NEWS

H.M.D.B. |

DVD |

RUBRICHE |

SHOP |

FORUM |

VIDEOS |

"Lawless", "Code Name: Geronimo", "Bunraku", recensioni home video

LawlessTra le ultime uscite home video della Koch Media abbiamo tre prodotti di qualità che attraversano i più disparati generi, dal dramma/pulp in costume “Lawless” al bellico “Code Name: Geronimo”, passando per il fanta-action “Bunraku”.

“Lawless” è stato una delle più belle sorprese della scorsa stagione cinematografica; visto lo scorso autunno nei cinema, il nuovo film di John Hillcoat è un magnifico pulp ambientato all’epoca del Proibizionismo, quando i gangster dominavano le strade americane e i produttori clandestini di alcool escogitavano ogni piano possibile per aggirare la legge. “Lawless” ci racconta proprio questo contesto, spostando la location dalle metropoli a cui siamo abituati alla piccola contea di Franklin tra i boschi della Virginia. Qui i fratelli Bondurant stanno mettendo su un piccolo impero alcolico, ma il nuovo rappresentate della legge, il corrotto Charlie Rakes, proveniente da Chicago, vuole fare “affari” con loro a tutti costi, così quando riceve un loro rifiuto, comincia una vera e propria guerra sanguinosa tra la legge e i tre fratelli.
Hillcoat è un regista di grande talento, già artefice dei magnifici “La Proposta” e “The Road”, stavolta prende spunto da “La contea più fradicia del mondo”, il romanzo di Matt Bondurant che prendeva ispirazione dalla vera storia di suo nonno. Anche questa volta Hillcoat si avvale della preziosa collaborazione del musicista Nick Cave per la sceneggiatura e da vita a un film avvincente e ricco di momenti memorabili. Ottimi tutti i personaggi, interpretati da attori capaci e in gran voga negli ultimi anni; a tal proposito vanno assolutamente segnalati Tom Hardy, Shia LaBeouf, Jessica Chastain, Dane DeHaan e Guy Pearce, quest’ultimo da corpo a un viscidissimo villain che riesce subito a farsi odiare dagli spettatori, cogliendo perfettamente nel segno. Ottime alcune intuizioni di sceneggiatura, come la “diceria” sull’immortalità dei Bondurant che trova riscontro nel personaggio interpretato da Tom Hardy, che sopravvive sempre ai numerosi attentati alla sua persona. Insomma, un gran film che riesce a unire la dimensione epica di certo cinema noir allo spirito più vicino al film di genere.

Code name geronimo“Code Name: Geronimo” nasce come prodotto per la tv, ma in Italia esce anche nelle sale cinematografiche a inizio autunno 2012 e la cosa non stupisce, vista la buona qualità complessiva del film.
Dai produttori di “The Hurt Locker”, il film rivelazione di Kathryn Bigelow (che coincidenza vuole che con “Zero Dark Thirty” affronti lo stesso argomento di “Code Name: Geronimo”!), arriva questo nuovo film di guerra, sempre ambientato nei territori mediorientali, che stavolta ci racconta la fantomatica uccisione di Osama Bin Laden. Il film segue l’esercitazione di una squadra di Navy Seals che è stata assegnata a quella che è la missione più importante per l’esercito degli Stati Uniti, ovvero la cattura del nemico pubblico numero 1, Bin Laden. Infatti la CIA ha ricevuto alcune importanti informazioni da un prigioniero che avrebbe rivelato il probabile nascondiglio del terrorista, asserragliato in un complesso residenziale in Pakistan. Quelli che seguiamo sono i giorni immediatamente precedenti all’irruzione dei Navy Seals e il celebre raid che porterà alla morte del leader talebano.
Alla regia di “Code Name: Geronimo” c’è John Stockwell, già artefice dell’avventuroso “Trappola in fondo al mare” e dell’horror “Turistas”, che qui adotta uno stile molto vario, spaziando dalle soggettive da videogame (“Call of Duty” è richiamato in più occasioni) a momenti che sembrano voler replicare lo stile mockumetary. Il film è avvincente e gli ultimi minuti, quelli dell’irruzione nel nascondiglio di Bin Landen, sono davvero adrenalinici. Curioso, inoltre, come il leder terrorista sia sempre lasciato in ombra e mai mostrato chiaramente, come se si trattasse di un’entità metafisica che aleggia su ogni cosa.
Interessante il cast che affianca a Cam Gigandet e Freddy Rodriguez i veterani William Fichtner e Robert Knepper.

BunrakuIn un mondo in cui le armi da fuoco sono state bandite, gli uomini hanno trovato ugualmente un modo per farsi guerra, rispolverando le vecchie armi da taglio e i combattimenti corpo a corpo. In questo scenario regna Nicola (Ron Perlman), detto il Taglialegna, malvagio dittatore che si circonda di 9 assassini che lo proteggono e seminano il terrore nel suo regno. Un giorno arriva uno straniero senza nome (Josh Hartnett) che ha un conto in sospeso con Nicola e incrocia la strada di Yoshi (Gackt), un samurai che deve vendicare la morte di suo zio per mano del gerarca.
Questa è trama di “Bunraku”, singolare fanta-action che la Koch Media recupera dal calderone degli inediti (è del 2010) e distribuisce direttamente in home video. Quello che stupisce di questo film è l’incredibile originalità visiva che il regista Guy Moshe decide di applicargli utilizzando una serie di stili che ne fanno un’opera unica. “Bunraku” inizia con un prologo animato, continua con una scena d’azione coreografata come un balletto e poi si immerge in un’atmosfera a metà tra il western e il noir, si passa poi al film di arti marziali in puro stile asiatico (in costume!) e si intervalla il tutto con tavole di fumetti. Visivamente folle, con fotografia completamente fuori dagli schemi (colori diversi per ogni cambio di scena) e scenografie volutamente posticce che sembrano riprodurre fondali teatrali o, ancor meglio, libri pop-up. Tanta inventiva a livello visivo che però risente del fragile comparto narrativo, una storia di vendetta come mille altre che si fa anche un po’ confusa a causa di una sceneggiatura che avrebbe giovato di un’asciugatina. E infatti le oltre 2 ore di durata di “Bunraku” non sono giustificate dall’esile materiale narrativo a disposizione, favorendo una lunga sequela di scene d’azione che alla lunga stancano. Il film di Guy Moshe è comunque un’esperienza visiva prima di ogni altra cosa e il ricchissimo cast, che vede affiancare a Josh Hartnett e Ron Perlman anche Demi Moore e Woody Harrelson, gli vale assolutamente una visione.

Buon lavoro da parte di Koch Media per le edizioni in alta definizione Blu Ray Disc dei tre film qui analizzati. In tutti i casi abbiamo standard tecnici qualitativi molto alti con video limpidissimi e privi di qualsiasi imperfezione. Ne guadagna soprattutto “Bunraku”, che presentando delle scelte stilistiche molto particolari, è privilegiato nella resa visiva. Molto buono anche l’audio, sempre potente, che presenta la codifica in DTS-HD 5.1 per la traccia italiana. “Code Name: Geronimo”, inoltre, è inserito nella versione estesa non vista al cinema.
Ottimo il comparto extra di “Lawless”, comprendente uno speciale sui Bondurant (12 minuti), uno sulla contea di Franklin (6 minuti circa), uno speciale sul film e il romanzo “La contea più fradicia del mondo” (21 minuti), le scene tagliate e il video musicale “Midnight Run”.
“Code Name: Geronimo” contiene il trailer originale e il making of del film (18 minuti circa); “Bunraku”, invece, è privo di extra.

Caratteristiche Blu Ray Disc di LAWLESS
Video: HD 1080p (2.35:1)
Audio: DTS-HD MA 5.1 Italiano, Inglese
Sottotitoli: Italiano per non udenti
Extra: Speciali: La famiglia Bondurant, La contea di Franklin, La contea più fradicia del mondo; Scene tagliate, Video musicale

Caratteristiche Blu Ray Disc di CODE NAME: GERONIMO
Video: HD 1080p (1.85:1)
Audio: DTS-HD MA 5.1 Italiano, Inglese
Sottotitoli: Italiano
Extra: Making of; Trailer originale

Caratteristiche Blu Ray Disc di BUNRAKU
Video: HD 1080p (2.35:1)
Audio: DTS-HD MA 5.1 Italiano, Inglese
Sottotitoli: Italiano per non udenti
Extra: /

Autore: Roberto Giacomelli - Data: 29/04/2013 -
Contatto: redazione@horrormovie.it

Registrati al forum e commenta la news

NEWSLETTER 
Inserisci la tua e-mail per ricevere tutti gli aggiornamenti!

 

Nome

E-mail


Iscriviti
Cancellati

Tags lawless, tom hardy, shia labeouf, jessica chaistain, john hillcoat, nick cave, bunraku, josh hartnett, code name geronimo, killing bin laden, dvd, blu ray disc, home video, koch media, recensione