NEWS

H.M.D.B. |

DVD |

RUBRICHE |

SHOP |

FORUM |

VIDEOS |

Cinekult Vol.8: "Il diavolo a 7 facce", "Il prato macchiato di rosso", "L'occhio dietro la parete"

Il diavolo a sette facceContinua la riscoperta da parte della Cinekult del cinema italiano di culto spesso dimenticato e infatti gli ultimissimi titoli targati con l’ormai celebre etichetta distribuita da Cecchi Gori Home Video sono tre pezzi rari e preziosi per ogni appassionato di cinema italiano di genere: il giallo con Carroll Baker e George Hilton “Il diavolo a sette facce”, il singolare horror-pop con Lucio Dalla “Il prato macchiato di rosso” e il thriller erotico di Giuliano Petrelli “L’occhio dietro la parete”.

“Il diavolo a sette facce” nasce nel pieno del boom spaghetti-thriller, ovvero il 1971, quando Dario Argento aveva completamente sdoganato il genere. Ma a differenza di tanti cugini e fratellastri, “Il diavolo a sette facce” non riprende la tradizione dei film nati sull’orma di “L’uccello dalle piume di cristallo”, piuttosto guarda al giallo alla Sergio Martino, che proprio in quell’anno mieteva incassi con “Lo strano vizio della signora Wardh”, da cui prende anche il protagonista maschile, George Hilton. Però, stando pure alla presenza femminile di rilievo nel cast, ovvero Carroll Baker, si può notare una voglia di seguire l’orma dei primi gialli che hanno solcato il genere dopo Bava, ovvero quelli diretti da Lenzi sul finire dei ’60 e in particolare “Il dolce corpo di Deborah” di Romolo Guerrieri, da cui, oltre a prendere entrambi gli attori, “ruba” parte dell’intrigo narrativo. Osvaldo Civirani, per lo più conosciuto per i western (“Il figlio di Django”) e per i film con Franco e Ciccio (“I due gattoni a nove code”), scrive insieme a Tito Carpi e dirige “Il diavolo a sette facce” che a conti fatti è un giallo di buona qualità anche se soffre di mancanza di personalità e innovazione. La storia della ragazza perseguitata da un misterioso individuo che l’ha scambiata per sua sorella gemella e reclama il gioiello che da titolo al film è sufficientemente avvincente, intricata e non banale nel suo colpo di scena finale però al film manca quel “quid” che lo possa rendere memorabile, distinguibile dalla massa. Ottimo il lavoro degli attori e in particolare di Carroll Baker che, avvezza a ruoli del genere, appariva sempre naturale e assolutamente in parte.

Il prato macchiato di rosso“Il prato macchiato di rosso” è obiettivamente un film bruttino e strampalato, ma allo stesso tempo un adorabile cimelio del periodo più pazzo e sperimentale della cinematografia italiana. Datato 1973 e scritto/diretto dal semisconosciuto Riccardo Ghione (“A cuore freddo”, “La rivoluzione sessuale”), “Il prato macchiato di rosso” ci racconta la storia di una famiglia di industriali che rapiscono giovani vagabondi e poveracci per prendere il loro sangue e venderlo in bottiglia, spacciato per vino rosso, ai paesi in guerra, dove di emoglobina ce n’è molto bisogno. L’idea alla base è geniale e anche anticipatrice di qualche torture porn americano degli ultimi anni, inoltre questa nuova forma di vampirismo, che in assioma con “Hanno cambiato faccia” di Farina assimila i leggendari non-morti alla ricca borghesia dell’epoca, è una forte testimonianza sociale e politica. Non a caso a finire vittime dei moderni vampiri sono in primis giovani hippie dalle idee fortemente di sinistra. Il carattere pop e a volte ingenuo del film ne accresce il valore e poco importa, alla fine, se la trama gira a vuoto per tre quarti del film e i personaggi sono molto poco credibili, perché ci si diverte e una volta tanto viene giocata la carta dell’originalità. Nel cast la stellina del giallo Marina Malfatti (“La notte che Evelyn uscì dalla tomba”, “Tutti i colori del buio”, “Sette orchidee macchiate di rosso”), un Nino Castelnuovo (“Rocco e i suoi fratelli”, “Tutti a casa”) poco in parte, Enzo Tarascio (“L’etrusco uccide ancora”, “La notte che Evelyn uscì dalla tomba”), Claudio Biava, Daniela Caroli e un Lucio Dalla pre Festival di Sanremo che canta anche la canzone del film.

L’occhio dietro la parete dvdNel 1977 il documentarista Giuliano Petrelli dirige “L’occhio dietro la parete”, un singolare thriller che prende ispirazione da Lacan per analizzare i rapporti sociali, la scissione dell’Io e la forza del voyeurismo. Così come è giunto a noi, il film è stato rinnegato da Petrelli che aveva realizzato un’opera più teorica e autoriale in confronto al thriller erotico che ne è risultato. A sentire Petrelli, la responsabilità del risultato è da imputare tutta al produttore che voleva fare un film pruriginoso come andava in voga in quegli anni, ma a conti fatti il giudizio del regista appare fin troppo severo, dal momento che anche così “L’occhio dietro la parete” di fascino ne ha molto. Innanzitutto possiamo notare un’intelligenza nel portare avanti la storia non indifferente, perfino anticipatrice dei Grandi Fratelli televisivi, in cui la forza del voyeur è tale da spingere il gioco fino a risvolti estremi. In fin dei conti il film è un po’ tutto incentrato sullo sguardo e sul guardare all’insaputa del guardato, da Ivano e Olga che spiano Arturo, a Ivano che spia Olga e il suo amante nel passato, al maggiordomo che spia Olga. Come ci si potrebbe aspettare, è il corpo della donna ad essere spesso al centro dell’attenzione, con la conturbante Olga Bisera (“Diario segreto di un carcere femminile”, “Un sussurro nel buio”) osservata e osservatrice, a sua insaputa e consapevolmente; anche se stupisce l’attenzione che il regista dedica al personaggio di John Philip Law (“Diabolik”), l’osservato per eccellenza, personaggio misterioso con scheletri nell’armadio (lo strangolamento iniziale nel treno) e tendenze omosessuali. Fernando Rey (“Vamos a matar companeros”, “Il braccio violento della legge”, “Zanna bianca”) completa l’interessante e azzeccato cast di un film poco conosciuto ma di valore, capace sicuramente di farsi ricordare.

Buona qualità complessiva dei DVD Cinekult anche questo mese, con picchi di qualità raggiunti con “L’occhio dietro la parete” che presenta una qualità video davvero eccellente e un audio – in dolby digital 2.0 come di consueto – assolutamente soddisfacente. Inoltre il film di Petrelli è presentato per la prima volta nella sua versione integrale con la scena della sodomia di John Philip Law inclusa nel montaggio. Di qualità anche l’edizione di “Il prato macchiato di rosso”, mentre delude un po’ “Il diavolo a sette facce” per il video, che presenta una nitidezza e una risoluzione inferiore alla media dei prodotti Cinekult.
Classico assortimento di trailer per i contenuti extra più le consuete interviste inedite, che nel caso di “Il diavolo a sette facce” comprende la testimonianza di George Hilton, in “L’occhio dietro la parete” abbiamo il regista Giuliano Petrelli più un intervento telefonico di Olga Bisera, mentre in “Il prato macchiato di rosso” abbiamo una singolare esplorazione sui luoghi che hanno fatto da location al film, con interviste ad alcuni paesani che all’epoca presero parte come comparse.

Caratteristiche DVD IL DIAVOLO A SETTE FACCE
Video: 16:9 – 2.35:1
Audio: Italiano Dolby Digital 2.0
Sottotitoli: Italiano per non udenti
Extra: “Le sette facce di George” Intervista a George Hilton, Trailer, Trailers Cinekult.

Caratteristiche DVD di IL PRATO MACCHIATO DI ROSSO
Video: 16:9 – 2.35:1
Audio: Italiano Dolby Digital 2.0
Sottotitoli: Italiano per non udenti
Extra: Rosso Piacentino, Trailer, Trailers Cinekult.

Caratteristiche DVD L’OCCHIO DIETRO LA PARETE
Video: 16:9 – 1.85:1
Audio: Italiano Dolby Digital 2.0
Sottotitoli: Italiano per non udenti
Extra: “Un cioccolatino al veleno” Intervista a Giuliano Petrelli e Olga Bisera, Trailer, Trailers Cinekult.

Se vuoi leggere la recensione di L’OCCHIO DIETRO LA PARETE clicca qui.

Autore: Roberto Giacomelli - Data: 03/12/2012 -
Contatto: redazione@horrormovie.it

Registrati al forum e commenta la news

NEWSLETTER 
Inserisci la tua e-mail per ricevere tutti gli aggiornamenti!

 

Nome

E-mail


Iscriviti
Cancellati

Tags il diavolo a sette facce, george hilton, carroll baker, l'occhio dietro la parete, sodomia, olga bisera, il prato macchiato di rosso, marina malfatti, lucio dalla, cinekult, cecchi gori home video, dvd, recensioni, novembre 2012