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"Hellraiser Trilogy" e "WAZ", recensioni blu ray disc

Hellraiser TrilogyTra le ultime uscite in home video della Koch Media ci sono due prodotti che sicuramente desteranno l’interesse di ogni appassionato di horror: la trilogia di “Hellraiser”, per la prima volta in blu ray disc, e il thriller/horror “WAZ – w Delta z”, che vanno a completare la mandata di horror dicembrina che comprendeva anche “Vamp”, “Creepshow 2” e Chained .

Ogni divagazione sarebbe inutile parlando di “Hellraiser”, dal momento che si tratta di una delle saghe più note e longeve della moderna storia del cinema horror. Giunta a ben 9 film, con un reboot da tempo annunciato e fino ad ora sempre rinviato, “Hellraiser” è una saga che punta tutto sulla violenza visiva e sulla sofferenza dei personaggi, quindi dannatamente attuale visto l’andazzo da torture preso dal cinema horror negli ultimi dieci anni. Tutto scaturisce dalla mente geniale dello scrittore Clive Barker, che in questa occasione esordisce anche dietro la macchina da presa, e a fungere da materiale di partenza è un romanzo che lo stesso Barker aveva appena pubblicato, “The Hellbound Heart”, che trova un adattamento piuttosto fedele nel film. La trama ci racconta di un misterioso cubo, un rompicapo, che se mosso adeguatamente apre la porta verso una dimensione infernale che cattura anima e corpo del malcapitato giocatore. A risolvere l’enigma del cubo è Frank, viaggiatore donnaiolo, che viene straziato dalle catene e risucchiato nella dimensione infernale, anche se alcuni residui del suo essere rimangono intrappolati nella casa in cui è scomparso. Alcuni mesi dopo, il fratello di Frank e la sua compagna Julia, si trasferiscono nella casa in cui Frank è scomparso e accidentalmente Julia, che era amante di Frank in vita, riesce a risvegliare quello che è rimasto dell’uomo, solo che per riportarlo alla forma umana deve procurargli delle vittime. Solo l’intervento di Kirsty, nipote di Frank, riesce a porre fine a tutto quell’orrore.
Il film fu un buon successo commerciale e pose all’attenzione degli horror fan sia lo stesso Barker, che fino a quel momento era conosciuto nell’ambito cinematografico per aver ispirato il deludente film “Rawhead Rex”, sia gli affascinanti Cenobiti, gli emissari infernali che arrivano sulla Terra per recuperare le anime dannate come Frank. Va da se che un sequel non tardò a farsi attendere e nel 1989, due anni dopo il primo film, arrivò “Hellraiser II: Prigionieri dell’Inferno”, diretto da Tony Randel e scritto e prodotto dal solito Barker. “Hellraiser II” ebbe diversi problemi produttivi che ne minarono la base narrativa e l’integralità di alcune scene per i mercati esteri, anche se il film è considerato da molti fan il migliore della serie. “Hellraiser II” riprende esattamente dove finiva il primo riportando come protagonista Kirsty, rinchiusa in un ospedale psichiatrico e destinata a fare i conti nuovamente con i Cenobiti, stavolta richiamati da un dottore folle che riporta in vita Julia. Il film punta tantissimo sulla dimensione visiva ambientandosi per la maggior parte nell’universo alternativo infernale in cui vivono i Cenobiti. Seppur molto affascinate e con delle trovate gore magnifiche (la resurrezione di Julia), il film è eccessivamente sfilacciato a livello narrativo e forse troppo lungo, dando la sensazione che spesso si giri a vuoto.
La trilogia proposta dalla Koch Media si conclude con “Hellraiser III: Inferno sulla città”, diretto nel 1992 da Anthony Hickox. Ormai consacrato a nuova icona dell’horror, il leader dei Cenobiti Pinhead – interpretato da Doug Bradley – viene qui promosso a vero protagonista del film, andando idealmente ad arricchire quell’universo di boogeymen cinematografici come Freddy e Jason. Il film ripercorre inizialmente la strada del primo capitolo mostrandoci l’ossessione di un uomo per la statua (il pilastro dei tormenti) in cui è incastonato il cubo e le sue sanguinose imprese per saziare la sete di sangue di Pinhead, parallelamente c’è la storia di una giornalista che cerca uno scoop proprio nel locale proprietà del nuovo adepto di Pinhead. Le storie finiscono per incrociarsi e nel momento in cui il cenobita è libero di scorrazzare per la città, la giornalista dovrà impedirgli la sua impresa di portare l’inferno sulla Terra, aiutata dalla manifestazione positiva dell’anima di Pinhead. “Hellraiser III” è un film estremamente divertente, forse più conforme all’idea di horror seriale che c’era in quegli anni, ma decisamente godibile. Inoltre la scelta di dare maggiore spazio a Pinhead e allargare il parco di cenobiti (ma quelli dei due film precedenti erano migliori!) è una garanzia di orrore e divertimento, grazie anche alla corposa componete splatter che da il meglio di se nella leggendaria scena del massacro all’interno della discoteca.
Come si diceva all’inizio, la saga di Hellraiser continuerà con altri 6 film, da “Hellraiser V: Inferno” in poi destinati direttamente al mercato dell’home video e con i capitoli 8 e 9 ancora inediti in Italia.

“WAZ – w Delta z” è invece un prodotto molto più recente e che cerca di cavalcare anch’esso tematiche quali il dolore e la sofferenza – individuale e di coppia – adottando però il linguaggio del thriller poliziesco. Il regista è Tom Skankland, che nel 2005 ha fatto parlare di se con il feroce “The Children”, qui alle prese con una vicenda certamente non più morbida. “WAZ” ci racconta l’ossessiva ricerca da parte di due detective di un misterioso serial killer che sta uccidendo i criminali del quartiere, solo che le vittime vengono sempre ritrovate in coppia: un criminale, ucciso in maniera cruenta e sempre diversa ma con le dita della mano destra ustionate, e un’altra persona legata al criminale, sempre con le estremità bruciate e con delle lettere incise nella carne. Quando uno dei due detective capisce qual è la pista di seguire, la vicenda piomba in un abisso di follia e vendetta.
Il film è una riuscita variante della formula alla “Seven”, con coppia assortita di poliziotti, corsa contro il tempo e scoperta del colpevole a metà film, anche se l’identità dello stesso non è l’unica sorpresa a cui il film punta. Una formula adeguatamente aggiornata ai canoni del modernissimo torture porn alla “Saw”, dal momento che “WAZ”, soprattutto nella parte finale, diventa di una violenza tale da risultare realmente disturbante, così da far felici anche i patiti del cinema più estremo.
Il cast è di quelli da grande occasione con il Stellan Skarsgard di “Thor” e “Uomini che odiano le donne” e la Melissa George di “Amityville Horror” e “30 giorni di buio” a far da mattatori, affiancati da Selma Blair (“Hellboy”) e Tom Hardy (“Il cavaliere oscuro – Il ritorno”).
Se volete saperne di più su “WAZ – w Delta z” potete leggere la recensione dettagliata del film a questo indirizzo.

Molto buoni i blu ray disc targati Koch Media, che si conferma un’etichetta molto attenta all’aspetto tecnico dei propri prodotti ma meno predisposta a fornire gli stessi di contenuti extra. Su “WAZ – w Delta z” c’è poco da dire: audio e video impeccabili, con sommo piacere di vedere ben trattato a livello visivo un film che fa amplissimo uso di scene buie, senza che ci sia perdita di definizione o problemi di alcuna sorta. Extra completamente assenti, purtroppo. “WAZ” è disponibile anche in DVD.
“Hellraiser” esce per la prima volta in Italia in alta definizione blu ray disc e la Koch Media da la possibilità di acquistare i primi tre capitoli della saga o in soluzione singola oppure racconti nel cofanetto “Hellraiser Trilogy”, contenuti in una custodia in cartone e plastica che si apre ad organetto mostrando i tre dichi blu ray. Visivamente parlando, il primo e soprattutto il terzo film sono di buona qualità, con qualche puntinatura da pellicola in “Hellraiser”, invece il secondo film presenta una qualità video più bassa, con una minore definizione che non lo rende troppo differente dal DVD. Anche a livello audio “Hellraiser II” è inferiore, con un leggero rimbombo, mentre “Hellraiser” ed “Hellraiser III” presentano una traccia italiana ben definita e potente. Unico difetto di “Hellraiser III” è che in una scena manca l’audio di una frase per un totale di un paio di secondi. Anche qui niente extra e questo dispiace pensando che nel precedente cofanetto DVD edito dalla Stormovie qualche anno fa, alcuni contenuti speciali c’erano. Anche “Hellraiser” è disponibile in DVD Koch Media, sia in cofanetto che i singoli film.

Caratteristiche Blu Ray di HELLRAISER TRILOGY
Video: 1080p Hight Definition 2.35:1 (16:9)
Audio: DTS HD Master Audio 5.1 Italiano, Inglese.
Sottotitoli: Italiano non udenti
Extra: no

Caratteristiche Blu Ray di WAZ – w DELTA z
Video: 1080p Hight Definition 2.35:1 (16:9)
Audio: DTS HD Master Audio 5.1 Italiano, Inglese.
Sottotitoli: Italiano non udenti
Extra: no

Autore: Roberto Giacomelli - Data: 22/01/2013 -
Contatto: redazione@horrormovie.it

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