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CIRCO DE LOS HORRORES, a Roma dal 28 febbraio al 6 aprile

Circo de los horroresSarà nella Capitale da venerdì 28 febbraio fino al 6 di aprile il Circo de Los Horrores, l’innovativo spettacolo proveniente dalla Spagna e capace di realizzare il tutto esaurito con oltre cinque milioni di spettatori in sei anni di turnè.

Ma cos’è il Circo de Los Horrores?
Nato nel 2007 dalla mente di Suso Silva, attore, mimo e artista circense di origini spagnole, Circo de Los Horrores comincia a registrare un grande successo in Spagna che lo porta a replicare anche fuori patria, a Miami, in Perù e in molti altri paesi dell’America latina. Il suo stesso creatore lo descrive come un misto tra circo, teatro e cabaret che ha come grande trait d’union la tradizione dell’horror cinematografico e letterario. Infatti, prendendo palesemente ispirazione dalle opere di Edgar Allan Poe e del cinema espressionista tedesco, dagli horror classici della Universal, della RKO e della Hammer, con contaminazioni con opere più moderne come L’esorcista, il Circo de Los Horrores è di base uno spettacolo circense con numeri di acrobati, contorsionisti e clown. Però, allo stesso tempo, vi è dentro una forte influenza teatrale sia per la curatissima e contestualizzata creazione di una scenografia, sia per il dipanarsi di una vera e propria trama che lega tutte le esibizioni. Poi c’è la dimensione cabarettistica, data dalle performance attoriali degli artisti e del protagonista/narratore in particolare, che interagisce con il pubblico, scherza con lui e lo coinvolge.
In sintesi, la trama del Circo de Los Horrores vede un ometto munito di valigia che scende dal treno, ma la fermata è quella sbagliata e l’uomo si ritrova in un antico cimitero. Qui fa la conoscenza di diversi singolari e inquietanti personaggi, tra cui una seducente donna che si rivela essere una vampira. Morso alla giugulare dalla succhiasangue, l’uomo è trasformato in Nosferatu e compie il suo viaggio iniziatico alla scoperta del mondo soprannaturale che ci circonda.

L’organizzazione del Circo ha invitato alcuni esponenti della stampa romana a un assaggio dello spettacolo, una pillola da 30 minuti che andasse a sintetizzare le oltre due ore della durata effettiva dello spettacolo.
Piazzale Ankara, proprio nello spazio adiacente allo Stadio Flaminio, è occupato da un imponente tendone da circo nero come la pece. Lo spettatore può attraversare un grande cancello che sembra quello di un cimitero per trovarsi in un atrio buio cosparso di lapidi e inquietanti statue cimiteriali. L’entrata in sala, che è una platea da circo in piena regola, è accompagnata da una moltitudine di attori abbigliati come i più famosi mostri della tradizione: c’è Leatherface munito di motosega rombante, un diabolico pagliaccio in camicia di forza, l’infermiera demoniaca dal volto deforme come quelle di Silent Hill, la Dama in nero e poi ancora Elephant Man, la sposa cadavere, la Mummia, Belzebù e la suora indemoniata. A dire il vero, il primo impatto non è dei migliori perché si ha la sensazione della puerile “carnevalata” con queste maschere che si agitano e urlano contro gli spettatore tentando di spaventarli. La scenografia è sontuosa e perfettamente a tema, con una pista da circo accuratamente riempita con un pentacolo, lapidi e corone funerarie ai bordi e ghiaccio secco in abbondanza per creare fumo che limita la visibilità nell’ambiente. Poi entra in scena una bara, trasportata da inquietanti figuri vestiti di nero, dalla quale fuoriesce Nosferatu, che nell’anteprima era interpretato dallo stesso Suso Silva ma che poi nelle repliche sarà impersonato da un altro attore. Silva, anzi Nosferatu, dopo aver interagito con il pubblico con molta ironia, spiega il tenore dello spettacolo e come si articolerà, prima di congedarsi (sempre nella bara) e lasciare spazio ai quattro numeri che ci sono stati proposti.
Una donna si alza dal letto in preda al sonnambulismo e viene trascinata in aria da una corda che la tiene per i capelli, così da dar luogo a incredibili acrobazie a mezz’aria. Atmosfere da espressionismo miste a quelle che si respiravano in certi film di Jacques Tourneur, a cui segue un bellissimo numero di contorsionismo con due atlete originare della Mongolia, che sulle note di una nenia che imita Tubular Bells di esorcistica memoria, entrano su un letto e cominciano a vomitare una sostanza verde. Contorsioni da indemoniate in un numero davvero riuscito. Per il terzo spettacolo i protagonisti sono gli zombi, ma quelli della tradizione haitiana: quattro atleti che si esibiscono in una danza dai ritmi caraibici che si trasforma in un limbo estremo con tanto di asticella infuocata. Per concludere, un boia e un condannato, che si dilettano in un numero acrobatico in cui sembra non esistere la forza di gravità.
Dopo questo assaggio, il direttore artistico Suso Silva, ormai struccato, risponde alle domande dei giornalisti insieme al produttore dello spettacolo, spiegando che il Circo degli Orrori comprende anche una danza acrobatica dei vampiri che omaggia Per favore non mordermi sul collo di Roman Polanski, un numero che si rifà a Freaks di Tod Browning, le acrobazie sui nastri della Mummia, Grimo il pagliaccio assassino, i numeri con il fuoco del diavolo Belzebù e tanto altro ancora.
Da questo assaggio, Circo de Los Horrores sembra davvero unico nel suo genere, un’esperienza divertente e spaventosa che gli organizzatori si sono raccomandati essere adatta a un pubblico di età superiore ai 12 anni.
E dopo la lunga tappa a Roma, il Circo degli Orrori arriverà anche a Milano, Torino e Genova.

Circo de Los Horrores
Stadio Flaminio (Piazzale Ankara) – Roma
Dal 28 febbraio al 6 aprile
Per ogni informazione: www.circodeloshorrores.com

Circo de los horrores

Autore: Roberto Giacomelli - Data: 28/02/2014 -
Contatto: redazione@horrormovie.it

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