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"Killer Joe", recensione Blu Ray Disc

Killer JoeÈ disponibile già da qualche settimana grazie a CG Home Video “Killer Joe”, l’ultima fatica di William Friedkin che abbiamo avuto modo di vedere al cinema lo scorso autunno grazie a Bolero Film.
Friedkin è un regista molto particolare, osannato autore di capolavori immortali del cinema come “Il braccio violento della legge”, “L’esorcista” e “Vivere e morire a Los Angeles” e autore anche di piccoli cult dell’horror purtroppo dimenticati come “L’albero del male”. Dopo una serie di flop commerciali – tra cui il sottovalutato “The Hunted – La preda” – è finito a dirigere dei film piccoli e molto personali, opere indipendenti che non dispongono del battage economico e pubblicitario dei suoi film del passato ma che riescono comunque a puntare diritti all’animo dello spettatore. In fin dei conti è la stessa cosa accaduta a Francis Ford Coppola, per esempio, che dopo i flop di “Jack” e “L’uomo della pioggia” si è trovato a lavorare a produzioni più o meno indipendenti come “Un’altra giovinezza”, “Tetro – Segreti di famiglia” e “Twixt”. Ma Friedkin ha mostrato una marcia in più e tra qualche puntata di “C.S.I.” e un documentario, ha piazzato uno dietro l’altro due film straordinari come “Bug” e “Killer Joe”. I due film hanno una matrice comune nel teatro, visto che sono entrambi adattamenti di singolari piece teatrali; “Killer Joe” in particolare, che proviene da un’opera dell’alternativo Tracy Letts, che qui si occupa anche dello script cinematografico, ha il sapore di quei film destinati a passare alla storia, ad essere ricordati come cult, grazie a una sinergia di elementi che ne fanno una grande opera.

Joe Cooper è un poliziotto (interpretato da Matthew McConaughey) che arrotonda facendo l’assassino a pagamento. Un giorno viene contattato da Chris (Emile Hirsch) e suo padre Hansel (Thomas Haden Church), che lo assoldano per fare fuori la madre del ragazzo, ex moglie di Hansel, con l’idea di incassare la lauta assicurazione sulla vita di cui è beneficiaria la figlia minore Dottie (Juno Temple), che vive proprio con il fratello e il padre. Ma i due non hanno i soldi che Joe chiede come compenso per il suo lavoro, visto che speravano di poter pagare il killer ad assicurazione riscossa. Ma Joe non ci sta e l’unico compromesso sarebbe prendere Dottie come caparra. Ovviamente la situazione precipita.

Friedkin firma un magnifico noir intriso di pulp, un film davvero eccezionale in cui viene praticamente difficile trovare reali difetti. La sceneggiatura di Tracy Letts è compatta e popolata da ottimi personaggi, quasi tutti dalle connotazioni negative, che dicono e fanno sempre la cosa sbagliata. In mezzo a un manipolo di “diavoli” pronti a far sempre del male al prossimo, si distingue Dottie, questa candida ventenne che conserva l’animo e il corpo di un’adolescente. Dottie è l’unica pura di cuore dell’intera vicenda, un’innocente che presenta i sintomi di una leggera forma di autismo che la rendono molto più ingenua della sua età, allo stesso tempo Dottie è come dotata di un potere di preveggenza che la porta ad anticipare le orribili gesta dei suoi familiari.
A dar copro a Dottie c’è una Juno Temple perfetta, dal fare timido e allo stesso tempo malizioso, che non nega il suo corpo nudo alla causa del film. Ma è un po’ tutto il cast a funzionare dal bravissimo Matthew McConaughey, che rende benissimo la freddezza e meccanicità del suo personaggio, tenebroso sceriffo texano che agisce come un contabile, alla coppia di rozzi bifolchi Emile Hirsch e Thomas Haden Church, padre e figlio capaci solo di mettersi costantemente nei guai. Ma oltre a loro compare sullo schermo una rediviva Gina Gershon, star del cinema sexy/action anni ’90 che qui interpreta Sharla, seconda moglie di Hansel e odiata matrigna di Chris. Gina Greshon – per la quale incredibilmente il tempo sembra non passare – ha uno di quei volti da cinema indelebili, un temperamento e un copro che da soli fanno un film, quindi mai scelta fu più perfetta.
Il modo in cui Friedkin si muove in una sceneggiatura che non sembra avere difetti è esemplare perché riesce a fare un pulp alternativo in un periodo in cui la parola sembra essere ormai associata solo a Tarantino ed emuli vari. Friedkin invece ha personalità, mescola l’ironia paradossale della vicenda con concessioni all’erotismo e scatti di violenza anche piuttosto disturbanti, come l’ormai nota scena della fellatio della Gershon a una coscia pollo fritta, disturbante come poche.

Uno dei più bei film del 2012 arriva in home video sia in DVD che in alta definizione Blu Ray Disc con CG Home Video.
Un Blu ray davvero ottimo, che si avvale di una resa video di altissima qualità che restituisce una visione cinematografica perfetta. Grande attenzione al dettaglio e ottima gestione dei colori, sia nelle scene luminose esterne, sia nelle frequenti scene scure nei momenti poco illuminati. A ciò uniamo anche un audio che nella traccia italiana si avvale di DTS-HD 5.1., capace di esaltare i folli deliri dei personaggi di “Killer Joe”. Buono anche il comparto extra che a due trailer (quello italiano e quello internazionale) unisce una completa serie di interviste realizzate al regista e all’intero cast, che riescono a sviscerare tutti i particolari sul film.

Caratteristiche Blu Ray Disc di KILLER JOE
Video: 1080i 24p (1.85:1)
Audio: DTS-HD MA 5.1 Italiano, Inglese
Sottotitoli: Italiano
Extra: Trailer originale, Trailer italiano, Intervista al regista e all’intero cast

Autore: Roberto Giacomelli - Data: 03/04/2013 -
Contatto: redazione@horrormovie.it

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Tags killer joe, william friedkin, gina gershon, juno temple, bolero film, cg home video, blu ray, dvd, recensione