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Recensioni CineKult Vol. 1: il giallo all'italiana

Il dolce corpo di deborah dvdDa oggi parte quello che ci auguriamo diventi un appuntamento mensile o quasi, ovvero un breve approfondimento dedicato ai titoli in uscita in dvd per alcune etichette particolarmente attente al cinema di genere che prolifera tra queste pagine virtuali. Mi sembra doveroso cominciare con quella che probabilmente è una delle più interessanti collane home video attualmente in circolazione, ovvero la CineKult, edita da Cecchi Gori Home Video e curata dai creatori della celebre rivista Nocturno.

La CineKult, come noto, si occupa di cinema italiano di genere e per questo inizio 2012 ha proposto alcuni titoli molto interessanti di cui vi parlerò in due soluzioni… due volumi. Nel primo sono racchiusi tre gialli, genere particolarmente prolifico in Italia negli anni ’70, che colpevolmente mancavano sul mercato dell’home video: “Il dolce corpo di Deborah”, “L’assassino è… al telefono” ed “Enigma rosso”. Il secondo volume comprenderà, invece “La mano che nutre la morte”, “Le amanti del mostro” e “Una jena in cassaforte”.

I tre film qui trattati possono essere idealmente letti come rappresentanti di un percorso che il cinema thriller italiano ha compiuto nell’arco di un decennio. L’alfa e l’omega del giallo all’italiana prima del sostanziale mutamento stilistico e contenutistico che arriverà negli anni ’80.
Con “Il dolce corpo di Deborah”, diretto da Romolo Guerrieri nel 1968 su una sceneggiatura di Ernesto Gastaldi, facciamo conoscenza di un tipo di giallo all’italiana fondativo del filone. Ovviamente non ci troviamo con il primo film che affronta questo genere, dal momento che già nel 1960 Damiano Damiani ha intuizioni in questo senso con “Il rossetto”, poi esplicate da Mario Bava nel 1964 con “La ragazza che sapeva troppo” e affermate/consolidate dallo stesso nel ’67 con il capolavoro “6 donne per l’assassino”. Guerrieri ha però il merito di incanalare l’attenzione del giallo su specifiche tematiche e particolari atmosfere che ricorreranno negli anni immediatamente l’assassino è al telefono dvd
successivi in quello che diventa a tutti gli effetti un sottofilone. Sono i gialli alla francese, quelli che prediligono intrecci di matrice familiare e moventi economici o passionali, filone che esploderà letteralmente tra il ’68 e il ’72, finché l’attenzione non sarà veicolata su meccanismi alla Dario Argento e i ritmi dilatati sostituiti dalla frenesia e dal particolare grandguignolesco.
Guerrieri utilizza al meglio i suoi attori, volti che poi si legheranno indelebilmente proprio al giallo, ovvero Jean Sorel, Luigi Pistilli, George Hilton, Evelyn Stewart (Ida Galli) e la divina Caroll Baker, il cui corpo – spesso nudo – da titolo al film. Forse è qui che risiede l’innovazione del film di Guerrieri, nel voler osare la carta dell’exploitation, anche se ancora acerbo ma sicuramente capace di dare al film quell’aria un po’ audace sicura di destare interesse e apprezzamento anche da chi fosse attirato in sala solo dal titolo da promessa soft-core. Che poi il film non sia assolutamente perfetto e pecchi in gestione insicura di tempi e argomenti è un’altra storia, le fondamenta erano state gettate e in molti vi edificheranno sopra.

“L’assassino è… al telefono” (con i tre puntini di sospensione, altrimenti ci si confonde con un film del ’62!) è stato diretto da Alberto De Martino nel 1972. Ci troviamo quindi nella “seconda fase”, quando la trilogia animalesca di Argento stava generando cloni e proseliti. Con un’abile voglia di controtendenza, però, De Martino si allontana dalla moda in voga in quel momento e dirige un giallo anomalo, dal sapore più internazionale e dalle atmosfere originali. Affidandosi al volto istrionico del Kojak televisivo Telly Savalas e all’espressiva Anne Heywood, De Martino riflette sul concetto di reale e fittizio, confonde i ricordi portando in scena una perdita di memoria che da innesco alla storia e livella il non-sapere dello spettatore al dimenticato della protagonista-attrice. Il ritmo è lento ma la tensione è continuamente palpabile e il bel finale che omaggia Hitchcock fa perdonare una soluzione un po’ buttata lì. Inspiegabilmente “L’assassino è… al telefono” è poco amato dai fan del genere.

Con “Enigma rosso” siamo nel 1978 e un certo modo di fare il giallo in Italia era già stato soppiantato dall’accanimento su sesso e violenza, che poi diventerà peculiare del cinema anni ’80. Forse è stata proprio la rivoluzione attuata da Argento sul thriller con “Profondo rosso” a spingere in questa direzione, ma “Enigma rosso” (il colore nel titolo vorrà richiamare proprio il successo del Enigma rosso dvd
film di Argento?), che inizialmente doveva chiamarsi “Anelli concentrici di paura”, guarda comunque in un’altra direzione. È chiaro che i tempi erano cambiati e l’atmosfera rarefatta, spesso onirica, dei film precedenti e i loro tempi dilatati e moventi “standard” per gli assassini lasciano il passo all’azione, alla velocità narrativa e a un uso (spesso abuso) di nudi femminili e splatter. Alberto Negrin, che veniva dalla televisione e lì tornerà, coglie questi elementi per costruire un giallo che nelle intenzioni dei produttori e degli sceneggiatori doveva creare una sorta di continuità con i precedenti thriller di Massimo Dallamano. E infatti sembra che proprio Dallamano – che figura tra i sei sceneggiatori – avesse dovuto dirigere il film, solo che la sua morte prematura nel 1976 congelò il progetto, fino all’entrata in scena di Negrin.
Massimo Dallamano aveva diretto due film di successo come il bellissimo “Cosa avete fatto a Solange?” e il buon “La polizia chiede aiuto” che avevano trovato un approccio al genere toccando tematiche morbose che esploravano l’universo della sessualità delle adolescenti. “Enigma rosso” si riallaccia proprio a questa tematica raccontando la storia di una sedicenne rinvenuta morta nei pressi di una diga a causa di un’emorragia interna causata da un enorme fallo di legno con il quale è stata penetrata. Le indagini portano l’ispettore Di Salvo all’istituto femminile in cui la ragazza studiava. Le somiglianze con “Cosa avete fatto a Solange?” sono evidenti e non a caso Fabio Testi è protagonista in entrambi, ma il film non ha lo stesso riuscito intreccio e l’atmosfera opprimente e malsana che caratterizzava il film di Dallamano qui viene a mancare. “Enigma rosso” è veloce, a volte anche frettoloso e se l’indagine non convince per il modo in cui è condotta, il finale arriva fin troppo improvviso.
È curioso notare come il celebre “Twin Peaks” lynchiano presenti più di un’affinità col film di Negrin. Probabilmente è solo una fortuita coincidenza, ma ancora una volta noi italiani siamo arrivati primi.

Ora passiamo alle edizioni dvd della CineKult che, come solitamente accade, sono attente nel recuperare il materiale nella sua integrità e in una veste audio/video di buon livello. Non fanno eccezione i tre titoli qui trattati, tutti presentati in veste dignitosissima, integrali, con video rimasterizzato e audio mono ma in condizioni ottime. Fra i tre solo “Il dolce corpo di Deborah” presenta un video meno nitido, ma parliamo comunque di una grana leggerissima che non influisce affatto sulla visione.
In quanto a contenuti extra, oltre ai rispettivi trailer, alla galleria fotografica e alla minigallery di trailer della collana CineKult contenuti su ogni dvd, i tre film qui analizzati presentano le caratteristiche interviste agli autori che approfondiscono sia l’opera specifica che la filmografia generale dell’intervistato. Del terzetto è “L’assassino è… al telefono” a meritare il podio extra, con un’intervista ad Alberto De Martino lunga (oltre 50 minuti) e completissima. Buone comunque anche le interviste a Romolo Guerrieri e Alberto Negrin, entrambe della durata di circa 30 minuti, che approfondiscono i film contenuti nei dvd. Da notare come “Enigma Rosso” è la prima volta che in assoluto che viene editato in home video in Italia.

Caratteristiche DVD IL DOLCE CORPO DI DEBORAH
Video: 16:9 – 2.35:1
Audio: Italiano Dolby Digital 2.0
Sottotitoli: Italiano per non udenti
Extra: “Tra il giallo e il nero” Intervista a Romolo Guerrieri, Trailer, Galleria fotografica, Trailers Cinekult.

Caratteristiche DVD L’ASSASSINO E’… AL TELEFONO
Video: 16:9 – 2.35:1
Audio: Italiano Dolby Digital 2.0
Sottotitoli: Italiano per non udenti
Extra: “Il genere è il mio mestiere” Intervista a Alberto De Martino, Trailer, Galleria fotografica, Trailers Cinekult.

Caratteristiche DVD ENIGMA ROSSO
Video: 16:9 – 2.35:1
Audio: Italiano Dolby Digital 2.0
Sottotitoli: Italiano per non udenti
Extra: “Anelli concentrici di paura” Intervista a Alberto Negrin, Trailer, Galleria fotografica, Trailers Cinekult.

Se volete leggere la recensione di Horrormovie.it di “Il dolce corpo di Deborah” e “L’assassino è… al telefono”, cliccate sui link sottostanti.
Il dolce corpo di Deborah
L’assassino è… al telefono

Autore: Roberto Giacomelli - Data: 27/02/2012 -
Contatto: redazione@horrormovie.it

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Tags il dolce corpo di deborah, l'assassino è al telefono, enigma rosso, cinekult, nocturno, recensioni, dvd