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"World War Z": approfondimento sul film e video intervista esclusiva allo sceneggiatore

World War ZIn un giorno come tanti altri, Gerry Lane e la sua famiglia si trovano in auto bloccati nel traffico metropolitano. Lane, un ex impiegato delle Nazioni Unite, ha la sensazione che non si tratti del classico ingorgo. Il cielo da lì a poco si riempie di elicotteri della polizia, e gli agenti in motocicletta sfrecciano all’impazzata da tutte le parti: la città è in preda al caos. Ovunque per le strade, orde di persone si avventano ferocemente tra di loro, contagiandosi di un virus letale che trasforma gli esseri umani in creature irriconoscibili e feroci.
I vicini di casa si rivoltano tra di loro, le persone innocue diventano improvvisamente nemici pericolosi. Le origini del virus sono sconosciute, mentre il numero delle persone infette cresce di giorno in giorno, raggiungendo rapidamente i livelli di una pandemia globale. Le ipotesi che questa epidemia possa sopraffare gli eserciti di tutto il mondo ed arrivare a distruggere i governi e le popolazioni, fanno scendere in campo Lane che deve decidere se mettere in salvo la propria famiglia o combattere in prima persona, memore del suo pericoloso passato di agente ONU, nel disperato tentativo di raccogliere informazioni in giro per il mondo su questa terribile epidemia che minaccia la sopravvivenza del genere umano, e fermarla.

Questo è l'intrigante incipit di "World War Z", il film tratto dall'omonimo romanzo di Max Brooks e interpretato da Brad Pitt che in questi giorni sta spopolando nei cinema di mezzo mondo. Non di meno l'Italia, dove il film ha totalizzato nel solo primo weekend di programmazione 2 milioni di euro di incasso, una cifra ragguardevole se consideriamo soprattutto l'uscita estiva (27 giugno), stagione che da sempre nel nostro Paese allontana gli spettatori dalle sale.

E "World War Z" parla di zombie, i cari, vecchi morti viventi che sembrano godere di ottima salute al cinema e non solo, basti vedere l'incredibile mole di film che vengono prodotti su questo tema e il successo internazionale della serie tv "The Walking Dead".
Ma "World War Z" vuole andare oltre il semplice concetto di 'zombie' ed è lo stesso regista Marc Forster ad esplicitarlo in una sua dichiarazione rilasciata alla stampa.
"Non si tratta solo di zombie, si tratta di una apocalisse globale che sembra abbiano diffuso gli zombie", spiega Forster, aggiungendo “Ci sono molte analogie con quello che attualmente stiamo vivendo, a livello culturale, che si prestano ad un 'film di zombie,' ma la cosa bella del libro di Max Brooks è che lo ha collocato in un arco di tempo realistico ed all'interno di uno schema di vita reale. Questo è ciò che mi ha davvero incuriosito - ho voluto creare un film che sembrasse realistico, che mettesse in guardia il pubblico come se questo possa realmente accadere a chiunque di noi. La premessa generale è che tutto può accadere, in qualsiasi scenario, in qualsiasi momento. Nessuno è esente, ognuno è un bersaglio. Questo è quello che accade nel film, così come nella vita reale".

E infatti gli zombie che compaiono in "World War Z" appaiono decisamente differenti dal solito ed è sempre Marc Forster a spiegarlo.
"Quando si tratta di film sugli zombie, si fa tutti riferimento a George Romero perché ne è l’icona. Gli esempi più recenti sono film come '28 Giorni Dopo' e così via. Così, da regista dico che bisogna cercare sempre di dare qualcosa di nuovo e di diverso, anche se si lavora in trame ben delineate: questo è proprio quel che abbiamo cercato di fare in questo film. Abbiamo mantenuto alcuni elementi classici degli zombie, ma con movimenti e motivazioni differenti ".

In particolare, i realizzatori hanno utilizzato la "teoria dello sciame", (un modello di movimenti che accade in natura nel caso di insetti o stormi), per sottolineare le movenze degli zombie, dichiarate durante il film anche prima che queste creature appaiano.
"E 'il modo in cui si muovono gli stormi di uccelli, i pesci o le formiche. C'è una sorta di 'intelligenza collettiva' che li governa. Ho quindi ritenuto interessante vedere questi zombie, che non hanno intelletto poiché sono morti che camminano, reagire secondo questa teoria dello sciame. Può sembrare un paradosso, perché gli zombie sono i non-morti, ma nell'insieme, vi è una coscienza inconscia”, continua Forster.
Muovendosi in modo isterico, gli zombie diventano molto pericolosi. In "World War Z" abbiamo anche gli zombie lenti e ciondolanti e questo accade quando sono latenti. A questo proposito il regista ha aggiunto: "Se non provocati, gli zombie sono stagnanti, lenti e volti al vagabondaggio. Quando parte la frenesia, nasce la stessa sensazione di uno squalo che sente l'odore del sangue. Nel momento in cui sentono che c'è qualcosa da mordere, lo inseguono; e ben presto si capisce che anche i rumori li attirano ".

Ora vi proponiamo in esclusiva, grazie a Paramount Pictures, un'intervista video a uno degli sceneggiatori del film, J. Michael Straczynski, molto attivo nel mondo del cinema e della televisione e famoso per aver firmato recentemente, prima di "Worl War Z", gli script di importanti film come "Changeling" per la regia di Clint Eastwood, "Ninja Assassin" per i fratelli Wachowsky, "Thor" di Kenneth Branagh e "Underworld: Il Risveglio”.
L'apporto di Straczynski a "World War Z" è particolare perchè lui è l'autore della prima stesura della sceneggiatura, la vera e propria impalcatura che ha definito l'anima del film, che in realtà si differenzia molto dal romanzo di Brooks da cui è tratto. Dopo alcune valutazioni, la Paramount ha deciso di rimettere mano al film per ampliare le scene che mostrano il rapporto tra il protagonista Gerry Lane e la sua famiglia e per riscrivere il finale, ritenuto originariamente troppo pessimista. Così a Straczynski è stato affiancato un altro sceneggiatore che ha "corretto" la rotta, ovvero Matthew Michael Carnahan, che a sua volta ha usufruito del contributo dei "golden boys" Drew Goddard e Damon Lindelof.
Insomma, una scrittura travagliata quella di "World War Z" ed è proprio di questo che ci parla J. Michael Straczynski nell'intervista video (sottotitolata in italiano) che vi proponiamo in esclusiva.
Dunque buona visione e vi ricordo che a questo link potete leggere la nostra recensione di "World War Z".


Autore: Roberto Giacomelli - Data: 02/07/2013 -
Contatto: redazione@horrormovie.it

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Tags world war z, brad pitt, la guerra mondiale degli zombie, max brooks, film, marc forster, intervista, video intervista, michael Straczynski