato dottor Abel (Michel Simon) e poi, dopo aver compiuto su di lui una terrificante esperimento da cui è riuscito a isolare e tenere in vita la sola testa, ne usurpa il posto al laboratorio, cominciando ad eseguire mostruosi e folli esperimenti su cavie umane. Ci sono delle chiare influenze dal classico “Il cervello di Donovan” (tratto dall’omonimo romanzo di Curt Siodmak) soprattutto nell’intenzione di voler tenere in vita una testa isolata del resto del corpo (anche se lì c’era il solo cervello), ma Trivas riesce a differenziare il suo lavoro per una certa audacia sessuale che caratterizza il film. Molte scene sono ambientate in un locale di striptease con tanto di spettacolini di contorno e l’insistere sulla mutazione di atteggiamento della seconda vittima (Karim Kemke), che assume i comportamenti lascivi della sua donatrice (Christiane Maybach), è un segnale indicativo della portata trasgressiva della pellicola.

“Gli artigli dello squartatore” è una delle produzioni Hammer meno conosciute e con budget minore, ma non per questo meno affascinante. Il regista Peter Sasdy è un affezionato del genere avendo lavorato con la Hammer già per “Una messa per Dracula” e “La morte va a braccetto con le vergini”, nonché in “Doomwatch – I mostri del 2001” e “Il cervello dei morti viventi”. “Gli artigli dello squartatore” rappresenta il tentativo da parte della nota casa di produzione di creare una variante della storia di Jack lo squartatore aggiornandola ai gusti dello spettatore anni ’70, dunque con un pizzico di malizia e una buona dose di violenza esplicita. Il tentativo è riuscito e seppure la storia sia a tratti un po’ traballante (il trauma che si ripresenta ogni qual vota si verifichino due semplici elementi), il film è divertente e ben realizzato. Interessate l’approccio freudiano alla vicenda e la composizione del cast, su cui spiccano in particolare Eric Porter e Angharad Rees, ovvero il determinato professore/tutore e l’apparentemente innocua figlia di Jack lo squartatore.
Per la cronaca, “Gli artigli dello squartatore” racconta di una ragazzina, figlia del noto squartatore di Whitechapel, che assiste all’uccisione della madre da parte del padre e ne rimane traumatizzata. Una volta grande, Anna (questo è il suo nome) viene adottata da una medium ma il risvegliarsi del trauma la trasforma in una spietata assassina.

Le edizioni digitali dei due film si distinguono per un’ottima fattura nel caso di “Gli artigli dello squartatore” e una discreta per “Al di là dell’orrore”. Il film di Sasdy è presentato in una special edition (dicitura in fascetta sulla cover), in quanto contenente all’interno il miniposter originale dell’epoca, presentato in double bill con “Le figlie di Dracula” (altro ottimo Hammer d’annata). La qualità video è molto buona, con colori accesi e formato corretto. L’audio è mono, ma questo non rappresenta affatto un problema per un film del genere. Tra gli extra il trailer originale, una galleria fotografica e l’immancabile presentazione di Luigi Cozzi, vero marchio di fabbrica per i DVD Sinister Film.
“Al di là dell’orrore” presenta invece un video meno definito, con alcune leggere sgranature nelle scene buie (considerate che il film è anche in bianco e nero). Audio ovviamente mono, ma nella norma. Tra gli extra la presentazione di Cozzi e il trailer originale.

GLI ARTIGLI DELLO SQUARTATORE
Gran Bretagna, 1971
Regia: Peter Sasdy
Durata: 82’
Video: 1.85:1
Audio: Dolby Digital Dual Mono Italiano, Inglese
Sottotitoli: Italiano
Extra: Trailer originale, Galleria fotografica, Presentazione di Luigi Cozzi, Mini-poster.

AL DI LA’ DELL’ORRORE
Germania, 1959
Regia: Victor Trivas
Durata: 92’
Video: 1.33:1
Audio: Doldy Digital Dual Mono, Italiano, Tedesco
Sottotitoli: Italiano
Extra: Trailer originale, Presentazione di Luigi Cozzi.

Autore: Roberto Giacomelli - Data: 12/11/2011 -
Contatto: redazione@horrormovie.it

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Tags Sinister Film, Cecchi Gori HOme Video, Gli artigli dello squartatore, Al di là dell'orrore, DVD