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"Lollipop Chainsaw", una recensione al videogame

Lollipop ChainsawChe lo zombi sia prepotentemente entrato nell'immaginario videoludico è ormai un dato di fatto. Dai morti viventi di "Resident Evil" - che curiosamente negli ultimi capitoli sono diventati dei "semplici" infetti - siamo passati a una miriade di titoli che hanno come minaccia principale proprio le care e vecchie teste morte, da "Left 4 Dead" a "Dead Rising" passando ai recentissimi "Red Dead Redemption: Undead Nightmare" e il bellissimo "Dead Island", tanto per citare i titoli più noti. Ultimo in ordine di tempo arriva "Lollipop Chainsaw", divertito e divertente zombi game che si discosta da quanto fatto fino ad ora.

La folle storia di questo videogame ci racconta di Juliet Starling, cheerleader della San Romero High School, appartenente a una famiglia di cacciatori di zombi. Quando Swan, uno studente dal look emo dedito alla stregoneria apre un varco dimensionale con il mondo dei morti, un'epidemia zombesca si scatena nella scuola e si estende a tutta la città. Sarà compito di Juliet e della testa mozzata (parlante) del suo ragazzo Nick, fermare il folle piano di Swan.

Dalla trama si può ampiamente intuire l'intento Lollipop Chainsawironico e sopra le righe di questo progetto, che sguazza nel citazionismo e in un'estetica fumettistica che strizza tanto l'occhio anche al mondo degli anime. Dietro questo titolo c'è infatti Goichi Suda, meglio conosciuto come Suda51, già ideatore di "Shadow of the Damned" e "No More Heroes", nonchè James Gunn, nome ben noto ai fan del cinema borderline per la regia di film come "Slither" e "Super".
L'estetica pop-camp legata ai nomi di questi autori si ritrova tutta in "Lollipop Chainsaw", che pesca a piene mani dall'immaginario caro a tanti videogiocatori e spettatori di cinema di genere. Se sono piuttosto palesi gli omaggi ai grandi registi del cinema di zombi (la San ROMERO High, la O'BANNON Farm, il FULCI Fun Center), abbondano anche i riferimenti al mondo degli anime, richiamati sia nella caratterizzazione grafica dei personaggi che negli effetti delle combo e nei poteri dei protagonisti. Giocando a "Lollipop Chainsaw" sembra di interagire con un fumetto (e la grafica nella schermata del titolo parla chiaro) o con un cartoon, così pieno di esagerazioni e follie visive e narrative da rendere l'esperienza di gioco sicuramente accattivante e divertente.

Ottima la grafica e il sonoro, la prima colorata e Lollipop Chainsawdettagliatissima per i personaggi principali e un pò meno per quelli secondari. Il sonoro, invece, è molto potente e si avvale di un buon doppiaggio (per il quale hanno prestato la voce, tra gli altri, Tara Strong, Michael Ronsebaum e Linda Cardellini) e una colonna sonora a cui hanno partecipato molti gruppi punk e rock del panorama underground. L'aspetto musicale sembra particolarmente caro agli ideatori, dal momento che i cinque boss che Juliet deve affrontare sono tutti portavoce di uno stile musicale differente e anche i combattimenti riflettono questo dato dalle armi utilizzate e dallo score che caratterizza gli scontri. Cinque boss finali, dunque, uno per ogni livello, che danno vita a sessioni di combattimento lunghe ed elaborate ma mai frustranti ne troppo meccaniche.
Lo scopo del gioco è completare i vari livelli uccidendo i numerosi zombi, risolvendo semplici enigmi e salvando quanti più esseri umani possibile. Se gli umani non vengono salvati in tempo, si trasformano in super zombi e l'esito dei salvataggi va ad influire sul completamento del gioco. Esistono, infatti, due finali differenti, dettati proprio dal numero di persone salvate durante il gioco.
Fondamentale per il completamento dei vari livelli è l'utilizzo della testa di Nick, che Juliet si porta legata alla cintura e che le serve per aprire zone dello scenario altrimenti inaccessibili. Uno Lollipop Chainsawdei limiti di “Lollipop Chainsaw” è forse la ripetitività dell’azione di gioco, che per lo più si riassume con un “vai avanti e ammazza gli zombi fino al boss finale”, ripetitività che passa in secondo piano giusto grazie ai vari potenziamenti acquistabili durante il proseguire del gioco (in specifici negozi che si trovano sparsi nei livelli). Uccidere zombi e rompere oggetti fa guadagnare monete d’orate e argentate: quelle d’orate consentono di acquistare potenziamenti e combo, quelle argentate (più rare), danno diritto ad abiti alternativi per Juliet, tracce musicali per personalizzare la playlist e artwork collezionabili. Tra i vari potenziamenti che Juliet può guadagnare, ci sono anche aggiunte alla sua motosega che all’occorrenza può diventare un cannone e un turbo monopattino. Ovviamente tutti questi premi aumentano la longevità del gioco, anche perché fanno scoprire a mano a mano nuovi modi per uccidere gli zombi.

Quella che non può essere modificata è la durata del gioco, forse troppo breve, visto che i cinque livelli sono facilmente completabili in 6 – 7 ore di gioco e non ci sono particolari motivi per rigiocare una seconda volta il titolo se non tentare di ricevere il finale alternativo. Non dimentichiamo però che c’è anche la modalità on line, che consente al giocatore di sfidare altri giocatori connessi nella cosiddetta “modalità classifica”, dal momento che ad ogni livello completato questo diventa immediatamente rigiocabile sia in single player che on line.

Insomma, “Lollipop Chainsaw” è un divertente survival horror pieno di ironia e trovate folli, sia a livello narrativo che visivo. Purtroppo dura poco e non convince affatto la mira automatica, ma per il resto ci troviamo di fronte a un simpatico videogame ricco di splatter e assolutamente divertente.

Disponibile per Play Station 3, X-Box 360 e PC.

Autore: Roberto Giacomelli - Data: 13/07/2012 -
Contatto: redazione@horrormovie.it

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Tags lollipop chainsaw, suda 51, james gunn, videogame, zombi, splatter, play station 3, ps3, xbox 360